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Salute e lavoro

Massa-Carrara, turni prolungati e ferie saltate: sanità apuana nel caos, ecco costa sta succedendo

di Melania Carnevali
Massa-Carrara, turni prolungati e ferie saltate: sanità apuana nel caos, ecco costa sta succedendo

Soltanto nel laboratorio di Massa servono cinque tecnici: le parole delle sigle sindacali che fanno il punto della situazione

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MASSA. È una tendenza in lieve aumento, quella del personale sanitario a Massa-Carrara. Erano 1. 539 gli addetti ai lavori nel 2019, quindi negli anni pre pandemia, poi saliti a 1. 598 unità il primo ottobre del 2024. Numeri forniti da Asl, che confermano comunque un lieve aumento. Anche sul fronte cessazioni e assunzioni, il saldo è neutro: sono uscite 102 persone tra dirigenti e comparto, ne sono state assunte 101 sempre tra il 2019 e il 2024.

La situazione

Ciononostante, il numero del personale non è adeguato a far fronte ai vari servizi erogati. E a dirlo sono i sindacati di Cgil e Uil, ravvisando la necessità di un piano straordinario di assunzioni. Mancano medici, infermieri, tecnici, soprattutto gli operatori socio sanitari ovvero gli Oss. Alcune categorie non si trovano nel mercato del lavoro, come i medici; altri invece, come gli Oss, non vengono assunti. E così capita non di rado che il personale faccia turni prolungati, che altrettanti debbano rinunciare o accumulare le ferie o permessi, addirittura che ad alcuni infermieri venga chiesto di fare il lavoro altrimenti svolto da un oss.

La nota

Come riporta la segreteria di Fp Cgil, «il numero del personale non è sufficiente. Abbiamo segnalazioni frequenti di lavoratori che operano sotto organico facendo saltare riposi, prolungando orari. Alcuni non fanno ferie, perché altrimenti si potrebbe interrompere il servizio». Cgil fa esempi: «Nel dipartimento tecnico sanitario nel laboratorio di Massa mancano 5 tecnici. Lo stesso avviene per radiologia, dove i pensionamenti non sono stati sostituti. A Pontremoli la risonanza è stata chiusa per mancanza di medici. Sugli assistenti sociali abbiamo circa 20 unità tra Massa e Carrara, ma ne mancano almeno 4. Nel dipartimento infermieristico il personale lavora in organico ridotto, saltando spesso i riposi».

Gli Oss

Anche sugli Oss si assiste ad analoghe carenze: mancano ad esempio in chirurgia, per il trasporto interno verso le sale operatorie. Questo per quanto riguarda il Noa, ma anche in Lunigiana la Cgil fa sapere che gli oss sono persino meno rispetto al 2019. Cgil ricorda che simili criticità esistevano già prima della pandemia, tanto da aver all’epoca indetto una mobilitazione. «Poi nel 2020-2021 ci sono state assunzioni, potenziati alcuni servizi. Ma oggi andiamo verso una contrazione del battente occupazionale, che sta accentuando le criticità. Teniamo conto che l’età media del personale è avanzata, ma a fronte di un’attività ad alta "produttività". I servizi al momento -conclude la Fp Cgil- sono in grossa difficoltà con il rischio concreto di veder ridurre le prestazioni erogate, o la qualità delle stesse». Anche Claudio Salvadori, di Uil, delinea la stessa situazione: «A seguito del covid sono aumentati i servizi erogati, ma conservando sostanzialmente gli stessi numeri del personale. A noi l’azienda dice che sono aumentati, e però -si domanda- perché noi passiamo le giornate al telefono per sentirci dire che manca personale qui e là?».

Cure intermedie

Analogamente agli stessi esempi di Cgil, Salvadori aggiunge la sede per le cure intermedie a Fossone (Carrara) . «Il personale era adeguato finché i pazienti erano 10. Ora siamo arrivati a 20 ma con la prospettiva di portarli a 40. Sono anni che viviamo carenze e problemi a macchia di leopardo, in tutta la provincia. Eppure dalla Regione Toscana è arrivato l’input di inserire nuovi servizi, ma resta un libro dei sogni se manca il personale da mettere in struttura. Noi chiediamo come sempre un piano di assunzioni straordinario, che venga agevolata la mobilità ad esempio verso Fivizzano e Pontremoli. Specialmente per gli Oss le assunzioni sono ferme da tempo». Tanto che, fa sapere Salvadori, «poco fa un infermiere mi ha chiamato per dirmi che gli era stata chiesta una mansione non sua. Noi stiamo facendo una ricognizione su chi fa cosa, per capire se effettivamente ci sono criticità demansionanti. Perché se c’è un’emergenza nessuno si tira indietro; diverso se viene chiesto perché manca personale. Ora è in corso una riorganizzazione dei servizi, che va attenzionata. Anche al pronto soccorso del Noa abbiamo gli stessi problemi, mi viene da dire "endemici". Manca personale, quindi i turni si fanno più lunghi. Come al solito ci sono momenti tesi con i pazienti, all’infermiere vengono chiesti compiti fuori dalle sue mansioni. E così chi trova altre occasioni di lavoro se ne va». Per cui, conclude Salvadori, «gira e rigira il tema è sempre quello: serve personale, ma anche una migliore organizzazione che va fatta conoscendo la vera realtà del territorio».

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