Cava Fornace, c’è l’ordinanza: stop all’attività della discarica. Venti autobotti al lavoro ogni giorno per recuperare i liquami
Montignoso, diffida dalla Regione: «Entro 10 giorni relazione sulle cause»
MONTIGNOSO. Adesso la priorità alla discarica di Cava Fornace è portare via il percolato, dove tutte le attività sono state nel mentre sospese. Prima su iniziativa del gestore Programma Ambiente Apuane, ma poi attraverso un’ordinanza della Regione Toscana, che dispone la sospensione immediata dei conferimenti di rifiuti, oltre alla diffida a mettere in atto tutti gli interventi emergenziali. In particolare, evitare ulteriori cedimenti dell’argine, massimizzare da subito l’allontanamento e lo smaltimento del percolato raccolto, così da evitare che questi possa tracimare come avvenuto nella mattinata di lunedì scorso. Dopodiché, entro 10 giorni dall’ordinanza, la Programma Ambiente Apuane spa che gestisce il sito di Cava Fornace, dovrà presentare una relazione tecnica contenente tutte le disposizioni attuate e indicate dall’ordinanza, fornendo le informazioni necessarie per capire le ragioni della rottura dell’argine.
Il trasporto
Del resto dalla breccia apertasi nel versante Pietrasanta lunedì mattina intorno alle 6,30 era fuoriuscita un’importante quantità di acque dalla discarica, fatte confluire in un primo momento nel sistema di fognatura e poi in vasche interne. Per questo sono stati da subito avviati dei campionamenti da Arpat, l’agenzia regionale per la protezione ambientale, di cui si attendono le risposte.
Nel mentre, si arriva a ieri mattina, è iniziato il trasporto del percolato, cioè quell’acqua di discarica che richiederà circa una ventina di autobotti al giorno. Ma era inevitabile che tutto questo sollevasse molta preoccupazione, e non solo a Montignoso e Pietrasanta. Per esempio dell’assessora regionale all’ambiente Monia Monni.
La Regione
«Sono in costante contatto con il presidente della Provincia e sindaco di Montignoso per seguire da vicino l’evoluzione della vicenda. Per quanto di nostra competenza – anticipava nel primo pomeriggio di martedì – stiamo procedendo con l’adozione degli atti funzionali a fermare gli attuali conferimenti, nonché ad adottare tutti i provvedimenti finalizzati a comprendere quanto accaduto. Senza dubbio questi elementi avranno riflessi nel procedimento di Valutazione in corso, che dovranno essere debitamente valutati dagli uffici competenti».
Ovvero il Paur, provvedimento autorizzativo unico regionale, dopo la richiesta dei gestori di proseguire i conferimenti in discarica fino a quota 98 metri, ora fermi a 43. «Come Regione Toscana abbiamo lavorato sempre nella direzione di sottoporre il proponente ai corretti iter valutativi e autorizzativi, anche sostenendo le nostre posizioni nelle aule dei tribunali amministrativi, assicurando al contempo tutte le forme di partecipazione previste».
Ma ritornando alla sospensione delle attività in discarica, l’amministratore unico di Programma Ambiente Apuane Sandro Lascialfari rendeva noto che queste erano già state autosospese dal gestore.
Il gestore
«Noi in autotutela avevamo già sospeso. In questo momento siamo concentrati sulla messa in sicurezza della discarica, poi partirà l’approfondimento di quanto successo». Venendo alle azioni intraprese dalla Programma Ambiente Apuane, Lascialfari spiega che da lunedì la situazione era sotto controllo: «Già da ieri pomeriggio (lunedì, ndc) l’acqua aveva smesso di defluire fuori dalla discarica. Siamo rimasti h24 sul sito, per controllare e verificare le varie situazioni». Dalle 6,30 di martedì mattina sono iniziate le autobotti, circa 20 mezzi al giorno per recuperare il liquido. «Abbiamo fatto il massimo, assicurandoci 20 autobotti al giorno per tutta la settimana. Quante poi ne serviranno si capirà giorno per giorno. Ora la situazione è di fatto stabilizzata, poi ci saranno da fare i prossimi interventi».
L’azienda, fa sapere, deve ancora approfondire quanto avvenuto: «È ancora tutto complicato, anche solo accedere alla zona. Per questo le attività in discarica sono sospese. Prima di riprendere qualsiasi tipo di attività ci sarà necessità di ripristinare tutto e passerà diverso tempo prima di ripartire». In tutto questo si resta in attesa delle analisi condotte da Arpat, per capire quali sostanze sono fuoriuscite, in che percentuali. Ma almeno, la tracimazione è terminata. Su questo cerca di rassicurare l’assessore all’ambiente di Montignoso Giulio Francesconi, che ieri ha condotto un sopralluogo: «La situazione delle acque è rientrata alla normalità e non c’è più lo scarico continuo di percolato, che viene trasportato via da una ventina di autobotti».
Il Comune e le analisi
Anche il Comune sta aspettando i risultati delle analisi, per capire l’entità di quanto avvenuto, se c’è stato inquinamento e di che tipo. «Sappiamo che il processo di analisi dei campioni ha dei tempi tecnici previsti dalla metodica, con procedure che devono essere rispettate così da avere un risultato certo. Stiamo spingendo per averle, così da rassicurare la popolazione». In ogni caso, anticipa Francesconi, «l’amministrazione di Montignoso cercherà un supporto tecnico ambientale per capire cosa è successo e monitorare la situazione dell’inquinamento, attraverso analisi condotte in autonomia che diano certezza sulla salute pubblica dei cittadini. Stiamo tenendo sotto controllo la situazione, per rassicurare e non creare allarmismi». La stessa discarica, fa sapere, «sta solo portando via il percolato e non ci sono conferimenti in corso, anche perché dovranno ripristinare lo stato dei luoghi».
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