Il Tirreno

Lavoro

Carrara, in sciopero i lavoratori di The Italian Sea Group

di Redazione Carrara
Una veduta aerea dei cantieri di The Italian Sea Group a Marina (foto d'archivio)
Una veduta aerea dei cantieri di The Italian Sea Group a Marina (foto d'archivio)

L’azienda replica: «Siamo stupiti. Avevamo già proposto una data per incontrarci». Le sigle sindacali: «Chiarezza sulle strategie nell’interesse di tutti quanti gli addetti»

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CARRARA. C’è preoccupazione per The Italian Sea Group, cantiere di Marina di Carrara da cui escono imbarcazioni di lusso. Un marchio conosciuto a livello internazionale che a Marina ha il suo quartier generale, con oltre cinquecento dipendenti diretti e un indotto di circa mille persone. Ieri, 24 febbraio, i dipendenti si sono riuniti in assemblea e hanno deciso lo sciopero: incroceranno le braccia oggi (25 febbraio) per due ore, a fine turno.

I sindacati

Il grido d’allarme è arrivato in prima battuta dai sindacati. A prendere la parola sono Bruno Casotti della Fim, Umberto Faita della Fiom e Giacomo Saisi della Uilm. «In merito alla situazione di The Italian Sea Group – spiegano –, come Fim, Fiom e Uilm esprimiamo grande preoccupazione. Un’apprensione che l'ultimo comunicato di Tisg non ha certo lenito. L'iniezione di liquidità annunciata per 25 milioni, rappresenta in realtà di un prestito con scadenza 2032, che ha prodotto sì il pagamento degli stipendi pendenti, ma nessun fornitore e conseguentemente lavoratore in appalto e sub-appalto è stato pagato. La preoccupazione dell'indotto pertanto è altissima vista soprattutto la non chiarezza e le contraddizioni contenute nel comunicato stesso».

Proseguono i sindacati: «Considerati i debiti scaduti verso fornitori, situazione debitoria verso fondi pensione e coperture sanitarie, tralasciando anche quanto ancora non pagato a ex dipendenti, la situazione aziendale ci appare molto preoccupante, anche alla luce dei silenzi e delle reticenze aziendali sia nei confronti delle maestranze che delle nostre organizzazioni sindacali, in attesa dalla scorsa settimana di un tavolo di confronto».

Dalla comunicazione ufficiale dell’azienda, «emerge che sono stati iniettati 25 milioni di euro per gestire extra budget, cioè un incremento dei costi di produzione e che per rafforzare la situazione patrimoniale Tisg ha annunciato che ricorrerà a indebitarsi ulteriormente. Non è dato sapere ad oggi quale sia il valore totale di questi extra budget, ma vista la situazione potrebbero essere molto importanti».

I sindacati proseguono l’analisi: «Vista tale situazione, è lecito domandarsi se le due nuove commesse acquisite, dopo circa 24 mesi dalle ultime vendute, non siano state acquisite con marginalità estremamente ridotta. Sempre all’interno del comunicato si fa riferimento a una ripresa del mercato come strumento per uscire dalla situazione che si è venuta a determinare. Ma se si guarda al portafoglio ordini di società concorrenti di pari dimensioni, sono stati dichiarati dalle stesse in netta crescita. Inoltre, sempre nel comunicato si apprende che il cda di Tisg ha dato mandato a una società indipendente per eseguire un Audit per capire cosa sia successo e le relative responsabilità rispetto alle problematiche di extra budget. Crediamo sia lecito domandarsi come sia possibile che il cda di un’azienda quotata si accorga solo adesso delle criticità esistenti e perché ancora il cda abbia sentito la necessità di incaricare una società indipendente esterna».

Tali criticità, sottolineano i sindacati, «appaiono ancora più inspiegabili alla luce del valore dei dividendi distribuiti dall’azienda fino ad oggi. È bene ricordare che l’ultimo dividendo sia stato distribuito solo nove mesi fa tra azionisti e soci, quando è lecito presumere che la situazione i difficoltà fosse già in essere».

Fim, Fiom e Uilm ritengono «non più procrastinabile da parte di Tisg più chiarezza e trasparenza nell'interesse dei lavoratori diretti, di quelli dell’indotto, dei fornitori e dell’intero settore in cui l’azienda opera. Chiediamo di essere informati urgentemente e direttamente dalla proprietà sulle vere strategie e intenzioni che Tisg ha, sul piano di rientro di fondi pensione e sanità integrativa, su quale piano industriale intende attuare e quanto sia sostenibile per uscire da questa preoccupante situazione e per garantire continuità ai lavoratori tutti ,diretti ed indiretti, e alle tante imprese che lavorano all'interno di Tisg».

L’azienda

Contattata dal Tirreno, attraverso un portavoce l’azienda fa sapere «di essere stupita rispetto all’atteggiamento dei sindacati, visto che non solo le spettanze sono state pagate, ma che già da ieri (lunedì 23 febbraio, ndr) tutti i sindacati avevano ricevuto una lettera per concordare un incontro martedì prossimo».

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