«Mi fermo, ho mal di stomaco»: va in arresto cardiaco e muore. Tragedia al porto di Carrara
Stava per scaricare il camion: un collega lo ha trovato in fin di vita accanto al mezzo sulla banchina, inutili i tentativi per rianimarlo
CARRARA. Il defibrillatore. I massaggi cardiaci. I soccorritori piegati su di lui: e, intorno, il buio del piazzale del porto “tagliato” dai fanali delle pantere della Polizia. Nonostante i tentativi di rianimarlo, è morto poco dopo Fernando Venturini, 53 anni, originario di Massa.
Dalla banchina Buscaiol dove sono approdati i soccorritori – siamo sul fronte di Levante dello scalo – la notizia della tragedia si è diffusa rapidamente a Marina, venerdì (6 marzo) all’ora di cena. Secondo le prime ricostruzioni, il camionista era sul punto di scaricare il suo camion quando è stato sorpreso da un malore che gli è stato fatale.
Sull’autostrada
È il pomeriggio di venerdì e, secondo quanto si è potuto ricostruire, Venturini è in viaggio in autostrada. Fa tappa a un autogrill per prendere un caffè. È in compagnia di un collega: sono sulla stessa rotta, entrambi diretti al porto di Marina di Carrara, tant’è che si danno appuntamento in banchina. A Levante. Dopo la sosta, ripartono dall’autogrill i camionisti, ciascuno sul proprio bisonte: Venturini è alla guida di uno “Scania”.
Sul molo
Arriva al porto, entra dal varco che dà su viale Cristoforo Colombo e ferma il suo mezzo in banchina. È pomeriggio inoltrato. Deve scaricare il camion. Avverte, è credibile, che c’è qualcosa che non va nel suo fisico, forse si sente affaticato, più del normale, tant’è che a un collega dice: «Ho un po’ di mal di stomaco oggi, vado a prendere una tazza di tè caldo».
La scoperta
Passa il tempo. Un collega nota che lo “Scania” di Venturini ha il motore acceso: si guarda intorno ma del camionista non c’è traccia. Dov’è? Preoccupato, lo contatta al telefono, che squilla a vuoto. Nessuna risposta. Poco dopo lo trovano accasciato a terra, sulla fiancata destra del suo autocarro. Stava probabilmente per accingersi a fare le operazioni di scarico, quando ha avuto un malore: indossa ancora i guanti.
L’allarme
Suona il campanello di allarme, parta il tam-tam. Sulla banchina Buscaiol c’è chi trattiene il fiato in attesa dei soccorritori. Si spera che per Fernando resti ancora uno spiraglio. Sono circa le 20,30. Al porto di Levante ci sono l’automedica e l’ambulanza India, la guardia costiera, la polizia di Stato. Gli operatori del 118 muovono con destrezza il defibrillatore. Fanno diversi tentativi per rianimarlo. È tutto inutile: al loro arrivo era già in condizioni disperate. Viene informata la moglie che arriva sul luogo della tragedia. Marito e padre di famiglia, Venturini ha avuto un arresto cardiaco e il suo cuore – nonostante i massaggi cardiaci – non è ripartito.
Era una persona conosciutissima: dalla comunità portuale alla sua città d’origine, Massa, dove abitava. Era un camionista stimato che prestava la sua opera – come si legge sul suo profilo Facebook – per Lucianu, marchio notissimo per trasporti e logistica. Per chi volesse dargli l’ultimo saluto, i funerali si svolgeranno lunedì 9 marzo alle 15,30 nella chiesa Madonna Pellegrina di Cervara.
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