Il Tirreno

La protesta

Carrara, in migliaia allo sciopero per le frasi choc dell’imprenditore. La sorella di un morto sul lavoro: «Sono qui per difendere chi non può più farlo»

di Luca Barbieri
Carrara, in migliaia allo sciopero per le frasi choc dell’imprenditore. La sorella di un morto sul lavoro: «Sono qui per difendere chi non può più farlo»

Il corteo, partito da Nazzano, ha sfilato per le strade della città fino a raggiungere la sede di Confindustria. Davanti alle aziende del marmo le grida: «Vergogna, vergogna»

24 aprile 2024
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CARRARA. Circa duemila persone tra cittadini e lavoratori del settore del marmo apuoversiliese sono scesi in piazza stamani, mercoledì 24 aprile, a Carrara per protestare contro le frasi-choc dell’imprenditore Alberto Franchi andate in onda a Report: «Qua se si fanno male è perché sono deficienti» - ha detto riferendosi ai lavoratori – e per dire basta alle morti sul lavoro.

La partenza del corteo

Il corteo è partito dalla frazione di Nazzano, dove ha sede l’azienda dell’imprenditore e poi è arrivato davanti alla sede carrarese di Confindustria, a circa tre chilometri di distanza. Tanti i rappresentanti delle istituzioni presenti al corteo: dal presidente della provincia, Gianni Lorenzetti, alle assessore regionali Monia Monni e Alessandra Nardini, alla sindaca di Carrara, Serena Arrighi.

La testimonianza

In testa al corteo alcuni parenti delle vittime sul lavoro. Fra loro c’è anche Elisabetta Troian, che ha perso il fratello in un incidente sul lavoro nel 1985: «Sono qui per difendere una persona che da 39 anni non si può più difendere», dice Troian. La donna ricostruisce l’incidente sul lavoro del fratello. Si commuove: «Devo essere presente per portare voce a chi non ne ha più».  I partecipanti al corteo hanno attraversato le strade della città e quando sono passati di fronte alle aziende delle marmo aperte c’è stato anche chi ha urlato: «Vergogna, vergogna». Lo sciopero dei lavoratori andrà avanti per tutta la giornata.

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