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Massese, 60mila euro per non morire

Alessandro Tabarrani
I tifosi della Massese aspettano con ansia il verdetto dell’asta
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I tifosi della Massese aspettano con ansia il verdetto dell’asta

Si riapre uno spiraglio nel futuro dell'Us Massese 1919. Dopo le tre udienze di vendita che sono state disertate nei giorni scorsi, è stata fissata una quarta asta senza incanto con il prezzo base ribassato a sessantamila euro dagli ultimi 78 mila 750 euro

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MASSA. Si riapre uno spiraglio nel futuro dell'Us Massese 1919. Dopo le tre udienze di vendita che sono state disertate nei giorni scorsi, è stata fissata una quarta asta senza incanto con il prezzo base ribassato a sessantamila euro dagli ultimi 78 mila 750 euro. La decisione è stata presa nell'incontro di ieri mattina tra il curatore fallimentare Massimiliano Tognelli e il giudice delegato Alba Dova. Una buona, ottima notizia per la tifoseria corroborata dalla possibilità che, stavolta, qualcuno davvero presenti un'offerta d'acquisto. Anche la cordata locale che fa riferimento alla dirigenza del Romagnano potrebbe decidere di puntare sulla società bianconera fresca di fallimento sebbene sia ancora prematuro fare previsioni.
L'udienza è stata fissata al 25 giugno prossimo nello studio notarile Arnaldo De Fazio. I criteri, ovviamente, sono i medesimi delle tre udienze precedenti con i potenziali acquirenti che dovranno presentare un'offerta in busta chiusa. In caso di più offerte, si potrà procedere ad un rilancio non inferiore a diecimila euro. La tifoseria bianconera ha dunque accolto con soddisfazione la notizia ricominciando a credere in un salvataggio dell'attuale società che rappresenta i 90 anni di storia della Massese. «Nemmeno in serie A tiferò una nuova società» è forse il più eloquente strisione dei molti appesi qua e là in zone strategiche della città per manifestare la presa di posizione di Curva Alessandro Balloni e Gradinata est.
Si diceva della cordata che, oltre all'ex presidente Fausto Manfredi, racchiude anche gli imprenditori Morbidi, Caribotti, Dell'Amico e Benedetti. Dopo la notizia di una nuova udienza di vendita, in questo caso, ancorchè il ribasso del prezzo d'acquisto non sia particolarmente corposo, la cordata potrebbe - sia chiaro che si tratta ancora di una pura ipotesi - rivalutare la possibilità di acquisire l'attuale marchio. Il tutto verrà deciso nei prossimi giorni dopo gli incontri di rito. Le perplessità, come anche ieri ribadivano fonti vicine alla cordata, restano ancora legate all'incertezza sulla reale entità dei debiti sportivi.
Nove giorni dunque per coltivare legittime speranze di salvataggio dei 90 anni di storia bianconera. È pur vero che la data del 25 giugno è sintomatica di un'ultima spiaggia per provare ad acquistare l'Us Massese 1919 dal fallimento. «Più di questo non si può fare - ha detto il curatore fallimentare - speriamo che questa volta qualcuno presenti un'offerta. Abbiamo cercato di ottimizzare i tempi scegliendo la data del 25 giugno e se qualcuno è interessato avrà anche il tempo di decidere. Vedremo anche perchè questa è l'ultima possibilità». Certamente i desiderata della piazza sono da tenere in forte considerazione prima di portare avanti un progetto di rilancio che, per essere attivato, necessita pure dell'appoggio dell'amministrazione comunale che dovrà essere in grado di fornire le giuste garanzie circa l'agibilità dello stadio degli Oliveti che, oggidì, fa parte di quei punti interrogativi grandi così che, se non saranno chiariti, vanificheranno qualsivoglia buona intenzione.
Non sono nemmeno da escludere ulteriori prese di posizione da parte degli Ultras per cercare di svegliare definitivamente gli animi dal torpore generale e accelerare le operazioni in vista dell'udienza del 25 giugno. Chiaramente alla base ci vuole la volontà di acquistare la società dal fallimento perchè i miracoli non appartengono a questo mondo.

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