Italia
Carrara, muore allenatore e osservatore di calcio giovanile: era a Londra a trovare il figlio per il suo compleanno
Era con la moglie nella capitale inglese quando ha avuto la febbre, poi il ricovero e la spirale di complicazioni: 59 anni, aveva lavorato anche con l’Empoli e la Juventus
CARRARA. Gravissimo lutto nel mondo del calcio, per la scomparsa di Gianluca Tonazzini, 59 anni, conosciutissimo e apprezzato allenatore di squadre giovanili, in provincia e non solo, e poi osservatore di squadre anche importanti come Juventus ed Empoli. Il decesso è avvenuto a Londra, nella serata di mercoledì 10 luglio.
Cos’è successo
A quanto risulta, Tonazzini insieme alla moglie Lorena era partito per andare a Londra a trovare il figlio Nicolò, che lavora nella capitale inglese, e festeggiare insieme il compleanno del figlio. A quanto è emerso, è insorta la febbre, che sembrava un normale problema di stagione; quando poi è salita a 40, la decisione di andare al pronto soccorso. E qui purtroppo la scoperta di un problema molto serio legato a un batterio, e una spirale di complicazioni, vissute con angoscia crescente dai familiari, tra alti e bassi di speranze e peggioramenti. Era stato deciso di sottoporlo a un intervento chirurgico al cuore, sembrava che le cose evolvessero al meglio poi d’improvviso il definitivo peggioramento, fino al decesso che ha sconvolto i familiari ma anche lasciato attoniti quanti lo conoscevano e lo stimavano. Adesso oltre allo strazio di un dramma così inaspettato, una gita per festeggiare un compleanno trasformata in tragedia, anche la trafila burocratica per poter trasferire la salma in Italia.
Oltre alla moglie Lorena e al figlio Nicolò, Gianluca lascia anche il padre Guglielmo, anch’egli storico dirigente sportivo, e il fratello Michele.
Chi era
Gianluca, dopo il liceo classico, aveva iniziato a lavorare alle Poste e sempre nel mondo delle poste ha lavorato, ma la sua passione, oltre alla famiglia, era il calcio, e in particolare il calcio giovanile: ha iniziato da Bonascola, e poi tante altre squadre, Perticata, Fossone, Sarzanese, Spezia, nel frattempo, grazie alle sue capacità, era riuscito a diventare osservatore e visionatore per la Juventus (grande l’amicizia con Pessotto) e l’Empoli. Sempre con un sorriso, e la capacità, riconosciuta da tutti, di riuscire a creare con le sue squadre un’alchimia straordinaria, dei gruppi uniti e coesi, con i valori sani dello sport e della squadra. Per motivi di lavoro, da un paio d’anni aveva dovuto lasciare il calcio, ma la passione era rimasta intatta.
I ricordi
Tantissime le testimonianze di dolore e cordoglio sui social, come quella dell’amico da una vita Paolo Cucurnia: «Non ho parole, ho perso un amico, una persona speciale, una persona a cui ero legato in molti modi. Fai buon viaggio Mister dei Mister». E Gianni Gandoldi; «Luca più di un allenatore, un educatore che ha lasciato un ricordo immenso nel cuore dei suoi ragazzi». Dolore e incredulità, per i tanti che l’hanno visto sorridente fino a pochi giorni fa.
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