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Piano del Porto a Carrara, critiche del Consiglio Superiore
Nel mirino l’analisi costi-benefici, il rischio idrogeologico la promiscuità delle funzioni con l’allarme incidentalità
CARRARA. Sono vari i punti di critica che la seconda sezione del Consiglio superiore dei lavori pubblici avanza in merito al Piano regolatore portuale, in fa se di approvazione della Vas (Valutazione ambientale strategica). Il documento nasce a seguito di colloqui con i rappresentanti dell’Autorità di sistema portuale lo scorso 22 febbraio. Innanzitutto, si sottolinea che in merito all’analisi costi-benefici si rileva che il Piano regolatore portuale (in sigla, Prp) "deve essere corroborato da opportuna e circonstanziata analisi". "Per la comprensione dei fenomeni connessi alla Pianificazione portuale è quanto mai essenziale determinare non solo dei principi a cui attenersi, ma dei parametri che caratterizzano i fenomeni in fase di programmazione/progettazione e individuare degli indicatori che siano in grado di verificarne le loro performance".
Il nodo del diporto
Sugli aspetti urbanistici si lamenta il fatto che "due sono le questioni sulle quali si richiede una migliore precisazione: una interna al piano; l’altra esterna. Quella interna è connessa alla destinazione funzionale delle aree e al loro collegamento considerando che nel porto convivono più funzioni: commerciale, crocieristica, cantieristica, diportistica che possono generare interferenze nella viabilità interna e nelle aree di sosta. Si sottolinea la delicatezza, da un punto di vista urbanistico, che assume la funzione diportistica nel porto che richiede assetti organizzativi e servizi molto diversi dalle restanti funzioni, specialmente quella crocieristica. Il Prp dovrebbe porsi questo nodo ed eventualmente studiare una sua completa separazione. Si ritiene che l’attracco di navi da crociera in uno spazio portuale ristretto e i servizi che queste richiedono devono essere specificatamente studiati e rappresentati nel piano in connessione con le restanti funzioni delle banchine nello spazio operativo portuale. Quella esterna è connessa alla presenza delle infrastrutture di viabilità, in entrata e in uscita, dall’area portuale che verifichi la tenuta o meno dei nuovi flussi di traffico generati". Altra nota dolente: "Non è presente alcuno studio sulla sufficienza della rete (stradale e ferroviaria), sia interna che esterna all’area portuale, rispetto ai futuri volumi di traffico, che sono previsti più che raddoppiare in quindici anni...".
Rischio idrogeologico
Circa gli aspetti idrogeologici e idraulici, secondo il Consiglio superiore dei Lavori Pubblici, "sembrano mancare, e devono essere dettagliatamente illustrati: a) i(l) modelli(o) idrologici(o) utilizzati(o) per definire le onde di piena che realizzano i vari scenari analizzati, specificando come sia stata realizzata la modellazione afflussi-deflussi, sulla base di quali dati di precipitazione e di modalità di risposta del terreno, descrivendo come si sia provveduto alla loro(sua) validazione; b) i modelli idraulici 1-2D e 2D che sono stati costruiti per la propagazione delle onde di piena e la delimitazione delle aree allagabili, specificando la base topografica utilizzata, le condizioni iniziali e al contorno imposte, il codice di calcolo di cui si è fatto uso". "....In particolare, dovrà essere dimostrato che la modifica della foce del Carrione non comporti fenomeni di deposito dei sedimenti che, sopraelevando localmente il fondo alveo, causino il rigurgito del profilo liquido a monte e l’allagamento dell’abitato. Si ricorda che questo può verificarsi non solo per sormonto delle sponde, ma per rigurgito nella rete di drenaggio attraverso eventuali scarichi della stessa nel tratto urbano del torrente".
Problema sicurezza
Rispetto agli aspetti marittimi, costieri e di sicurezza della navigazione, il documento rileva che "l’allineamento del canale di accesso è diverso dalla rotta di ingresso all’imboccatura, costringendo le navi a una correzione di circa 30° in prossimità della testata della diga frangiflutti principale; tale correzione di manovra appare critica dal punto di vista della sicurezza della navigazione in relazione al posizionamento della diga di sottoflutto ed in condizioni non di calma e comunque non in accordo agli standard navigazionali "Inoltre, "...la promiscuità della funzione diportistica nella stessa area portuale rappresenta già allo stato attuale, oltre ad un forte contrasto con l’assetto funzionale e pianificatorio vigente del Prp del porto, una forte criticità in relazione all’elevato rischio di incidentalità, considerato che le rotte di ingresso/uscita, l’imboccatura, le aree di manovre dei natanti da diporto sono le stesse di tutte le funzioni portuali commerciali e passeggeri… l’imboccatura viene ulteriormente allontanata aumentando così la lunghezza della rotta interna ed esterna delle imbarcazioni da diporto promiscua se non coincidente con quella delle navi commerciali, con un drammatico aumento del rischio di incidentalità".
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