Il Tirreno

Il delitto

Morte di Bongiorni, fiaccolata nelle strade di Carrara: «Il dolore non passa, ma non c’è nessun desiderio di vendetta»

di Redazione Massa
Morte di Bongiorni, fiaccolata nelle strade di Carrara: «Il dolore non passa, ma non c’è nessun desiderio di vendetta»

Tante persone si sono ritrovate per ricordare il padre 47enne morto tragicamente

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CARRARA. «Il dolore non passa e non passa l'incredulità per quel che è successo, c'è anche un filo di rabbia ma non c’è alcun desiderio di vendetta da parte di nessun componente della nostra famiglia», dice Romina Carso, cugina di Giacomo Bongiorni.

Parla da piazza Alberica a Carrara, dove ieri sera, a partire dalle 21, si è svolta una fiaccolata per ricordare il padre 47enne morto dopo essere stato colpito senza pietà, davanti agli occhi del figlio undicenne e della compagna, da un gruppo di giovani in piazza Palma nel centro di Massa, poco dopo le una di sabato 11 marzo.

Una vicenda che ha sconvolto Massa, la provincia e tutta l’Italia. Che ha portato a Massa, alla fiaccolata dello scorso mercoledì, circa ventimila persone.

«C'è la voglia di scendere in campo e fare qualcosa per questa generazione che ad un rimprovero reagisce con la violenza – ha aggiunto Romina Carso –. Vorremmo fondare un'associazione per l'educazione civica. Avrà un nome forte, come forte è stato lo sconvolgimento quando ci hanno detto che Giacomo era morto. Chiederemo l'aiuto di psicologi e medici. Un centro di aiuto-ascolto per rieducare questi ragazzi. Faremo manifestazioni, iniziative per Giacomo. Siamo un fiume in piena adesso ed è ciò che ci tiene a galla».

Poi la fiaccolata parte, silenziosa. In testa, con Romina Carso, c’è Sara Tognocchi, la compagna di Giacomo. Tra i partecipanti Roberta Crudeli, vice sindaca di Carrara; c’è Manrico Gemignani, presidente della Carrarese. Ci sono Guido Bianchini, capogruppo della Lista Arrighi, e la consigliera comunale Carusi.

Alla fiaccolata, presenti anche gli amici di sempre di Giacomo Bongiorni, quelli con cui è cresciuto nel quartiere di Mirteto a Massa. Sono arrivati in gruppo, accogliendo la chiamata dell’organizzatore della fiaccolata in terra di Carrara, un giovane volontario, di 26 anni – Alessio Gabrielli – della Croce d’Oro e Protezione civile di Carrara; non conosceva Giacomo ma, davanti alla tragedia che l’ha investito, ha sentito forte la necessità di organizzare un’iniziativa per lui anche nella città del marmo.

«Stiamo cercando, con iniziative come la fiaccolata, di tenere vivo il ricordo di Giacomo – ha spiegato Davide Nicolini, uno degli amici di Mirteto, al Tirreno poco prima dell’inizio del corteo –. Ci stiamo impegnando per organizzare eventi sportivi su tutto il territorio. Massa e Carrara sono una città sola. Più siamo e più passione mettiamo in questo impegno, più forte sarà il messaggio che potremo far arrivare a tutti, in particolare ai giovani. Nessuno deve dimenticare Giacomo, nato e cresciuto a Mirteto con valori autentici. Partecipare alla nascita dell’associazione sarà uno degli impegni prioritari».

Sono le 21,30 quando la fiaccolata raggiunge piazza Gramsci, poi sale verso Monterosso. Chi tiene un cero fra le mani, chi una candela. Chi indossa la maglietta con il volto di Giacomo sorridente. In piazza Sacco e Vanzetti, davanti al monoblocco, la folla di partecipanti si scioglie in un lungo applauso. Le voci si alzano: «Ciao Giacomo, ciao Giacomino», e continua l'applauso. «Non ti scorderemo mai, sarai sempre nei nostri cuori», urla un amico. Prende la parola una cugina della mamma di Giacomo: «Sono felice che lo chiamino “Giacomino” perché tutta Italia lo ha chiamato Giacomo ma lui è sempre stato “Giacomino” per noi».


 

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