Volley
Francesca sale sul tetto d'Europa
Lo aveva detto Francesca Piccinini dopo la conquista della semifinale: «Vincere sempre». E lo ha ribadito anche dopo aver conquistato l'oro agli Europei con l'Olanda. Così la regina di Castagnola è salita sul tetto d'Europa, una cosa normale per una come lei abituata a guardare tutti dall'alto al basso.
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MASSA. Lo aveva detto Francesca Piccinini dopo la conquista della semifinale: «Vincere sempre». E lo ha ribadito anche dopo aver conquistato l'oro agli Europei con l'Olanda. Così la regina di Castagnola è salita sul tetto d'Europa, una cosa normale per una come lei abituata a guardare tutti dall'alto al basso.
La sua bacheca oltre all'Europeo in terra polacca si è arricchita quest'anno della Champions league, trofeo centrato nella final four di Perugia. La Foppapedretti Bergamo ha sconfitto prima le beniamine di casa, targate Sirio Colussi e poi le temibilissime russe della Dinamo Mosca, al termine di una partita estenuante, che si è conclusa soltanto al tie break. La Piccinini sta davvero spopolando in questa ultima fase di carriera. È una delle azzurre più forti, una che fa gruppo e una che risponde sempre presente quando c'è da farsi in quattro per la squadra.
Grazie al suo metro e ottantacinque di altezza Francesca è una delle migliori giocatrici di volley italiane. Ha esordito a dodici anni nel San Carlo Borromeo Massa e debuttato in serie A con la Brine Carrara. Vanta quasi quattrocento presenze in nazionale con cui ha vinto, fra l'altro, i mondiali del 2002, la coppa del 2007; ha partecipato alle Olimpiadi di Sidney, Atene e Cina.
Proprio le Olimpiadi sono il suo - e di tutto l'Italvolley rosa - maggior cruccio. A Pechino i sogni sono svaniti ai quarti. Quando le azzurre sono state sconfitte 3 a 2 dagli Stati Uniti e hanno mancato la qualificazione alle semifinali.
È una maledizione del volley femminile, che alle Olimpiadi non riesce a superare l'ostacolo dei quarti. E pensare che in Cina le azzurre aveva fatto un pensierino all'oro, quel gradino più alto del podio che le avrebbe fatte entrare nella storia dello sport italiano.
Le prossime olimpiadi si terranno nel 2012. Francesca avrà trentatré anni. Chissà se sarà ancora in nazionale, chissà se vorrà tentare di salire sul gradino più alto di un podio che sembra stregato. Ma per una come lei che vuole vincere sempre mai dire mai.
La sua bacheca oltre all'Europeo in terra polacca si è arricchita quest'anno della Champions league, trofeo centrato nella final four di Perugia. La Foppapedretti Bergamo ha sconfitto prima le beniamine di casa, targate Sirio Colussi e poi le temibilissime russe della Dinamo Mosca, al termine di una partita estenuante, che si è conclusa soltanto al tie break. La Piccinini sta davvero spopolando in questa ultima fase di carriera. È una delle azzurre più forti, una che fa gruppo e una che risponde sempre presente quando c'è da farsi in quattro per la squadra.
Grazie al suo metro e ottantacinque di altezza Francesca è una delle migliori giocatrici di volley italiane. Ha esordito a dodici anni nel San Carlo Borromeo Massa e debuttato in serie A con la Brine Carrara. Vanta quasi quattrocento presenze in nazionale con cui ha vinto, fra l'altro, i mondiali del 2002, la coppa del 2007; ha partecipato alle Olimpiadi di Sidney, Atene e Cina.
Proprio le Olimpiadi sono il suo - e di tutto l'Italvolley rosa - maggior cruccio. A Pechino i sogni sono svaniti ai quarti. Quando le azzurre sono state sconfitte 3 a 2 dagli Stati Uniti e hanno mancato la qualificazione alle semifinali.
È una maledizione del volley femminile, che alle Olimpiadi non riesce a superare l'ostacolo dei quarti. E pensare che in Cina le azzurre aveva fatto un pensierino all'oro, quel gradino più alto del podio che le avrebbe fatte entrare nella storia dello sport italiano.
Le prossime olimpiadi si terranno nel 2012. Francesca avrà trentatré anni. Chissà se sarà ancora in nazionale, chissà se vorrà tentare di salire sul gradino più alto di un podio che sembra stregato. Ma per una come lei che vuole vincere sempre mai dire mai.
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