Il Tirreno

Omicidio di Massa

Morte Giacomo Bongiorni, emergono i dettagli dell’aggressione: il cognato, il calcio in faccia e il pugile – Giorno decisivo per la verità

di Redazione web

	Il luogo dell'omicidio e Giacomo Bongiorni
Il luogo dell'omicidio e Giacomo Bongiorni

Le testimonianze e i video stanno delineando una sequenza sempre più chiara: il parapiglia iniziale, l’intervento di Bongiorni per difendere il cognato e l’escalation di colpi che ha trasformato una lite in tragedia. L’autopsia di martedì farà luce sui passaggi decisivi

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MASSA. Stanno emergendo dettagli importanti sulla notte in cui Giacomo Bongiorni, 47 anni, ha perso la vita in piazza Palma, tra l’11 e il 12 aprile. Le testimonianze raccolte nelle ultime ore – insieme ai filmati delle telecamere presenti nella zona – delineano una sequenza di eventi più complessa di quanto apparso inizialmente e che sarà ulteriormente verificata martedì 14 aprile, quando l’autopsia chiarirà quali colpi siano stati realmente fatali.

Il parapiglia iniziale e l’intervento di Bongiorni

Secondo quanto riferito da più persone presenti, tutto sarebbe iniziato quando il cognato di Bongiorni, Gabriele Tognocchi, avrebbe avuto un acceso diverbio con un gruppo di giovani che stava lanciando bottiglie contro le vetrine della piazza. A quel punto Giacomo sarebbe intervenuto in sua difesa, portandosi faccia a faccia con uno dei ragazzi. Qui la dinamica non è ancora chiara: alcuni testimoni parlano di una testata data da Bongiorni a uno dei ragazzi, altri non confermano. I carabinieri stanno analizzando i filmati per verificare ogni passaggio.

Due pugni e poi il calcio alla testa

Dopo il confronto ravvicinato, Bongiorni sarebbe stato raggiunto da due pugni. Il primo lo avrebbe fatto barcollare, il secondo lo avrebbe colpito mentre era già in difficoltà. Poi, secondo una testimonianza ritenuta attendibile Giacomo sarebbe stato colpito con un calcio all’altezza del volto. Una volta a terra, l’uomo sarebbe stato colpito ancora, mentre il cognato – intervenuto per proteggerlo – sarebbe stato a sua volta raggiunto da calci e pugni.

Una serata finita in tragedia

Il gruppo di familiari di Bongiorni aveva trascorso la serata tra Marina di Carrara e un locale di balli latinoamericani a Massa, prima di arrivare in piazza Palma. È qui che si sono imbattuti nei giovani che stavano lanciando bottiglie. L’invito a smettere avrebbe innescato la spirale di violenza culminata nella morte del 47enne, sotto gli occhi della compagna, del figlio di 11 anni e dei parenti.

L’autopsia

L’esame autoptico, fissato per martedì 14 aprile, sarà un passaggio cruciale: dovrà stabilire quale colpo abbia provocato la morte e se il calcio alla testa abbia effettivamente causato la frattura del collo descritta da alcuni testimoni. Solo dopo l’autopsia sarà possibile attribuire con precisione le responsabilità ai singoli indagati.

Cinque giovani indagati

Al momento sono cinque i giovani indagati. Le persone in stato di fermo sono tre, due maggiorenni e un minorenne: quest’ultimo è ritenuto responsabile di omicidio volontario e si trova nel centro di prima accoglienza di Genova (non essendoci un carcere minorile nella città). Da una prima ricostruzione il ragazzo praticherebbe pugilato.

Gli altri due fermati sono ritenuti responsabili di concorso in omicidio volontario e si trovano nel carcere di Massa (il 23enne è difeso dall’avvocato Enzo Frediani). Non sono note invece le ipotesi di reato a carico degli altri due minorenni indagati. Le indagini proseguono con l’analisi dei video, delle testimonianze e dei reperti sequestrati.

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