Nave incagliata, c'è il via libera al piano per svuotare i serbatoi. Ma resta un’incognita
Marina di Massa, la capitaneria di porto e gli altri enti hanno dato l’ok definitivo. Due giorni per la fase preparatoria
MASSA. Rispettate le integrazioni e le prescrizioni dettate nella riunione fiume di mercoledì sera, finalmente è arrivato il via libera definitivo al piano di svuotamento dei serbatoi della Guang Rong.
Un passo essenziale per scongiurare il rischio ambientale che fin dall’incidente del 28 gennaio ha rappresentato il pericolo maggiore per la costa apuana. Ma il rischio, purtroppo, non è ancora del tutto scongiurato.
Questione di tempi
Con l’approvazione finale della Procura, della capitaneria di porto e di tutti gli altri enti chiamati a valutare il piano operativo proposto dalla ditta Neri di Livorno – l’azienda incaricata dall’armatore della nave cargo di procedere con le operazioni di rimozione dell’imbarcazione insieme ai sommozzatori della ditta Stmp di Piombino – da oggi partiranno infatti le attività preparatorie all’accensione del canal-jet, ovvero la pompa a motore che pressurizzerà le 102 tonnellate di gasolio contenuto nei serbatoi della nave e lo aspirerà via dalle casse disposte a poppa, nel cuore della nave e a prua.
Per l’accensione della pompa e l’inizio delle operazioni di svuotamento vere e proprie bisognerà quindi attendere ancora: le operazioni preparatorie dureranno infatti «un giorno e mezzo, al massimo due giorni» spiega il comandante della capitaneria di porto di Marina di Massa Tommaso Pisino. Dopodiché, se tutto andrà liscio, la ditta potrà avviare le operazioni di pompaggio del carburante. Considerando questo cronoprogramma lo svuotamento dei serbatoi non potrà iniziare prima di lunedì. Ma la road map prevista dal piano operativo della ditta Neri è legata a una serie di variabili che potrebbero anche allungarla. O complicare le operazioni in maniera sensibile. Anche per questo dalla ditta il riserbo sulle tempistiche di attuazione è massimo: idealmente potrebbero servire 3-4 giorni per svuotare in maniera completa tutti i serbatoi della nave-cargo.
L’incognita maltempo
Tra le variabili più importanti e monitorate, c’è quella del maltempo. E non è un caso che ieri siano state svariate le riunioni e i faccia a faccia per capire il da farsi.
Il bollettino regionale ha indicato per la giornata di oggi il codice di allerta giallo per forti piogge mentre l’area di Marina di Massa rientrerebbe ancora in codice verde per quanto riguarda il rischio di forte vento e mareggiate. Una situazione comunque non idilliaca, tanto che l’allerta è scattata comunque su tutta la costa. E ha posto vari dubbi alle autorità competenti per decidere come agire sulla Guang Rong. Iniziare le operazioni di aspirazione del carburante è impossibile – anche alla luce delle operazioni preliminari che devono essere fatte prima di avviare il canal-jet – ma anche le attività preparatorie rischiano di venire rallentate se il meteo non sarà favorevole. Facendo di conseguenza slittare le operazioni. Senza considerare il rischio, in caso di mareggiate, che qualcosa nell’assetto della nave cambi o che – questo lo scenario peggiore – si verifichino sversamenti finora scongiurati. Anche per questo negli ultimi giorni sono aumentate sensibilmente le misure protettive, con panne assorbenti e contenitive poste anche tutt’intorno alla struttura del pontile.
La preparazione
Come si muoveranno quindi gli operai della ditta Neri da oggi? Innanzi tutto porteranno le manichette fin dentro la nave e all’imboccatura dei serbatoi: i primi a essere svuotati saranno quelli di poppa a sinistra, quello interno e quello a prua. Poi si penserà al serbatoio a poppa a destra, ancora sommerso ma potenzialmente raggiungibile – in base agli ultimi rilievi – anche dalla sala macchine.
Tutte le sale dove gli addetti dovranno operare dovranno essere messe in sicurezza, dotate di gruppi elettrogeni e di misure antincendio atte a scongiurare ogni tipo di incidente. Dopodiché si procederà all’aggancio delle manichette e alla predisposizione dell’autocisterna che, in assenza di una certificazione sulla stabilità di ciò che resta del pontile a un carico maggiore come quello di un mezzo pesante, resterà fissa nella piazza antistante.
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