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Massa, svolta storica a Villa Verde: da albergo a uso residenziale – Saranno costruiti dieci appartamenti

di Redazione Massa
Massa, svolta storica a Villa Verde: da albergo a uso residenziale – Saranno costruiti dieci appartamenti

Dei dieci alloggi, otto saranno da vendere e due da destinare al sociale: in più è prevista anche una piscina

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MASSA. Un tempo la frazione di Poveromo era l’esempio di un turismo raffinato: le ville immerse nel verde, artisti e intellettuali come habitué, primi tra tutti Mario Pannunzio e Norberto Bobbio. Siamo in pieno Novecento e, passeggiando, si potevano ammirare Villa Irene, poi, in via del Fescione, Villa Verde. Quest’ultima in origine ospitava ragazzi e studenti per i mesi di villeggiatura estiva, mentre ora è nascosta dall’incuria e dalla vegetazione. Così raccontava dieci anni fa Il Tirreno e la situazione, adesso, è anche peggiorata; d’altronde l’ex albergo è abbandonato da circa 30 anni.

La svolta

Ora, però, c’è una svolta storica: l’ultimo consiglio comunale, con 18 voti favorevoli, 8 contrari e un astenuto, ha approvato il piano di recupero per realizzare un fabbricato a uso residenziale - con dieci appartamenti - al posto dell’ex albergo Villa Verde, dopo una ristrutturazione ricostruttiva e il cambiamento della destinazione d’uso, da turistico - ricettiva a residenziale. «Non si tratta - ha sottolineato l’assessora all’urbanistica Alice Rossetti - di una nuova edificazione su un’area libera, ma di un recupero di patrimonio edilizio esistenze, senza nuovo consumo di suolo e con una riduzione della superficie edificata». Non solo: «Siamo all’interno di una disciplina urbanistica già definita che consente di intervenire».

Aspetto di interesse pubblico

Tecnicamente, sottolinea l’assessora, è tutto ok. In più, aggiunge, «c’è un aspetto di interesse pubblico: è prevista una convenzione per cui la proprietà metta a disposizione due unità abitative per il sociale, corrispondenti al 20%, in comodato uso gratuito per almeno dieci anni». Via quindi alla realizzazione di dieci alloggi: otto da vendere, due da destinare al sociale. In più è prevista anche una piscina.

Opposizione contraria

L’atto, però, non è piaciuta all’opposizione. «Secondo la mia interpretazione della documentazione, questo - sottolinea Stefano Alberti, consigliere comunale del Pd - non era possibile. L’articolo 44 del Regolamento urbanistico dice che si può fare il cambio, a patto che le camere della struttura siano inferiori a 15, o a 30 posti letto. Il fabbricato, invece, ospitava 38 camere e 60 posti letto. In più nel 2015 era stata presentata un’osservazione, sempre relativa a Villa Verde, per realizzare una casa vacanza. Allora, venne risposto che la richiesta non era accoglibile, il quanto il Regolamento urbanistico puntava a riqualificare l’offerta ricettiva, contrastando il fenomeno delle seconde case. Insomma, ci deve essere il rispetto delle regole, che devono valere per tutti». La questione, però, si allarga. Da un lato viene tirato in ballo il rinnovo degli strumenti urbanistici, come sottolinea il consigliere Gabriele Carioli (Pd): «Dopo otto anni di amministrazione Persiani non abbiamo un rinnovo del Piano strutturale e del Regolamento urbanistico; non abbiamo quindi la possibilità di fare questi tipi di intervento ovunque. Così scegliamo la via più veloce, che permette di superare quel che andava fatto, e cioè una modifica degli strumenti urbanistici». Ma c’è anche l’aspetto ambientale, sollevato da Daniela Bennati (Polo Progressista e di Sinistra): «È una trasformazione di un’area delicata, nella fascia costiera, in prossimità di un fosso e caratterizzata da pericolosità idraulica P2. Non credo sia la scelta più responsabile per l’area indicata». Per la consigliera Dina dell’Ertole (Gruppo Misto di Minoranza) ci vorrebbe lo stesso punto di partenza per tutti. «Questo atto, invece, sancisce cittadini di serie A e altri di serie Z». Un dibattito ampio, a cui l’assessora Rossetti ha risposto, precisando che «non si tratta di una variante urbanistica, bensì di un piano di recupero previsto dal regolamento urbanistico. Che è frutto anche dell’osservazione del 2015, che ha portato a un regolamento e ha prodotto gli articoli che ci permettono di fare questo recupero oggi». Insomma, «criticate quello che è stato messo nero su bianco», ha detto l’assessora. Tanto più che «l’alternativa - sottolinea Simone Ortori (lista Persiani Sindaco) - era continuare a vedere la struttura così, abbandonata da 30 anni. Meglio che un imprenditori provi a cimentarsi per non vedere quel degrado; anche perché non era arrivata alcuna richiesta a rilevare l’albergo».

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