Il Tirreno

Il lutto

La Lunigiana dice addio al decano dei ristoratori

di Marco Landini
Il decano dei ristoratori lunigianesi
Il decano dei ristoratori lunigianesi

Aveva iniziato la sua avventura negli anni Settanta: il cordoglio della comunità

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FIVIZZANO. È in lutto il mondo lunigianese della tradizione culinaria. C’è stato il 22 gennaio l’ultimo saluto della comunità della Valle del Lucido a uno dei decani della ristorazione locale: Felice Mannoni. Aveva 88 anni ed era ricoverato all’ospedale cittadino per alcune complicazione legate all’età. L’addio è stato dato a Felice nella sua Equi Terme.

Il cordoglio

In molti si sono stretti attorno alla famiglia per esprimere cordoglio per la scomparsa di una persona amata e ben voluta da tutti, conosciutissimo nella Valle del Lucido e dai tantissimi buongustai che frequentavano i suoi ristoranti. Uno l’aveva battezzato Da Felice – parliamo del locale di Equi Terme – mentre l’altro è il Sicomoro a Cormezzano di Fivizzano. Risiedeva a Monzone con la moglie Valeria, ma è ad Equi Terme che trascorreva le sue giornate da pensionato con gli amici al bar. Qui vi era tornato dopo anni trascorsi all’estero; era nato in Argentina a Buenos Aires nel 1936, da genitori immigrati che gestivano un famoso ristorante in località Boca, Il Tiburon, frequentato anche dalla famiglia dell’ex presidente Juan Domingo Peron.

L’albergo e il ristorante

Tornato in Italia aveva dapprima svolto diverse professioni e nel 1972 aveva aperto il ristorante Da Felice, locale molto rinomato e conosciuto anche fuori dai confini lunigianesi. Il 1994 segnò l’acquisto dei locali in Cormezzano, che poi sono diventati albergo e ristorante Sicomoro, dove la gestione oggi è della figlia Cristina.

Aveva svolto anche opera di volontariato nella Pubblica Assistenza di Monzone. Felice era una personalità forte e risoluta che prediligeva valori nobili come l’onestà e il senso etico: «Ci ha lasciati Felice – sono le parole della Pubblica Assistenza di Monzone – per tanti anni volontario della nostra associazione. Lo ricordiamo con affetto, per la sua educazione e gentilezza. La moglie Valeria e le figlie Cristina e Armandina e i suoi familiari sentano la nostra vicinanza in questo doloroso momento». Fanno eco le parole del presidente Maurizio Pietrini dell’associazione di protezione civile SerFirCb: «Lo ricordo con affetto. La sua presenza ha arricchito le vite della nostra comunità. Sono con la famiglia unito nel ricordo di Felice». Lascia anche gli amati nipoti Giacomo e Filippo.

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