Il Tirreno

L’indagine

Rogo nel campeggio a Massa, esplosa anche una bombola di gas: perché potrebbe essere doloso – Video

di Gabriele Buffoni
Il luogo dell’incendio di martedì sera all’interno del Campeggio Italia
Il luogo dell’incendio di martedì sera all’interno del Campeggio Italia

Le indagini: nessuna pista esclusa. A dare l’allarme un cliente che ha sentito lo scoppio e ha visto le fiamme

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MASSA. Il giorno dopo, tra i viottoli interni del Campeggio Italia a Massa, in località Partaccia, l’odore dominante è quello della plastica bruciata. Il luogo dove si è sviluppato l’incendio che martedì sera ha devastato tre roulotte e danneggiato in maniera importante altri tre caravan parcheggiati nelle piazzole adiacenti (questa la conta dei danni aggiornata, secondo quanto testimoniato dallo stesso direttore del campeggio) fornisce bene l’idea dell’impatto che il rogo avrebbe potuto avere se non fosse stato contenuto e poi fermato nella sua azione distruttrice dall’intervento tempestivo dei vigili del fuoco di Massa (intervenuti con ben tre camion e una jeep attrezzati per l’antincendio).

Le carcasse delle roulotte giacciono sventrate in quello che è un cortile di cenere e detriti. A poca distanza, radunate contro la staccionata, le bombole del gas che per un caso a dir poco fortuito hanno resistito al calore delle fiamme senza deflagrare: solo una di queste – presumibilmente quella allacciata alla roulotte dalla quale è scaturito l’incendio – è esplosa poco dopo l’inizio del rogo, scatenando le fiamme più alte e allarmando clienti e dirigenti del campeggio, che hanno subito chiamato il numero unico per le emergenze 112. Una catena di soccorso che ha funzionato, limitando al massimo la diffusione delle fiamme che avrebbero potuto, con grande facilità, coinvolgere sia la pineta che si allarga per tutto il camping sia le altre strutture del campeggio. A partire dai bungalow interamente in legno che sorgono solo a pochi passi dal punto più devastato dall’incendio.


Le ipotesi sulle cause

Nessuna ipotesi al momento è esclusa. Neppure quella dell’origine dolosa.

Secondo le prime indiscrezioni che trapelano dai vigili del fuoco e dalla Questura di Massa (che stanno eseguendo gli approfondimenti sul caso), uno scenario plausibile sembra essere quello accidentale. Non tanto la presenza di un mozzicone ancora acceso e lasciato inavvertitamente cadere in prossimità di una delle roulotte – improbabile visto che la zona era deserta (gli ospiti più vicini presenti nel camping risiedono ad alcune centinaia di metri dalle piazzole interessate dalle fiamme) ed è lontana dalle strade esterne al campeggio – bensì un più semplice cortocircuito, vista la presenza di cavi elettrici tra le piazzole. Una scintilla che avrebbe portato a una prima diffusione (più contenuta) delle fiamme intorno a una delle roulotte e al successivo scoppio della bombola del gas a essa collegata, che avrebbe ampliato il raggio d’azione del rogo. Da questa esplosione si sarebbero originate le fiamme più alte che tanto hanno spaventato il vicinato. E che hanno fatto scattare l’allarme anche per i vigili del fuoco, accorsi in massa sul posto.

Fin dalla prima mattina di ieri i pompieri del comando provinciale di Massa-Carrara sono tornati al Campeggio Italia. Un secondo sopralluogo, dopo quello effettuato in concomitanza con le operazioni di bonifica nella serata di martedì, più approfondito e che si è prolungato per tutta la mattinata. Svolto con l’obiettivo di individuare con maggiore precisione il punto di innesco del rogo e tentare di escludere l’altra ipotesi ancora valida, quella del dolo: in particolare, si cerca l’eventuale presenza di inneschi multipli che avvalorerebbero questo scenario. La Questura attende ora la relazione dei vigili del fuoco di Massa per capire cosa davvero è successo. E stilare un bilancio definitivo sul caso.


«Lo scoppio, poi il rogo»

Sul posto ieri mattina, oltre ai soci proprietari del Campeggio Italia, anche il direttore della struttura Giorgio Grassi. «Un cliente si è accorto dell’esplosione della bombola, ha sentito il forte rumore dello scoppio e ha visto le fiamme farsi molto alte. Ha subito avvisato il personale all’ufficio del campeggio che a sua volta ha chiamato i vigili del fuoco e poi me. Mi sono precipitato – racconta Grassi – e ci siamo messi anche noi del camping a cercare di spegnere le fiamme con i nostri estintori. Però avremmo potuto fare poco da soli: fortunatamente i vigili del fuoco sono arrivati in pochissimo tempo e in gran numero, nell’arco di una mezz’ora sono riusciti a domare l’incendio che non ha interessato nessuno dei bungalow in legno né gli alberi della pineta. Non resta che capire cosa può averlo innescato – conclude – queste roulotte sono di clienti che vengono magari durante i fine settimana, le bombole erano agganciate ma chiuse. Non c’era nessuno. Confidiamo che le indagini dei vigili del fuoco possano fare chiarezza». l

 

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