Il Tirreno

Giovinco sincero: che errore su quella palla

M.B.
Giovinco in azione
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Giovinco in azione

«Avrei dovuto arrivarci con il passo corto, ci sono andato lungo...»

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 CELANO. La palla che avrebbe potuto cambiare la storia del match è capitata sul piede destro di Giuseppe Giovinco al 44' della ripresa: palla intelligente e precisa di Orlandi dal fondo, da destra, Giovinco solissimo a centroarea prova la battuta al volo (la sfera era rasoterra): il fatto è che l'ex juventino era riuscito a liberarsi da campione, e quindi era davvero solo, insomma, con tutto il tempo per stoppare la palla e piazzarla agevolmente alle spalle di Goletti. Prova invece la battuta al volo, strozza il tiro, ne esce un passaggio al portiere: sospirone dei tifosi abruzzesi, e - anche per questo errore - delusione di capitan Zampagna a fine gara. Anche se sotto il profilo dell'impegno e del tentativo di dialogo con i compagni, niente da dire su Giovinco. Semmai, un paio di volte è sembrata mancare l'intesa fra Vigiani e Zampagna, che pure sono due danno del tu al pallone. Ma torniamo a Giovinco. Due gol all'attivo per lui quest'anno, entrambi pesanti (a Poggibonsi e in casa con il Gavorrano, entrambi i gol della definitiva sicurezza), ma anche qualche errore sottoporta; come all'Aquila, e come qui. Giovinco fa autocritica: «Com'è andata? Semplice, ho sbagliato: avrei dovuto andare su quella palla così invitante con il passo corto e battere a rete, e invece ci sono andato con il passo lungo. Un errore che non avrei dovuto fare e di cui mi rammarico». Anche per lui, d'obbligo un commento alle parole di capitan Zampagna, un richiamo forte a ritrovare lo spirito messo in campo contro il Carpi. Il giovane azzurro non entra direttamente nel merito della disanima di Zampagna, ma in qualche modo conferma: «Del risultato e della prestazione non siamo contenti, perché sappiamo e possiamo fare molto di più. Oggi è andata così, bisogna accettare il risultato, ma dobbiamo fare meglio». Ok: ma la soluzione? «In questi casi la soluzione è una sola: lavorare, lavorare, lavorare».  Su un campo come Celano, probabilmente, si è sentita anche più del dovuto l'assenza di un giocatore come Cori, che per caratteristiche fisiche e per abitudine ormai consolidata si è specializzato nel fare da spalla a Zampagna. Il sistema di gioco del 4-2-3-1, seppure provato durante la sosta (e nella parte finale della sfida vincente sul Carpi) ha ancora bisogno di essere assimilato: certi movimenti e certi automatismi non si acquistano in due settimane, infatti a Celano in diverse occasioni il dai e vai veloce e nello stretto è fallito per questione di pochi cenitimetri. D'altra parte, anche Monaco deve pur sfruttare al meglio le qualità dei giocatori a sua disposizione, Vigiani dietro la punta può essere l'uomo in più, la disponibilità di Redomi può addirittura aprire la prospettiva del 4-3-3. Tanta carne al fuoco: Zampagna fa bene a strigliare i ragazzi, ma ci può stare che all'ottava giornata e dopo la sosta ci sia una pausa. E ci sono anche gli avversari. L'importante è ripartire subito con il piede giusto, l'ambiente è caricoe non siamo neppure a un terzo del cammino. Prima o poi anche il Carpi affronterà i duri campi dell'Abruzzo.

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