Casa rossa: «Lo sgombero non è più necessario»
Gli attivisti indicono un’assemblea per decidere i prossimi passi dopo la decisione di Anas: «La solidarietà vince sulla repressione»
MONTIGNOSO. La decisione di Anas di andare incontro alle richiesta del Comune di Montignoso sull’ex casa cantoniera «determina il venir meno di qualsiasi necessità di sgombero coatto, che rappresenterebbe unicamente un ostacolo al processo di dialogo che la comunità e le parti in causa stanno portando avanti». Lo dice la Casa rossa in una nota divulgata dopo l’assemblea che si è tenuta mercoledì sera a poche ore dalla notizia della decisione di Anas di consentire al Comune di acquisire l’immobile. Come, è ancora da decidere. O in comodato d’uso o, più probabile, attraverso una forma di affitto con le spese che verrebbero scorporate dal costo della messa in sicurezza.
«Una buona notizia», secondo il sindaco Gianni Lorenetti che però non fermerebbe lo sgombero del centro sociale. O meglio «l’uscita ordinata» degli occupanti. Il sindaco non vuole uno sgombero con l’uso delle forze dell’ordine, ma l’immobile, secondo il primo cittadino, dovrebbe comunque essere svuotato per «consentire all’ente di portare avanti la procedura di acquisizione». Poi, da progetto, dovrebbe essere aperto un bando per darlo in gestione a un’associazione che ne mantenga l’uso sociale e ricreativo che ha da dodici anni.
«Dopo settimane di attesa ci giunge la notizia che la risposta di Anas sia infine arrivata – si legge nella nota della Casa rossa -: la richiesta da parte del Comune di Montignoso per una forma di cessione dell’immobile pare aver trovato la loro disponibilità. Una prima dimostrazione che la solidarietà e la determinazione espressa con proposte concrete e praticabili verso la regolamentazione dei beni comuni può travolgere la pura e semplice forzatura repressiva ed ideologica. Alcune voci sostengono che, indipendentemente dal passaggio in questione, la richiesta di sgombero permanga; ma da parte di chi? La disponibilità di Anas, unita all’esplicita volontà del Comune di Montignoso, determina il venir meno di qualsiasi necessità di sgombero coatto, che rappresenterebbe unicamente un ostacolo al processo di dialogo che la comunità e le parti in causa stanno portando avanti. Dunque, tutto ciò che rimane sul piatto sono le pure e semplici pressioni politiche. Il capriccio di Lega e FdI locali e la voglia di accontentarlo da parte del governo, scavalcando il regolare corso delle procedure in casi come questi».
Fratelli di Italia che, attraverso il suo coordinatore provinciale Marco Guidi, ieri è tornato sul tema. «Rivendichiamo il lavoro svolto fino ad oggi, che porterà a breve a liberare un altro immobile occupato illegalmente dalla sinistra antagonista per anni le amministrazioni di centro sinistra e l’attuale sindaco Lorenzetti hanno tollerato e chiuso un occhio su una occupazione illegale di uno stabile e sulle attività, prive di autorizzazione che avvenivano a suo interno». «Dopo oltre 12 anni di occupazione abusiva, è essenziale liberare la Casa Cantoniera, un bene di proprietà di Anas che non potendo disporne per tutto questo tempo, ha già subito un danno milionario”, aggiunge il deputato della Lega Andrea Barabotti.
Secondo la Casa rossa, comunque, «la cosa (lo scavalcare le procedure da parte del governo, ndr) non ci stupisce affatto, anzi, rappresenta la regola di questo governo: che si tratti di deportare persone in barba al diritto europeo per poi lamentarsi dei giudici, di abusare della precettazione sugli scioperi, o di inventarsi sempre nuove leggi per cancellare chiunque la pensi diversamente, come nel nostro caso. Da queste battaglie di giustizia, da questa fase di crisi, si esce insieme, vittoriosi o perdenti. Cedere a queste pressioni indebite significherebbe legittimare l’abuso. Questo si, rappresenterebbe un pericoloso precedente. “Prima vennero a prendere” noi. ., verrebbe da dire. Oggi invece, orgogliosamente e col cuore in fiamme, vogliamo credere di poter dire: prima provarono a prendere noi, ma non ci riuscirono, nessuno lo permise». Gli attivisti della Casa rossa fanno sapere che continueranno «a monitorare gli sviluppi della vicenda invitando la comunità solidale alla prossima assemblea pubblica presso la Casa rossa occupata domenica 24 novembre alle ore 15 per aggiornarci e definire insieme i prossimi passi. Costruiamo futuri possibili».Intanto anche Arci interviene sostenendo che l’apertura di Anas sia «fuori ogni dubbio una buona notizia che indica la strada che fin dall'inizio abbiamo sostenuto e riconosciamo pienamente il lavoro fatto dal comune di Montignoso. Come tante altre realtà del territorio siamo convinti che la chiusura di quello spazio comporterebbe la perdita di un bene comune fruito da larga parte della comunità locale nel corso di questi 12 anni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=c895f99)