Il Tirreno

Il dramma

Carrara, babbo, mamma e figlia di 10 anni stanno per affogare: il salvataggio grandioso di due bagnini

di Giovanna Mezzana

	Filippo Franceschini e Vito Dell'Amico
Filippo Franceschini e Vito Dell'Amico

Francesco Franceschini, l’assistente bagnanti dei clienti del bagno Giocondo, e Vito Dell’Amico, spiaggista di 20 anni, hanno salvato la vita alla famiglia che era in pericolo

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MARINA DI CARRARA. Tra la vita e la morte possono correre tre minuti appena. 37 anni, dieci trascorsi col fischietto al collo, Francesco Franceschini, l’assistente bagnanti dei clienti del bagno Giocondo, ha salvato ieri un’intera famiglia. Spinti dalla corrente a 100 metri dalla riva, stavano per annegare padre, madre e la figlioletta di dieci anni. Tutti salvi: e il bagnino, un dipendente del Giocondo e un collega dello stabilimento accanto sono stati accolti dall’applauso scrosciante della spiaggia.

«Ci siamo, ora stacco»

Sono le 14, 50 di ieri quando Francesco Franceschini, dipendente della cooperativa Mare sicuro – per tutti “Ibra” perché tifoso sfegatato del Milan – è in procinto di finire il suo turno. Sono gli ultimi minuti che impiega con lo sguardo poggiato sul mare, dalla torretta di avvistamento del Giocondo, poi sarà sostituito da un collega. «Ho visto una famigliola al largo, tra i bagni Giocondo e Paradiso – dice – Mi sembravano stranieri. Ho pensato, “Devi andarli a prendere”. Erano in difficoltà estrema».

«Io mi butto»

C’è vento, il mare è piuttosto mosso, le correnti mettono a dura prova i nuotatori più esperti, e “ti portano fuori”. In acqua ci sono un uomo, una donna «e ho visto che c’era anche una bambina». Non esita un istante il bagnino Francesco. «”Vado a nuoto”, mi son detto. Poi ho pensato, “No, meglio prendere il pattino, sono troppo lontani, saranno a 100 metri». «Ho visto Vito, lo spiaggista, che era appena entrato a lavorare; gli ho detto, “Dammi una mano, Vito, ho le braccia a pezzi, stamani ho fatto un altro salvataggio», Vito Dell’Amico ha 20 anni. «Mi ha dato una grande mano – dice il bagnino del Giocondo – Non aveva mai guidato un pattino, ma è stato bravissimo. Io remavo di schiena e lui in piedi. Le onde ci portavano indietro, noi continuavamo a spingere». Intanto la famigliola cerca di nuotare, ma sono contro-corrente. Non ce la fanno.

«Eccoci»

Riescono a raggiungerli: «Era spaventatissimi, tutti e tre. Ho afferrato la bambina e l’ho messa sul pattino – racconta – Lei mi diceva: “Grazie, grazie, grazie. Era l’unica della famiglia che parlava italiano». Si tratta infatti di turisti arabi che sono entrati in mare, si capirà poi, dalla spiaggia libera. «La mamma era sotto choc. Aveva il burqa, era in acqua vestita, non sapevo cosa fare – confessa “Ibra” – Volevo essere rispettoso ma dovevo acciuffarla per metterla in salvo». Nel frattempo arriva a nuoto il bagnino del bagno del Paradiso, Lorenzo Borghetto, che a parole rassicura i tre malcapitati. Alla fine la donna si attacca al pattino, il marito al remo, «tant’è che mi ha creato anche non poche difficoltà nel rientro», dice Franceschini. Ma poco importa. Sono tutti salvi. Giunti quasi alla riva, c’è il grande applauso dei bagnanti in spiaggia. Battono i cuori. Di tutti: «Se fossimo arrivati tre minuti dopo – conclude “Ibra” – io non so cosa sarebbe potuto accadere». Tre minuti. Tre. Tra la vita e la morte.  

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