Fivizzano, incendio doloso alla cava Walton: l’ipotesi ambientale perde quota
Sarebbero altri i motivi che hanno indotto mani ignote ad appiccare il fuoco
FIVIZZANO. È dalla notte tra sabato e domenica, cioè dal momento in cui la polizia di Stato è giunta nel bacino della cava Castebaito-Fratteta – siamo alle pendici del monte Borla – che si indaga a tutto campo sulle cause che hanno scatenato il rogo che ha distrutto due pale meccaniche in uso all’impresa Walton, società che fa capo ad Amedeo Boiardi. Che l’incendio sia stato doloso è quasi una certezza, forse l’unica, anche se trapela che una delle ipotesi prese inizialmente in esame perde quota, o meglio, non si rafforza: e parliamo dell’atto-dimostrativo a sfondo ambientalista.
La novità
Sull’incendio indaga la polizia di Stato del commissariato di Carrara anche se l’area estrattiva su cui opera l’impresa Walton ricade nel municipio di Fivizzano: alla cava si accede anche dal versante carrarese, da Foce di Pianza. Nel novembre 2022 il sito produttivo era rimasto in stand-by in attesa di autorizzazione all’attività d’impresa: e proprio in quel periodo divamparono fiamme, anche in quel caso durante un fine settimana: è la stessa mano ad aver acceso la miccia? Dall’estate 2023 il lavoro è ripreso per i 14 dipendenti della Walton: potrebbe però non essere l’ipotesi a “sfondo ambientalista” quella più accreditata.
Quale ombra?
L’incendio di inizio novembre ha provato un danno stimabile intorno a 500mila, forse di più, anche se l’imprenditore Boiardi, all’indomani del rogo, non si è sbilanciato. Il carrarese Gino Angelo Lattanzi, referente della Fondazione Antonino Caponnetto per il contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nel sistema imprenditoriale, non ha usato mezze parole nel commentare quanto accaduto alla Walton: «L’incendio dei veicoli da lavoro di un’impresa è una classica forma di avviso, anche indiretto, caratteristico della criminalità organizzata di origine o di stampo mafioso». In effetti le “origini” delle fiamme sono avvolte nella nebbia e non si escludono ipotesi più propriamente legate al business e alle convenienze economiche, per le quali l’impresa è evidentemente parte lesa.
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