Montignoso, accumula 161 giorni di ferie: dipendente fa causa al Comune
Il lavoratore chiede all’ente il pagamento di 21.832 euro: sostiene che non sarebbero state fruite per esigenze di servizio per il municipio
MONTIGNOSO. Centosessantuno giorni di ferie non godute e una richiesta di pagamento da 21.832 euro. È la controversia che il Comune di Montignoso dovrà affrontare davanti al Tribunale di Massa, sezione Lavoro, dopo il ricorso presentato da un lavoratore che chiede di ottenere la monetizzazione delle giornate accumulate durante il rapporto di lavoro con l’ente. La giunta comunale ha deciso di resistere in giudizio, affidando agli uffici il compito di individuare un professionista che rappresenti e difenda l’amministrazione.
La decisione è contenuta nella delibera del 28 settembre, con la quale l’esecutivo ha autorizzato il sindaco, in qualità di legale rappresentante del Comune, a costituirsi nel procedimento. Il ricorso era stato notificato all’ente il 19 settembre e acquisito al protocollo comunale il 21 settembre.
Al centro della causa c’è il riconoscimento economico delle ferie che il ricorrente afferma di non aver potuto utilizzare. Secondo quanto riportato nella delibera, il lavoratore chiede al giudice di accertare che, durante il periodo di vigenza del contratto, abbia accumulato 161 giorni di ferie non fruite e che il mancato utilizzo sia dipeso da esigenze di servizio. Un altro punto della contestazione riguarda l’informazione che, secondo il ricorrente, non sarebbe stata fornita dal datore di lavoro. L’uomo sostiene infatti di non essere stato avvisato che, in caso di mancata fruizione delle ferie, non avrebbe potuto ottenerne la monetizzazione. Per questo chiede al giudice di riconoscergli il diritto al pagamento sostitutivo, richiamando i principi espressi dalla Corte di giustizia europea e un’interpretazione costituzionalmente orientata della normativa nazionale.
La somma indicata nella richiesta è di 21.832 euro lordi, ma il ricorrente lascia al giudice la possibilità di riconoscere un importo superiore o inferiore, oltre alle spese e ai compensi legali. Si tratta, al momento, di una domanda giudiziale: il Comune non ha riconosciuto il debito e ha scelto di difendere le proprie ragioni davanti al tribunaleLa giunta ha quindi demandato al responsabile dell’Area 1, che comprende Affari generali, legali, tributi e gestione delle risorse umane, l’individuazione del professionista incaricato. Per la difesa è stata prenotata una somma massima indicativa di 4.498,47 euro, comprensiva di spese generali, contributo previdenziale e Iva, ma al netto delle eventuali spese vive documentate. Nella stessa delibera il Comune richiama anche un incarico legale stragiudiziale affidato nel febbraio 2026 per ottenere un parere pro veritate sulla materia, già oggetto della controversia. La relazione istruttoria contenente le ragioni sostanziali dell’ente non è stata pubblicata per la presenza di dati riservati.
Melania Carnevali
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