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Sanità

Massa, un’anestesista in meno la notte: i medici protestano

Massa, un’anestesista in meno la notte: i medici protestano

L’Asl non fa passi indietro rispetto al nuovo modello organizzativo

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MASSA. Il margine di trattativa non c’è stato: l’Asl nord ovest non compie passi indietro rispetto all’annunciata eliminazione della presenza di un medico anestesista durante il turno notturno all’Ospedale delle Apuane. Si passa, dunque, da tre professionisti – tre anestesisti operativi la notte – a due. E viene meno l’anestesista “dedicato” all’ostetricia. Il nuovo modello organizzativo dell’anestesia e della rianimazione – che vale per l’Ospedale delle Apuane ma anche per gli ospedali di Pontremoli e di Fivizzano – va insomma a battesimo. Da un incontro che si è svolto ieri tra i vertici dell’azienda sanitaria, tra cui il direttore dei presidi ospedalieri delle Apuane e della Lunigiana Giuliano Biselli, e le rappresentanze della funzione pubblica di Cgil e Uil, e di Aaroi-Enac, cioè il sindacato dei medici anestesisti e rianimatori, è emerso questo. Non ci sarà una “rivisitazione” della scelta. Tant’è che i sindacati hanno – di conseguenza – proclamato lo stato di agitazione dei medici dell’unità operativa della terapia intensiva dell’Ospedale delle Apuane.

L’auspicio

In effetti la controparte sindacale sperava non tanto in un passo indietro improvviso – d’emblée – da parte dell’Asl bensì in una frenata, in un posticipo di quell’operazione di omogeneizzazione-rispetto al resto della Toscana che l’Asl annunciava di voler fare: omogeneizzazione, sì, perché l’ospedale delle Apuane sarebbe l’unico ad aver avuto fino ad ora tre anestesisti nel turno notturno anziché due. Tant’è «che noi avevamo chiesto all’Asl i dati delle attività di altri ospedali – precisa Valerio Musetti, coordinatore di Fp Cgil per l’Asl nord ovest – per vedere se fossero assimilabili: per capire, procedere a un confronto e decidere». Nulla di fatto. Che stato di agitazione sia, dunque.

Reazioni: Amorese e Fi

All’indomani dell’annunciata novità medici anestesisti di grande esperienza – oggi in pensione – da Alberto Baratta a Alberto Rutili – hanno espresso grandi perplessità sul nuovo modello organizzativo, mettendo in guardia su quanto ci si esponga a rischi, in primis per le pazienti del percorso travaglio-parto. L’Asl ha invece precisato che «continuerà a esserci un professionista per ogni emergenza di ostetricia e ginecologia» e «sarà adeguatamente presidiata la terapia intensiva». Intanto la questione provoca e aveva già innescato una reazione a catena nel cosmo-politico.

Il deputato di Fratelli d’Italia Alessandro Amorese risponde al Pd che sollecitava un intervento del centrodestra sostenendo che tagli come quello degli anestesisti discendono dai tagli del governo Meloni alla sanità: «FdI non si fa dare lezioncine da chi ha ridotto la nostra sanità un colabrodo. Dopo la dismissione del Monoblocco, ora il Pd colpisce l’Ospedale delle Apuane». Ferma anche la posizione espressa da Forza Italia: «Il depotenziamento dell’ostetricia del Noa – interviene il segretario provinciale azzurro Gianenrico Spediacci – pone a rischio la salute delle partorienti e per questo ci opponiamo fermamente a questa scelta».l
 

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