Mian: prepariamoci a tante vittorie
Luca Borghini
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Mian allo Studio 1 con Patrizia DAddario L'imprenditore parla a tutto campo: «Gran feeling con la città, il merito è di voi carraresi»
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CARRARA. Un'incontro allo stadio con tutti i tifosi e al centro lui, Maurizio Mian, pronto a rispondere alle domande che gli verranno fatte in una giornata dedicata ai tifosi. È questa solo una delle idee del presidentissimo (onorario) della Carrarese Maurizio Mian che dopo i primi mesi a Carrara tracciato un primissimo bilancio dell'appena iniziata "éra Carrarese". E a proposito di questa nuova "era" ai tifosi dice subito: «Ci aspettano anni di grandi successi e il primo posto in classifica dopo la gara di Poggibonsi non deve fare venire le vertigini perché ci sarà da abituarsi a stare in alto». In merito alla sua presenza all'inaugurazione del locale versiliese Studio 1, martedì sera assieme alla tanto chiaccherata Patrizia D'Addario, commenta: «Ci conosciamo da tanto tempo con questi 2-3 amici che hanno questo locale (l'ex Nabilia, ndc) che è stato chiuso per un certo periodo; non potevo mancare». L'inaugurazione dello Studio 1, che si ispira al modello americano della "discoteca televisiva alternativa al panorama versiliese" rientra nel mondo della comunicazione a cui Mian è particolarmente attento. «Il mondo della comunicazione è sempre più sfilacciato in Italia, penalizzato anche dal fatto di essere un Paese in cui si parla solo una lingua, l'italiano». In un Paese come l'Italia la chiave più semplice per entrare nella comunicazione sembra proprio essere il mondo del calcio che non a caso è frequentato da Mian da parecchio tempo. Il calcio nel nostro paese è un obbligo per entrare nel mondo della comunicazione, oppure esistono ancora altre strade? «Ci si deve passare per forza, non esistono alternative valide. Tutta la comunicazione di qualità passa attraverso il calcio. Ma - aggiunge - il calcio dovrebbe diventare qualcosa di diverso rispetto a quello che è ora, non gli si farebbe certo del male, forse solo del bene. Dovrebbe veicolare altri tipi di messaggi. Ecco questa idea di un modello di calcio diverso è sempre stato un mio intento. In Italia è difficile, all'estero invece avviene con successo». MODELLO TEDESCO. Aggiunge Mian: «Un modello che credo sia fonte d'ispirazione è, in Europa, l'esperienza del San Pauli, la squadra di un quartiere di Amburgo. Il San Pauli è un quartiere popolare, erotico, sexy, in una parola: trasgressivo. Da questo mix è venuta fuori questa squadra, di cui voglio informarmi di più rispetto a quello che so dai giornali, che forse con il calcio ha ben poco in comune; ma non stanno facendo male e forse sono un modello innovativo da cui prendere qualcosa, anche se forse un po' troppo spinto. Ma il modello in sè per sè è funzionale. Io l'avevo un po' accarezzato nelle mie esperienze passate». Ma l'imprenditore pisano vuole tranquilizzare i tifosi azzurri sulle sue idee per il futuro della Carrarese: «Premesso questo, a Carrara non farò niente di tutto ciò. La Carrarese è una realtà che nasce da un gruppo di persone che vogliono fare bene e dunque si deve rientrare in questa idea. Poi magari quando avremmo vinto tante partite allora si potrà pensare a qualcosa di diverso anche per Carrara ma per adesso pensiamo prima di tutto a vincere». Si aspettava un inizio così? «L'inizio è stato difficile, ora le cose stanno andando molto bene. Direi che però non è ancora il momento di lasciarsi andare, come ha giustamente detto Zampagna di cui condivido pienamente il pensiero. A parte la passione e la contentezza che devono essere, giustamente, esternate, siamo ancora nel momento della sobrietà e della tranquillità. Il carrarino lo sa fare bene, è abituato; è un po' nel suo animo soppesare le sensazioni. C'è da essere tranquilli e lo vedo nell'atteggiamento delle persone allo stadio. Detto questo, domenica se la gara fosse finita al primo tempo non mi sarebbe piaciuta per niente e invece ho visto una grande ripresa soprattutto per l'atteggiamento mentale che la squadra ha dimostrato di avere. Anche se domenica, lo devo dire, durante la partita il nostro primo pensiero è andato all'operazione di Cristiano (Lucarelli, ndc) che per fortuna è andata bene. Abbiamo così festeggiato la vittoria della Carrarese e l'operazione di Cristiano». E ribadisce: «Di questo avvio di campionato c'è solo da ringraziare una persona: il direttore generale, Nelso Ricci». Con il tifo Carrarese c'è subito stato feeling, ma con la città come si è rapportato in questi primi mesi? «Probabilmente grazie a tanti amici di Carrara non avevo bisogno di venire per conoscere bene la città, ma devo dire, che adesso che la vivo di più, mi sento veramente a casa mia. Mi sento veramente bene aldilà dei ruolo che ho e degli amici di vecchia data. È anche e sopratutto merito di Carrara e dei carraresi se si è riusciti a convogliare questo gruppo di persone dietro la Carrarese. E devo dirlo: avete un grande sindaco che tiene alla squadra, nel modo giusto senza esagerazioni». Infine ai tifosi promette grandi campionati anche senza dirlo in modo esplicito: «Ai tifosi dico di prepararsi per fare un lungo periodo molto positivo con vittorie veramente importanti». Test contro la San Marco. Oggi alle 15 la squadra farà il test del giovedì al sintetico della Covetta contro il San Marco. Ci sarà Riccardo Zampagna, in dubbio Sasha Cori Luca Vigiani. Lettera di Lucarelli. La vittoria di domenica è stata dedicata a Cristiano Lucarelli. E ieri Lucarelli ha voluto scrivere una lettera aperta a tutti i tifosi ringraziandoli per il loro supporto dimostrato «attraverso questo sito (il sito ufficiale del giocatore, ndc) o direttamente al telefono», e ha voluto ringraziare anche il Napoli.
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