Carrara, addio al pioniere del commercio nella Galleria di via Roma
Simbolo di tante battaglie civili e del centro storico. La nipote: «Ciao nonno mio, insegna agli angeli a donare giocattoli ai bambini, a coltivare la fantasia e a incarnare lo spirito imprenditoriale»
CARRARA. Commercio in lutto per la scomparsa, a 80 anni, di Vittorio Aprili, pioniere della Galleria di via Roma, volto noto anche per le sue molte battaglie civili in difesa della sanità. Aveva anche un animo solidale, si spendeva per iniziative umanitarie, come agevolare l’acqua potabile in Paesi africani. Un’altra figura della Carrara degli anni d’oro, quando la città era protagonista nel commercio, che se ne va.
Le “sue” battaglie
Vittorio Aprili non si rassegnava al declino del centro, fra le tante cause aveva individuato, correttamente, il depauperamento dell’ospedale, prima con la chiusura del punto nascita, poi con la chiusura totale. Si era battuto al pari di altri per la difesa della sanità e per ottenere almeno il poliambulatorio, con grande determinazione, a fianco dell’associazione “Ernesto Frediani”, con Attilio Bonaldi, Renzo Giusti, anch’essi deceduti.
Il commercio
Nel commercio, come detto, era stato protagonista della Galleria con Pretini Giocattoli insieme alla moglie Roberta e poi, pioniere della telefonia mobile, nel ’92 aveva avuto l’intuizione di aprire Mondial Toys, accompagnando passo passo il boom dei cellulari. Come commerciante storico era stato anche premiato alla Camera di Commercio. Lascia la moglie Roberta (all’anagrafe Anna Maria), i figli Nicola e Patrizia, i nipoti Matteo, Noemi e Diletta; da poco era diventato bisnonno di Achille. I funerali si terranno sabato 22 giugno alle 10 nella chiesa di San Francesco.
Il ricordo della nipote
Scrive la nipote Noemi: «Ciao nonno mio, insegna agli angeli a donare giocattoli ai bambini, a coltivare la tua fantasia e a incarnare lo spirito imprenditoriale. Mostra loro lo stupore di fronte a un nido e continua a rendere il mondo un posto migliore anche dall'alto. Ricordo una delle ultime volte che ti ho chiesto: "Non hai paura di andartene?" Mi hai risposto: "Io non posso avere paura se so che in una sconosciuta parte del mondo, in Africa, dei bambini bevono acqua pulita. Io resterò comunque". Ora torna sulla tua isola azzurra, quella che hai lasciato tanti anni fa risvegliandoti dopo il coma. La tua isola felice di Paradiso ti attende, e sono certa che porterai ancora più gioia a tutti i suoi abitanti. Il tuo spirito continuerà a ispirare, illuminando chiunque incontri lungo il cammino, ovunque esso sia».
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