Il Tirreno

L’episodio

Fiamme divampate sulla terrazza a Carrara, l’appello: «Cercate quel giovane col cane». Perché è così importante

di Giovanna Mezzana
Il terrazzo del sesto piano del condominio di via Muttini
Il terrazzo del sesto piano del condominio di via Muttini

C’è una famiglia di quattro persone – padre, madre e due figlie minorenni – che il 2 gennaio era ancora fuori casa

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MARINA DI CARRARA.  C’è una famiglia di quattro persone – padre, madre e due figlie minorenni – che ieri mattina (2 gennaio) era ancora fuori casa: il loro appartamento non è abitabile, per ora. E c’è il desiderio di sapere che cosa abbia innescato l’incendio che all’alba del 1° gennaio ha abbrustolito due terrazzi di altrettanti appartamenti, al sesto e al quinto piano di un condominio di via Muttini. Tant’è che si cercano testimoni oculari che dall’esterno del palazzo – in strada o dalle finestre dirimpetto – potrebbero aver “colto” qualcosa che i condomini – alle prese con il fuoco – non potevano vedere.

Il giorno dopo

A poco più di 24 ore dalla fuga dal proprio appartamento insieme al marito, le due figlie e il cagnolino – mentre il balcone era invaso dalle fiamme e il fuoco minacciava il salotto dove poi sarebbe riuscito a entrare – Valentina Grassi ha ancora i brividi: «I vigili del fuoco ci hanno detto che siamo stati fortunati – riporta – Se non ci fosse stato quel botto che mi ha svegliato, chissà; la camera da letto è dalla parte opposta rispetto al terrazzo e la porta d’ingresso, da cui scappare, è accanto al salotto», che dà sul balcone che era in fiamme.

«Tutto pulito»

Vorrebbe sapere che cosa ha incrinato la serenità del sonno della sua famiglia nella prima notte che “svalicava” nel nuovo anno. «Fino alle 3 e mezzo – racconta – siamo stati in casa con amici. Un’amica mi ha ripulito il terrazzo perché c’era della polverina delle girandoline accese dalle bambine». L’albero di Natale era stato messo in camera da letto per incrementare lo spazio per gli ospiti in salotto: non era sulla terrazza. «Alle 5 mia figlia– ricostruisce – si è alzata a bere: era tutto a posto».

Il rumore assordante

Poco dopo – tra le 5, 15 e le 5,30, i minuti sono concitati – c’è un botto. La mamma si alza da letto, vede le fiamme, suona l’allarme: la famiglia fugge giù dalle scale, scappano i suoceri, al piano di sotto, anche loro con il terrazzo in fiamme. Sono tutti allertati, il condominio si svuota, sono una dozzina di famiglie. Partono le chiamate dei vigili del fuoco.

La testimonianza

Intanto alla clinica veterinaria Città del marmo, proprio di fronte al condominio, c’è una veterinaria in turno notturno, Camilla Centonze, che ha appena terminato una visita. «La cliente è uscita ed è subito rientrata: “Sta andando tutto a fuoco”, mi ha detto – racconta al Tirreno – Abbiamo chiamato i vigili del fuoco. Quindi sono uscita, mi sono diretta verso i citofoni per allertare i condòmini ma mi sono bloccata: dall’alto cadevano pezzi di plexiglass incandescenti dei parapetti dei terrazzi». Poi l’incontro: «C’era un ragazzo con il cane – continua la veterinaria – che mi ha detto che aveva già mandato un amico a suonare ai campanelli. Era agitatissimo, urlava “Uscite, uscite, brucia tutto”. Ecco, io credo che questo giovane, che era già nel cortile prima che io uscissi, potrebbe aver visto l’attimo dell’innesco. A me ha detto che stavano scoppiando petardi». «Io ho visto dall’attimo in cui le fiamme erano già alte – aggiunge la professionista – C’erano delle piccole esplosioni con scintille, come quelle che si creano in un camino acceso». Per ora c’è un’unica certezza: la “miccia” era all’esterno o dall’esterno è arrivata: e sul terrazzo ha deflagrato.

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