Il Tirreno

Il caso

Carrara, provoca tafferugli in due locali poi prende a pugni i carabinieri

di Giovanna Mezzana
L’arrivo dei soccorritori e dei carabinieri intorno a mezzanotte e trenta, il 26 dicembre, e mentre tentano di mettere le manette al giovane esagitato
L’arrivo dei soccorritori e dei carabinieri intorno a mezzanotte e trenta, il 26 dicembre, e mentre tentano di mettere le manette al giovane esagitato

Far West a Marina nella zona della Movida nella notte tra Natale e Santo Stefano: il racconto

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MARINA DI CARRARA. Ci risiamo. Sono bastati due giorni di festa perché nel quartiere marinello della Movida succedesse di tutto. Finanche un arresto. Nella notte tra Natale e Santo Stefano un giovane ha creato scompiglio in due locali: per placarlo è stato necessario l’intervento di cinque carabinieri. L’adrenalina, però, s’era alzata a livelli di guardia già il giorno precedente, la Vigilia di Natale: «Che putridume», sbottano alcuni negozianti che proprio il 24 dicembre – la giornata dell’anno più promettente per far tintinnare la cassa – hanno deciso di chiudere prima del previsto le loro attività «perché non c’erano le condizioni – dicono – per lavorare serenamente».

Ammanettato

È mezzanotte e trenta del 26 dicembre quando all’angola tra via Genova e via Rinchiosa arriva un’ambulanza della Pubblica Assistenza e due gazzelle dei carabinieri. C’è un giovane scatenato che si fa spazio tra la folla: decine e decine sono i ragazzi in strada. E ci sono cinque militari dell’Arma che tentano di fermarlo e di ammanettarlo. L’impresa è difficile. Sferra pugni ai carabinieri: qualche colpo va a segno, qualche altro no. Si getta a terra e fa di tutto per evitare le manette. Alla fine i militari – che, evidentemente, non vogliono usare la “mano pesante”, come si suole dire – riescono a infilarlo dentro a una delle vetture di servizio, a blindare le serrature (era già riuscito a scappare) , a mettere in moto e a portarlo via. E, chiusa la performance, parte l’applauso del pubblico che – numeroso – è stato spettatore attento di tutta la scena.

Ubriacatura molesta

Alto, magro, fisicamente prestante, giovane ma non giovanissimo, residente a Roma ma habitué di Marina di Carrara, è stato arrestato – è in carcere in attesta che il provvedimento venga convalidato – per resistenza al pubblico ufficiale; aveva appena molestato gli avventori di due locali di via Rinchiosa: prima creando baruffe al Drop e subito dopo al Porfirio. Qualcuno ha suonato il campanello d’allarme per far intervenire le forze dell’ordine.

Chiude anche il kebab

Questa è la cronaca di un episodio – quello più grave – della notte tra il 25 e il 26 dicembre. Gli effetti della Movida fuori controllo c’erano stati però già il giorno precedente. È la sera del 24 dicembre quando alcuni esercenti decidono di spegnere le luci delle loro attività prima dell’ora canonica. Urla, spintoni, litigi violenti, qualche corpo a corpo, e poi bottiglie di vetro che volano tra via Genova e via Rinchiosa – e in particolare nella galleria commerciale lato Sarzana – inducono chi chiede pane alla notte a battere in ritirata. «Alle 23 ha chiuso persino il kebab» che è sempre aperto fino a notte inoltrata.

«Shopping molestato»

C’è una novità. Adesso ad aver perso la pazienza e a puntare il dito contro gli eccessi della Movida – ma, soprattutto, contro l’incapacità di contrastare le abitudini di una certa gioventù (non tutta, va da sé) – non sono più solo i residenti che nemmeno più sperano di dormire sonni tranquilli: tra via Rinchiosa, via Genova, via Ingolstadt e via Venezia, del resto, si veglia ogni notte d’estate, il venerdì e il sabato da settembre a maggio e ogni notte che precede le festività rosse nel calendario. Ora si alzano in piedi anche i negozianti. «Nonostante fosse la Vigilia di Natale – interviene una commerciante – alcuni miei colleghi hanno deciso di chiudere prima il negozio perché non c’erano le condizioni di sicurezza per restare al lavoro». E vediamo a cosa si riferisce.

24 dicembre, ore 15

«Già nelle prime ore del pomeriggio, in via Rinchiosa la musica di alcuni locali era a tutto volume, sembrava di essere in discoteca, non si riusciva neppure a parlare»; «Non credo – aggiunge – che chi era a fare shopping abbia gradito».

24 dicembe, ore 18

«Alle 18 già giravano ragazzi completamente ubriachi che ciondolavano di qua e di là», è la testimonianza. E ancora: «Un gruppetto di ragazzi è sceso da una Panda bianca, ha spaccato i bidoncini della raccolta differenziata e ha sparso i rifiuti ovunque». E poi: «Un residente doveva transitare sul passo carrabile di fronte alla propria abitazione e per farlo ha dovuto chiedere a due ragazze che si erano “buttate lì” di spostarsi: una di loro, alzandosi, è andata a sbattere contro il cofano di un’auto in sosta, neanche riusciva a reggersi in piedi». «Alle 19 i marciapiedi e le strade erano cosparsi di vetri di bottiglie rotte». «Le auto erano parcheggiate ovunque, in doppia fila, in mezzo alla strada: era un far west».

L’appello

Lasciamo dunque da parte – per un istante – le (per altro lecitissime) lamentele dei residenti che hanno sempre (e solo) chiesto di poter dormire, la notte. Adesso ci sono anche i negozianti e persino i titolari di locali dove si mangia e si beve a ritenere che l’accondiscendenza verso certi comportamenti deteriori le condizioni per fare del buon business. L’appello, va da sé, è rivolto alla sindaca Serena Arrighi e alla sua giunta: «Vorremmo sapere – dicono alcuni negozianti – che cosa ha intenzione di fare per riportare anche solo il decoro in questa zona di Marina.


 

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