Il Tirreno

Ambiente e salute

Massa, il divieto di balneazione fa arrabbiare gli albergatori: «Aumenta la tassa ma i servizi no»

di Ivan Zambelli
Uno dei cartelli di divieto di balneazione apparso sulla spiaggia (foto Cuffaro)
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Uno dei cartelli di divieto di balneazione apparso sulla spiaggia (foto Cuffaro)

La reazione dopo lo stop al bagno nel tratto compreso tra la foce del torrente Brugiano e il pontile di Marina. Gaia: «Fatti i controlli, nessuna anomalia nella rete fognaria»

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MASSA. La pioggia della scorsa notte non ha guastato il resto della giornata di venerdì. Temperature piacevoli, giornata soleggiata, la voglia di fare un tuffo in mare che non svanisce neanche a settembre. Eppure, almeno nel tratto di mare grosso modo compreso tra la foce del torrente Brugiano e il pontile a Marina di Massa non si può. Perché? Perché da giovedì pomeriggio è in vigore un divieto di balneazione, a seguito della presenza di batteri in quel tratto mare.

Si tratta di controlli di routine effettuati da Arpat, che ogni mese l’agenzia regionale per la protezione ambientale effettua proprio per verificare che non vi siano sostanze nocive per l’uomo in acqua, ma che alle volte possono portare a questi divieti temporanei. Non proprio una novità nei lidi di Massa, visto che anche questa estate si sono verificati; sicuramente una brutta sorpresa, tanto per i massesi quanto soprattutto per un turista, che al contrario non ha a disposizione l’intera estate per andare al mare ma solo alcuni giorni nei quali vorrebbe che tutto procedesse per filo e per segno, senza questo genere di intoppi che guastano sicuramente l’esperienza e il ricordo di quella vacanza. Ma anche per gli albergatori della zona c’è il medesimo biasimo, consapevoli proprio di queste cose. Come spiega Sabrina Giannetti, presidente di Federalberghi, «i divieti di balneazione fanno male a tutto il comparto, e non dovrebbero succedere». Spesso viene ipotizzato, tra le cause, il malfunzionamento dei depuratori (non presenti sul Brugiano, preciserà poi Gaia), l’esistenza di eventuali scarichi abusivi. Ma al netto delle cause, continua Giannetti, «bisogna fare in modo che questi non si verifichino. Le persone vogliono la sicurezza, i turisti sono particolarmente attenti agli aspetti ambientali dei territori in cui viaggiano. Lo stesso vale per gli operatori del settore, che non vogliono ritrovarsi questi intoppi durante la stagione e che rappresentano una vera e propria buccia di banana».

Perché poi, ricorda Giannetti, «a Massa c’è stato anche un aumento cospicuo della tassa di soggiorno, per alcune categorie ricettive anche del 200%. E quando al turista vai a chiedere un'imposta così importante che incide anche nel bilancio della vacanza, questa persona o gruppo di persone allora hanno una certa aspettativa per la destinazione che hanno scelto». E questo, aggiunge, «a maggior ragione visto che molti dei turisti che ci scelgono lo fanno proprio per andare al mare, o magari per la vicinanza alla spiaggia della struttura alberghiera; e invece alcuni turisti in questi giorni dovranno rivolgersi ad altre spiagge». Proprio per questo, fa sapere Giannetti, «alcuni degli albergatori della zona sono particolarmente arrabbiati per questo imprevisto che non doveva succedere a stagione in corso». Se non altro, il gestore del servizio idrico Gaia fa sapere che lungo il Brugiano non sono presenti impianti di depurazione che vi scaricano, mentre invece, come da prassi, «a seguito della segnalazione il gestore ha fatto controlli interni per verificare la funzionalità delle infrastrutture fognarie e degli impianti negli ultimi giorni prima della data di campionamento. Non è stata registrata nessuna anomalia sulle infrastrutture fognarie», fanno sapere da Gaia, ricordando che lungo il Brugiano non sono presenti impianti di depurazione.
 

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