Italia
Partite a pallone sulla spiaggia: arriva la polizia municipale. Lo sfogo di un avvocato (che mette in guardia i gestori dei bagni)
Marina di Carrara, bagnanti esasperati: «Qui nessuno fa rispettare i divieti». Clienti infastiditi anche dagli ombrelloni sul bagnasciuga: «Ok usare ogni centimetro, ma così è troppo»
MARINA DI CARRARA. Le partite a pallone sulla battigia che durano pomeriggi interi, gli ombrelloni piantati nel bagnasciuga-e in una densità tale che chi non è in prima fila non riesce neppure a vedere il mare fanno perdere la pazienza a carraresi e villeggianti. Tant’è che alcuni bagnanti che frequentano la spiaggia di Marina di Carrara hanno deciso di ricorrere alla polizia municipale per contenere gli effetti di alcune regole che in riva al mare non vengono rispettate.
Niente pallone
Punto primo. Nel tratto di spiaggia che corre dal bagno Le Palme fino al Saint Vincent – ma anche altrove – ogni pomeriggio d’estate, ormai, è tutto un susseguirsi di partite di calcio e, va da sé, di pallonate per chi volesse intrattenersi o passeggiare sulla battigia. Eppure in tutti i regolamenti degli stabilimenti balneari si legge che in spiaggia è vietato giocare a pallone ma anche ad altri giochi se da ciò può derivare danno o molestia agli ospiti.
Le attrezzature da mare
Punto secondo. Nelle disposizioni comunali si legge che deve essere lasciata sgombera da attrezzature balneari e da altri oggetti ingombranti – tali da impedire il libero transito, nonché eventuali operazioni di soccorso – la fascia di arenile di cinque metri dalla battigia. E invece sul litorale ci sono docce nel bagnasciuga e lettini posizionati a ridosso della battigia.
Le lamentele
E così basta dare un’occhiata ai canali social per rendersi conto che su questi fronti sono tante le lamentele di chi vorrebbe godersi il mare. E le lagnanze non sono solo sul Web. «Possibile che in questa città non si rispettino le regole e non ci sia modo di fare controlli?», si domanda Valentina Arrighi, giovane mamma; «Ci sono stabilimenti balneari – aggiunge – dove gli ombrelloni sono in acqua. Fare una passeggiata è impossibile. Capisco che i balneari vogliano sfruttare fino all’ultimo centimetro la spiaggia prima delle “gare” imposte dalla direttiva europea Bolkenstein, ma per far fare il bagno sulla riva ai bambini, bisogna migrare verso quei bagni che lasciano libera un po’ di battigia». «Io ho una casa a Marina e vengo spesso – racconta Maria Paola Bianco, avvocato di Pinerolo – Ho smesso di andare a passeggiare nel pomeriggio, dal Paradiso verso Marinella, perché ci sono decine di ragazzi che giocano con foga al pallone, senza che nessuno dica niente. Sono in troppi e comprendo che gestori e proprietari dei bagni non ce la facciano ad arginare tanta maleducazione, ma il risultato è che il turista occasionale difficilmente tornerà a Marina di Carrara»; «In caso di pallonata forte o incidente sulla spiaggia, però, risponderebbe legalmente anche chi gestisce la spiaggia – parole dell’avvocato – per “culpa in vigilando”, per cui il “cosa-ci-posso-fare?” non reggerebbe davanti al giudice».
I controlli
Nei giorni scorsi si sono viste in spiaggia anche le divise della Marina Militare che assicura la sicurezza nella balneazione. Domenica, invece, sono dovuti scendere fino alla battigia due agenti della polizia municipale: e quando questi ultimi si sono allontanati, i giochi in spiaggia sono ripresi con l’intensità di tutti i giorni, in spregio a chi voleva godersi un po’ di relax.
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