Il Tirreno

Pianeta lapideo

Carrara, nuovi valori medi del marmo: in vista un’altra stagione di carte bollate. Cosa cambia

di Massimo Braglia

	La lavorazione alle cave (foto di archivio)
La lavorazione alle cave (foto di archivio)

Ecco come si formano: di Calacatta super, una tonnellata su 100

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Da alcuni giorni, da quando sono stati pubblicati i nuovi valori medi del materiale escavato alle cave, alla base delle nuove tariffe in vigore per il quadriennio 2025-2028, il tema è al centro della riflessioni negli ambienti del lapideo. Ad oggi non risultano depositati ricorsi, ma l’intenzione, a quanto emerge, sarebbe decisamente alta.

La sintesi l’aveva fatta Fabrizio Santucci, tuttora presidente del Gruppo Marmo di Confindustria (sono in corso le consultazioni per il rinnovo), e aveva bollato quei valori base come... sballati. Il riferimento era ai prezzi di mercato attribuiti alle varie tipologie merceologiche, e che riportiamo di nuovo nella grafica qui a fianco; Santucci aveva sottolineato che ad esempio i 7.677 euro a tonnellata per lo statuario o il calacatta prima scelta, possono essere relativi solo all’eccezione, non alla regola, alla “perla”, aveva raccontato al Tirreno, quella che rappresenta una rarità nel lavoro quotidiano.

A leggere però come si forma il valore medio di ciò che esce dalla cava con il materiale più pregiato, ovvero la Ruggetta A della ditta Calacata Crestola, più o meno il criterio è proprio quello indicato da Santucci. Secondo la scheda merceologica, dalla cava si produce il 10% di calacatta prima scelta (quello per intendersi che come blocco sano ha un valore stimato dall’osservatorio marmo di 7.677 euro la tonnellata); 38% di calacatta seconda scelta (blocco sano, 3.683 euro); appena il 3% di cremo prima scelta (2.968 euro la tonnellata per i blocchi squadrati sani); il 2% di cremo seconda scelta (1.148 euro la tonnellata). E ancora, il 10% di Arabescato (630 euro la quotazione dei blocchi sani), il 2% di zebrino (1.092 euro il top), il 5% di Venatino (1.148 euro la tonnellata); un 5% ciascuno di Venato C, Venato C/D, Venato D, Bardiglio, e infine il 10% di Nuvolato. Con queste percentuali si arriva al 100% del materiale che esce.

Di questo 100 per cento, però, solo una tonnellata su cento è di blocchi sani Calacatta prima scelta (il 10% del 10%, calcola la scheda); 4 su 100 di semisquadrati, 5 tonnellate su cento di informi calacatta prima scelta; questa tipologia incide a formare il valore medio del materiale estratto per 232,16 euro; incide per 448,13 euro il calacatta seconda scelta, perché di blocchi sani ne escono 3,8 tonnellate su 100, una quindicina di semisquadrati, e 19 su 100 di informi (sempre di calacatta seconda scelta).

Un meccanismo-sudoku, secondo il quale ad esempio il venatino incide per 21,99 euro, perché di questo materiale come blocco sano secondo la scheda ne viene scavata sono una tonnellata ogni duecento (il 10% del 5% complessivo). Si arriva alla fine a 818,05 euro a tonnellata; di questa cifra, il 10% è di contributo di estrazione, 81,8 euro; il canone di concessione non è però pieno, al 5%, perché l’agro marmifero su cui si calcola è al 50,39%, e sulla parte di bene estimato (49,41%) il canone non si paga; totale, per ogni tonnellata che scende, cava Ruggetta A deve versare 102,41 euro. Versa di più, perché ha meno bene estimato, la Calocara A di Gemignani e Vanelli, 104,31 euro, anche se il valore medio di partenza è leggermente inferiore (795,19 euro). A titolo di statistica, secondo le rilevazioni degli uffici, le tonnellate di blocco sano di statuario prima scelta sono 2 su cento, di statuario seconda scelta 4 su 100.

Come noto, un gruppo di aziende aveva già contestato i valori medi e la formazione degli stessi, e il tribunale amministrativo ha demandato quella partita al tribunale civile. Bisogna ora capire come si muoveranno le aziende rispetto alla procedura seguita dall’osservatorio marmo, che è poi una delle basi scientifiche su cui è costruito l’impianto dei nuovi valori medi, con prezzi rilevati anche attraverso siti internet e agenzia delle dogane. Lo si vedrà, ma certo, a meno di sorprese l’indirizzo sembra quello di aggiungere nuove carte bollate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Morta a 17 anni, gli amici di Virginia si mobilitano: «Non potevamo restare indifferenti». La raccolta fondi e il grande cuore della città per la famiglia

di Matteo Scardigli