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Massa, approvata la variante all’ex Olivetti: aziende, negozi e servizi vari – Ecco cosa prevede il progetto

di Barbara Antoni

	Una veduta dall'alto dell'ex Olivetti (foto archivio)
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Una veduta dall'alto dell'ex Olivetti (foto archivio)

La precisazione dell’assessora Alice Rossetti: ««Sarà un piano di recupero, non è prevista nuova edificazione; sarà demolito solo ciò che non sta in piedi»

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MASSA. Un lungo dibattito in sala consiliare, senza esclusione di colpi fra maggioranza e opposizione riguardo la variante ex Olivetti - Synthesis, proposta dall’amministrazione guidata dal sindaco Francesco Persiani e poi approvata a maggioranza dall’assise.

Variante adottata 

La variante, come ha sottolineato Alice Rossetti, assessora all’urbanistica, a questo punto è adottata: da ieri sono scattati i sessanta giorni per le osservazioni, poi la prosecuzione dell’iter di legge.Una lunga ricostruzione, quella operata dall’assessora Rossetti, sui quasi trent’anni di dibattito e progetti non andati in porto rispetto all’area in cui l’attività industriale di 92.426 metri quadrati, cessò negli anni Novanta facendola sprofondare nel degrado.

Il progetto 

Da allora, il primo progetto per una sua riqualificazione fu quello della società Gesco, che proponeva una suddivisione dell’area in circa cinquanta lotti da assegnare ad attività artigianali. Ma nel 2016 la Gesco fallì senza avere prodotto nessun risultato.«La variante, oggi, rende quell’area di nuovo produttiva - ha sottolineato Rossetti -. Sono previsti almeno 18.500 metri quadrati a vocazione produttiva, duemila a commercio e depositi, al massimo settemila per servizi, 6.260 per attività commerciali al dettaglio». L’assessora all’urbanistica ha posto l’accento sul fatto che il progetto di variante vieta le grandi strutture di vendita: al massimo vi potrà sorgere una media struttura di vendita ma non aperta ex novo bensì come trasferimento di un’altra esistente. «Sarà un piano di recupero, non è prevista nuova edificazione - ha sottolineato Rossetti -; sarà demolito solo ciò che non sta in piedi».

Cosa è previsto 

Nel progetto di riconversione dell’area ex Olivetti sono compresi anche biblioteca, ambulatori e spazi culturali, palestra e ristorante; il 25 per cento della superficie sarà adibita a spazi verdi per la comunità. «Questa variante - ha concluso - arriva in consiglio comunale dopo un anno e mezzo di confronti».

I pareri contrari 

E non ha tralasciato di annotare il parere obbligatorio, ma non vincolante, espresso nel corso di questo 2026 dal consorzio Zia (zona industriale apuana) che si è dichiarato contrario al progetto di variante.Contrarietà che poi è stata ripresa in diversi interventi giunti dai consiglieri di opposizione.A partire dal consigliere Ivo Zaccagna (Massa è un’altra cosa) che ha evidenziato la difficile coesistenza di un punto di riferimento per il commercio che potrebbe nascere nell’area ex Olivetti con la situazione già molto critica dei negozi del centro storico: il rischio sarebbe quello di indirizzare il flusso dei compratori in una direzione altra rispetto al centro stesso. Da parte sua, il consigliere Pd Romolo Ricci ha evidenziato un problema di sicurezza idraulica che considera a rischio nell’area, mentre Stefano Alberti si è soffermato sull’impatto che una nuova area polifunzionale come la ex Olivetti potrebbe esercitare sul mercato immobiliare. Da parte dei gruppi di maggioranza il consenso per la variante è stato pressoché unanime. Mentre Fratelli d’Italia, per voce del capogruppo Marco Guidi, ha ribadito il proprio scetticismo nei confronti del progetto di variante poi approvato dal consiglio comunale.

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