Il Tirreno

L’analisi

Porto di Carrara, crocieristi dimezzati. E alla Spezia si batte il record

di Giovanna Mezzana
Porto di Carrara, crocieristi dimezzati. E alla Spezia si batte il record

Prevista entro l’anno l’approvazione del Piano regolatore

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MARINA DI CARRARA. Sono andate deluse le aspettative che indicavano per il 2023 un ritmo scoppiettante di crocieristi in approdo al porto. Non lascia margine a interpretazioni il dato sul numero di passeggeri sbarcati contenuto nel Rapporto Economia 2024 – che fotografa l’anno precedente – curato dall’Istituto di Studi e Ricerche della Camera di Commercio Toscana Nord ovest: i vacanzieri giunti sono più che dimezzati. E mentre ci si chiede il perché (forse qualcuno dovrebbe farlo) continua il processo operativo con cui – presumibilmente entro l’anno – si dovrebbe giungere al battesimo del Piano regolatore del porto che sostituirà quello datato 1981.

Vacanzieri

Il traffico di crocieristi transitati dal porto di Marina nel 2023 si è ridotto rispetto all’anno precedente: ha avuto una flessione del 50, 8 per cento, gli ospiti dal mare sono scesi a 13. 017 da quota 26. 443 del 2022. Eppure le previsioni avevano indicato la cifra-bersaglio di 30mila passeggeri (in crescita rispetto al 2022). Nel vicino porto della Spezia, invece, è accaduto il contrario: qui i passeggeri delle crociere hanno raggiunto nel 2023 un valore record, oltre 722mila unità, essendo aumentati del 36,5% rispetto all’anno precedente (circa 200 mila persone in più in dodici mesi). Il motivo della corrosione dei vacanzieri “in scalo” a Marina di Carrara – che il caso vuole che per il 2024 siano valutati in ripresa – dovrebbe essere chiesta agli addetti ai lavori. Perché il dato non è analitico: l’Isr “assume”, semplicemente, i numeri dal porto.

Merci

Analitico è invece il dato sul traffico delle merci: ecco perché si sa il motivo per cui si è registrato un calo. Nel 2023, il porto ha movimentato quasi 4 milioni e 900mila tonnellate di merci con una discesa, marcata soprattutto negli ultimi tre mesi dell’anno, del 12% rispetto al 2022, anno d’oro con cinque milioni e mezzo di tonnellate. Si tratta di un decremento, che tale resta nei primi tre mesi 2024, e che si riscontra pressoché ovunque negli scali merci italiani; la crisi del Mar Rosso si riverbera sui traffici nel Canale di Suez: qui gli attacchi dei ribelli yemeniti huthi alle navi inducono le locomotive del mare a cambiare rotta (a vantaggio dei porti spagnoli e/o del Nord Europa). Attenzione, però: i valori del traffico merci restano ai massimi storici, prima della fusione col porto della Spezia – e quindi prima del processo di efficientamento della struttura portuale – non si è mai superato quota tre milioni e mezzo di tonnellate e cinque anni fa i “numeri” di oggi erano impensabili.

Il futuro

Resta il domani. Siamo alle ultime tappe verso il battesimo del nuovo Piano regolatore portuale, quell’elaborato complesso che disegna l’assetto, delimita l’ambito dello scalo, e che ha in seno la mappa dello sviluppo futuro del porto, uno dei motori dell’economia locale: l’Autorità di Sistema portuale del Mar Ligure Orientale attende il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, ovvero una valutazione di carattere tecnico che riguarda, per esempio, la tipologia di navi e le manovre per la sicurezza. Nel frattempo, sta adeguando il cosiddetto Rapporto Ambientale alle prescrizioni che sono emerse dalla Vas, la valutazione ambientale strategica, cioè la valutazione degli effetti di piani e programmi sull’ambiente naturale, tant’è che – ricorda il presidente dell’Autority Mario Sommariva – la Vas «è fatta su uno scenario che quando viene tradotto in progetto sconta le Via», le valutazioni di impatto ambientale; «i passaggi – aggiunge – sono molto stringenti sul fronte delle cautele e non ci sarà nulla di lasciato al caso». L’approvazione del Piano «potrebbe avvenire entro la fine dell’anno – valuta Sommariva, il cui mandato a quel punto sarà in scadenza – Dipende da quando arriverà il parere del Consiglio superiore e di quanto tempo metteremo ad adeguarci alla Vas».
 

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