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Pianeta istruzione

Doccia fredda per la provincia apuana: quattro scuole da accorpare, ecco gli istituti “a rischio”

di Gabriele Buffoni

	La scuola media Parini 
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La scuola media Parini 

Il presidente Lorenzetti: «Avevamo stabilito dei criteri, ma sono stati disattesi». I sindacati: «Si perdono 70 posti di lavoro»

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MASSA-CARRARA. Saranno quattro gli accorpamenti nelle scuole ritenute sottodimensionate della provincia di Massa-Carrara. Un vero e proprio colpo di scure che si è abbattuto sul territorio apuano e che, per quanto anticipato da una serie di indiscrezioni trapelate negli ultimi giorni che avevano messo in allarme gli stessi sindacati di categoria, ha colto tutti quanti di sorpresa. Altri infatti erano i criteri che solo poche settimane fa erano stati preannunciati dalla Regione e concordati con Provincia e organizzazioni sindacali. Linee guida che invece sono state del tutto disattese per una scelta – da quanto è dato sapere – arrivata direttamente dai vertici del governo regionale. E che – come annunciato dalla Cgil Flc nei giorni scorsi – vede evitato un accorpamento sul territorio fiorentino a discapito di un ulteriore (il quarto) accorpamento nell’area apuana.

Il banco saltato

Si può quindi parlare di un tavolo di concertazione – quello sui criteri di dimensionamento scolastico – di fatto saltato. Quelle linee guida cioè che, concordate circa un mese fa tra la Regione, i sindacati e i rappresentanti delle province toscane, avrebbero dovuto fare da cuore pulsante alla delibera della giunta regionale sui tagli previsti dal ministero per le scuole sottodimensionate, spingendo per gli accorpamenti tra istituti comprensivi. Se infatti in un primo momento dovevano essere previsti un massimo di tre tagli per provincia (e non più di uno per Comune), ieri queste linee guida sono come scomparse dall’equazione. Anzi, il tavolo di concertazione è stato convocato appositamente, di fatto, per mettere al corrente i suoi partecipanti che quei criteri in realtà non sarebbero stati presi in considerazione nella delibera. E non essendoci nessun limite agli accorpamenti, ecco che in base alla graduatoria regionale – che si basa principalmente sul numero degli iscritti per istituto – nell’area di Massa-Carrara il numero dei tagli da effettuare sale a quattro.

Bocche cucite su cosa si siano detti l’assessora regionale alla scuola Alessandra Nardini (che proprio un mese fa fu tra i promotori dell’ipotesi di un limite a tre tagli massimi per territorio provinciale), il presidente della provincia di Massa-Carrara Gianni Lorenzetti e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali coinvolte. Fatto sta che il risultato del tavolo di concertazione – preso in esame poi ieri in serata dalla giunta, che aveva solo il compito di approvare la delibera – ha lasciato scontenti tutti.

Le scuole a rischio

Spetterebbe alla Provincia dunque, una volta varata la delibera, decidere sugli accorpamenti scolastici. «Ma se le carte in tavola rimarranno queste lasceremo decidere la Regione – dichiara il presidente Lorenzetti – io sono un sostenitore dei metodi: se da un tavolo di concertazione si esce con dei risultati condivisi peraltro con le altre province, e poi si viene riconvocati per renderci partecipi del fatto che quei criteri che erano stati decisi non sono più validi è giusto rimettere tutte le decisioni all’ente che le ha prese».

Numeri alla mano quindi, a finire nel mirino degli accorpamenti dovrebbero essere l’Ic Malaspina con l’Ic Massa 6 di Massa, l’Ic Tifoni con l’Ic Ferrari di Pontremoli, l’Ic Ghandi con l’Ic Alighieri di Aulla e un quarto taglio tra il liceo scientifico Marconi di Carrara con un altro istituto superiore (lo Zaccagna-Galilei) oppure l’alberghiero Minuto.

Sindacati infuriati

Sul piede di guerra anche i sindacati di categoria. Se la Cgil Flc aveva già manifestato il proprio disappunto chiedendo alla Regione di tornare sui propri passi (dato che «da noi già mancano dirigenti scolastici e direttori dei servizi amministrativi come in nessun’altra provincia della Toscana», aveva dichiarato la segretaria provinciale Isa Zanzanaini) ieri è tornata a farsi sentire il sindacato UilScuola Toscana. «Usciamo molto perplessi da un tavolo sul dimensionamento scolastico convocato poco prima che il piano sia deliberato dalla giunta regionale – dichiara il segretario regionale Carlo Romanelli – come sindacato avevamo anche scritto chiedendo all’assessora di intervenire perché, numeri ufficiali del ministero alla mano, in Toscana a nostro avviso non doveva essere tagliata nessuna autonomia scolastica. Le risposte fornite dal ministero non ci convincono. Per questo la Regione poteva forse utilizzare il tempo intercorso dalla conclusione dei tavoli dei primi di ottobre per chiedere opportuna chiarezza, anziché modificare quanto discusso con istituzioni e sindacati. Con la soppressione di 14 autonomie scolastiche in Toscana si perderanno altrettanti dirigenti e direttori, più una stima di 14 assistenti amministrativi e almeno 28 collaboratori scolastici: in tutto – conclude – circa 70 posti di lavoro».

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