Giocatori e società in fuga dallo stadio
L.Bo.-L.Sa.
◗
Forze dellordine ai cancelli Dopo oltre un'ora escono alla chetichella passando dal campo
3 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. C'è alta tensione a fine gara. Prima per un fumogeno lanciato sul tetto della sede e per una bomba carta lanciata nel parcheggio dei pulmann delle squadre che ha stordito il magazziniere del Bassano Ermanno Zanolla. Le forze dell'ordine hanno immediatamente formato un cordone davanti al cancello della società per sorvegliare i tifosi che hanno civilmente - ma con toni forti - contestato la squadra ma soprattutto la dirigenza al coro «vergognatevi, vergonatevi». Una contestazione forte ma che arriva da una tifoseria che nel giorno più difficile non è voluta mancare all'appello riempiendo la Curva Nord per sostenere la squadra. Nell'anno peggiore degli ultimi 20 anni di storia della Carrarese, i tifosi hanno fatto il loro e anche di più, vedendosi poi "fuggire" la squadra e la dirigenza evitando il dialogo che durante la settimana era stato promesso anche qualora fosse andata male la partita. «Alla fine in caso di retrocessione siamo pronti a prenderci offese, schiaffi e quant'altro, assumendoci pienamente le nostre responsabilità», aveva detto qualcuno, e invece così non è stato, almeno per una parte della squadra che delle motivazioni ai tifosi avrebbe dovuto darle almeno attraverso un portavoce o un comunicato. "Fuga" dallo stadio. Dopo quasi due ore dalla fine della partita la polizia ha preso la decisione, vista la pacifica insistenza dei tifosi, di fare uscire la squadra e la dirigenza dalla Curva Nord attraversando l'interno dello stadio. Una decisione per evitare problemi d'ordine pubblico ma che di fatto è stata letta come una fuga da parte della società tutta davanti al proprio pubblico. Il muro dei tifosi Tornati a casa, molti tifosi hanno espresso tutta la rabbia per la retrocessione sul muro online gialloazzurri.net «Ovviamente il primo passo - questo uno dei messaggi - deve essere la consegna della squadra nelle mani del sindaco senza che gli attuali dirigenti, loro sì che sono dilettanti allo sbaraglio, pretendendo neanche un euro». DEVOTI: DISPIACIUTO PER I VERI TIFOSI. Anche l'intervento del direttore generale Walter Devoti è amaro: «Sono dispiaciuto per i veri tifosi che ci hanno sempre seguiti. Mi auguro che almeno questa situazione faccia riflettere. Oggi i giocatori hanno fatto una grande prestazione, anche se non basta studiare l'ultimo giorno di scuola. Comunque sarebbe troppo facile dare tutta la colpa a questi ragazzi. Non è il momento delle polemiche. La verità è che la Carrarese non è retrocessa oggi, ma qualche tempo fa». Verrebbe da aggiungere che forse la Carrarese ha iniziato a retrocedere nel momento in cui ha impostato una formazione poco attrezzata per la C2, e poi non l'ha sistemata a dovere. Troppa improvvisazione, troppi errori anche nella scelta degli allenatori. Ma ora è davvero il momento di cercare di ripartire, altrimenti al dramma della D si potrebbe aggiungere il dramma di una società che sparisce dal panorama calcistico, e la circostanza sarebbe davvero grave dopo 100 anni di storia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
