Sport Massa
Dante Bertoneri:ormai sono sereno,grazie alla fede in Dio
Alessandro Tabarrani
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Dante Bertoneri in azioneDante Bertoneri continua ad occupare le pagine che i quotidiani sportivi nazionali dedicano al bel calcio che fu. Stavolta una interessante intervista all'ex promessa del Torino è apparsa sul Corriere dello Sport accanto ad altri due personaggi del calcio degli anni '80
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MASSA. Dante Bertoneri continua ad occupare le pagine che i quotidiani sportivi nazionali dedicano al bel calcio che fu. Stavolta una interessante intervista all'ex promessa del Torino è apparsa sul Corriere dello Sport accanto ad altri due personaggi del calcio degli anni '80: "Spadino" Selvaggi e Alessandro Bianchi. Una rubrica dedicata ai protagonisti di vent'anni fa e che, oggidì, non fanno più parte dell'ambiente calcistico, nel frattempo divenuto, per certi aspetti, un vero e proprio circo.
Dal canto suo Dante, come più volte spiegato in passato, ha ribadito di aver trovato la serenità nella fede dopo i momenti difficili che ne avevano caratterizzato la carriera; una carriera troppo breve e giammai consona al suo reale valore.
«Ho trovato la fede in Dio e ora sono sereno», ha detto Bertoneri.
Un focus nel quale sono stati ripercorse le tappe che hanno portato l'erede di Claudio Sala anche a provare la carriera podistica peraltro con buoni risultati a livello nazionale.
Dante Bertoneri è ancora ricordato con grande affetto dai tifosi granata e, a ben vedere, come tutti coloro che hanno il pallone nelle vene, nel suo intimo gli resta difficile rinunciare al calcio. Non è un caso che Dante abbia fondato la scorsa estate l'Atletico Massese Calcio, sodalizio di cui è presidente e pure giocatore nonostante non sia più un giovanotto.
I risultati gli stanno dando ragione dacchè la sua squadra sta facendo la voce grossa nel campionato di terza categoria. Dopo tre giornate i bianconeri sono a punteggio pieno e guidano la graduatoria.
«Siamo molto felici di come stanno andano le cose - ha ribadito Bertoneri - il nostro allenatore Nerio Ulivieri sta facendo un ottimo lavoro. L'importante è che i ragazzi continuino a seguire gli allenamenti con la stessa voglia di oggi e sono convinto che potremo tranquillamente puntare alla promozione».
È financo noioso starlo a rimarcare, ma ancora oggi è evidente come un giocatore con la sua classe non sia mai stato dimenticato dai buongustai del calcio. Viene da pensare se Bertoneri fosse nato nel 1983 anzichè nel 1963 dove avrebbe potuto arrivare, considerando che la modernità calcistica comprende anche la possibilità di donare sempre una possibilità in più ai suoi campioni più capricciosi.
All'epoca di Dante al Toro questa elasticità di vedute non esisteva e spesso ragazzi molto giovani si trovavano spaesati e senza tutele dinanzi ad un mondo più grande di loro. Già, all'epoca i procuratori non c'erano. Calcio d'altri tempi, quando la legge Bosman era di là da venire. Un calcio più tecnico, un calcio in cui Dante Bertoneri poteva e doveva essere un grande protagonisa.
A.T.
Dal canto suo Dante, come più volte spiegato in passato, ha ribadito di aver trovato la serenità nella fede dopo i momenti difficili che ne avevano caratterizzato la carriera; una carriera troppo breve e giammai consona al suo reale valore.
«Ho trovato la fede in Dio e ora sono sereno», ha detto Bertoneri.
Un focus nel quale sono stati ripercorse le tappe che hanno portato l'erede di Claudio Sala anche a provare la carriera podistica peraltro con buoni risultati a livello nazionale.
Dante Bertoneri è ancora ricordato con grande affetto dai tifosi granata e, a ben vedere, come tutti coloro che hanno il pallone nelle vene, nel suo intimo gli resta difficile rinunciare al calcio. Non è un caso che Dante abbia fondato la scorsa estate l'Atletico Massese Calcio, sodalizio di cui è presidente e pure giocatore nonostante non sia più un giovanotto.
I risultati gli stanno dando ragione dacchè la sua squadra sta facendo la voce grossa nel campionato di terza categoria. Dopo tre giornate i bianconeri sono a punteggio pieno e guidano la graduatoria.
«Siamo molto felici di come stanno andano le cose - ha ribadito Bertoneri - il nostro allenatore Nerio Ulivieri sta facendo un ottimo lavoro. L'importante è che i ragazzi continuino a seguire gli allenamenti con la stessa voglia di oggi e sono convinto che potremo tranquillamente puntare alla promozione».
È financo noioso starlo a rimarcare, ma ancora oggi è evidente come un giocatore con la sua classe non sia mai stato dimenticato dai buongustai del calcio. Viene da pensare se Bertoneri fosse nato nel 1983 anzichè nel 1963 dove avrebbe potuto arrivare, considerando che la modernità calcistica comprende anche la possibilità di donare sempre una possibilità in più ai suoi campioni più capricciosi.
All'epoca di Dante al Toro questa elasticità di vedute non esisteva e spesso ragazzi molto giovani si trovavano spaesati e senza tutele dinanzi ad un mondo più grande di loro. Già, all'epoca i procuratori non c'erano. Calcio d'altri tempi, quando la legge Bosman era di là da venire. Un calcio più tecnico, un calcio in cui Dante Bertoneri poteva e doveva essere un grande protagonisa.
A.T.
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