Il Tirreno

La sentenza

Cade dalla moto per colpa dei detriti lasciati in strada: Anas condannata

di Pietro Barghigiani

	(foto di repertorio)
(foto di repertorio)

Pontremoli, un risarcimento di oltre centomila euro per un motociclista finito in ospedale dopo lo schianto lungo la Cisa

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PONTREMOLI. Non aver rimosso, né segnalato, il pericolo dovuto alla ghiaia stesa lungo la strada, a causa del temporale che si era abbattuto nella zona il giorno prima, ha portato alla condanna di Anas a risarcire un motociclista finito ko sulla Cisa. È un conto che supera i centomila euro quello che la società romana dovrà pagare all’allora 52enne (episodio del 12 agosto 2017) che, in sella alla sua moto Ktm, mentre procedeva in direzione Filattiera rovinò a terra per la presenza di detriti sul manto stradale, nei pressi della località Montelungo Inferiore.

La moto riportò seri danni, ma soprattutto il centauro finì in ospedale con numerose lesioni. Dal trauma toracico con frattura di due costole alla rottura dell’omero sinistro con lussazione. E frattura e lussazione del polso sinistro e frattura composta di un dito della mano destra. Un quadro clinico che lo portò «all’incapacità ad attendere alle proprie ordinarie occupazioni, per un periodo di inabilità temporanea quantificabile in 130 giorni, e un danno residuo biologico nella misura del 22/23%».

Il Tribunale di Massa ha riconosciuto la responsabilità del gestore della strada ricordando che nello stesso punto, solo pochi minuti prima, era carambolato a terra un altro motociclista. Quei detriti non rimossi furono, insomma, una fonte di pericolo per gli utenti della strada, capaci di provocare due incidenti. La testimonianza del primo caduto: «Il mio incidente è avvenuto il 12 agosto 2017 e poco dopo è caduto quel signore. Dopo la mia caduta mi sono seduto su un sasso lungo la strada ed aspettavo l’ambulanza, quando davanti ai miei occhi è caduto il signore che proveniva in salita da Pontremoli verso il passo della Cisa. Sbandava nella semicurva in cui sono caduto anche io a causa del ghiaino che non si vedeva». Anas si era difesa sostenendo la tesi dell’evento imprevedibile, quello del temporale da cui si erano poi formati i detriti che avevano lastricato la strada.

Scrive il giudice Ilario Ottobrino che «tali condizioni non appaiono ravvisabili dal quadro pluviometrico prodotto da parte convenuta (Anas, ndr) da cui si evince esclusivamente la presenza di precipitazioni la sera antecedente al sinistro. Dunque, la prova del carattere di imprevedibilità dell’evento temporalesco rispetto alle condizioni meteorologiche che generalmente interessano la zona, da fornirsi, ad esempio, attraverso bollettini di allerta meteo, articoli di giornale di rilevanza locale o nazionale, o altri dati scientifici e/o statistici generali, abbraccianti un arco temporale più significativo di quello offerto, limitato al solo mese di agosto, evidenziandosi come i temporali estivi non possono certo dirsi eventi eccezionali. Nella specie, oltretutto, quello di cui trattasi non si è verificato in concomitanza del sinistro, avendo avuto quindi il custode (Anas, ndr) il tempo di segnalare la presenza della ghiaia e\o di rimuoverla».

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