Carrara, attivisti di Ultima Generazione a processo per il reato più pesante: bloccati i tir del marmo, ora rischiano grosso
Sono accusati di "interruzione di pubblico servizio", reato inasprito pesantemente dal governo Salvini- Conte. Presidio per difenderli al tribunale
CARRARA. Era l’11 giugno 2022 quando quattro attivisti di Ultima Generazione e di Extinction Rebellion Versilia tentarono di impedire – lungo la Strada dei Marmi – l’accesso al monte di alcuni camion al servizio del settore lapideo. Era fissata, in un’aula del Tribunale di Massa, un’udienza del processo a loro carico: è stata rinviata. E oggi, fuori dalle aule della giustizia, i manifestanti erano in presidio a sostegno degli imputati. Ma ciò che più è interessante in questa vicenda è uno dei due capi di imputazione che pende sulla testa di chi deve sfilare davanti al giudice.
Caso quasi unico
Devono rispondere del reato «di interruzione di pubblico servizio ma anche del reato di blocco stradale aggravato» precisa, su richiesta del Tirreno, l’avvocato del Foro di Lucca Francesca Trasatti che difende insieme all’avvocato del Foro di Pisa Luigi Dell’Aquila gli attivisti di Ultima Generazione in tutti i procedimenti toscani. Il reato di blocco stradale aggravato (cioè l’ostacolare non solo con la “fisicità” ma anche con oggetti) era stato penalizzato dal governo Salvini-Conte con un vertiginoso innalzamento degli anni di reclusione.
Per il momento è stato rarissimo il ricorso a esso: «L’unica attuazione che ci risulta – nota l’avvocato Trasatti – è il caso dei pastori sardi» che protestavano a tutela delle loro produzioni con contenitori di latte, «ma sono stati poi tutti assolti e quindi siamo ottimisti». Il nuovo Ddl Sicurezza – approvato dalla Camera dei Deputati a settembre e in discussione al Senato non applicabile, dunque, al caso dei quattro attivisti – rende per altro ancora più pesante la mano della giustizia per i cosiddetti atti di disobbedienza civile – dalle proteste studentesche alle manifestazioni ambientaliste – estendendo la norma anche al blocco stradale semplice (con il proprio corpo) e alle strade ferrate.
L’accaduto
Il 10 giugno 2022 quattro attivisti si siedono a terra lungo la Strada dei Marmi: vogliono impedire l’accesso dei camion alla montagna; il loro è un atto dimostrativo a tutela delle Apuane e «contro l’estrattivismo»; tendono anche due striscioni su cui si legge: «Basta devastazione» e «Lavoro non distruttivo»; due manifestanti – secondo la ricostruzione che fece a suo tempo l’ufficio stampa di Ultima Generazione – si legano fra loro con un U-lock e un altro attivista si lega a un camion», a una ruota di esso, e da questa circostanza scatterebbe il reato di blocco stradale aggravato.
In Tribunale
Il processo – che ha un certo eco, le due compagini sono molto attive, soprattutto sul fronte del contrasto al collasso eco-climatico, con iniziative di protesta non violente – si è aperto a fine 2023. L’udienza è stata rinviata al 10 luglio.
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