Gioco
Migranti a Carrara, fermo di 20 giorni alla Geo Barents e quegli abbracci che sono a rischio – Video
Una madre salvata in mare trova il figlio ad attenderla: subito separati
CARRARA. Teniamo a mente due cifre e un’incognita: 20, 249 e “x”. Serviranno entrambe per afferrare una storia che tiene insieme i raffinati e incombenti tetti del ministero dell’Interno a Roma passa a una notte da qualche parte a largo della Libia, quando il mare nero pare inghiottire tutto. Per finire, in un attimo di equilibrio, su una banchina del molo a Marina.
Una cifra: 20
Geo Barents è la ventesima nave fermata per effetto del decreto del ministro dell’Interno Piantedosi. Che siano in arrivo problemi per la nave di Medici senza frontiere attraccata martedì , con 249 migranti a bordo, lo si capisce già la sera del suo arrivo.
La polizia sale sull’imbarcazione con un interprete arabo, chiede informazioni all’equipaggio sulle tre manovre di recupero. Inizialmente dalla ong sono tranquilli, chi è a terra ha qualche sospetto in più. Ieri mattina la conferma: la Geo Barents è stata sottoposta a fermo amministrativo per 20 giorni. L’accusa è di aver impedito lo scorso 16 marzo il soccorso della Guardia Costiera libica che in realtà ha effettuato manovre che hanno messo in pericolo la vita delle persone. Msf annuncia ricorso contro la decisione. In passato altre organizzazioni hanno vinto le cause, ottenendo lo sblocco.
Durante la mattina viene portata al molo Buscaiol e poi andrà in rada.
Un’altra cifra: 249
Lo sbarco più grande avvenuto a Carrara. L’undicesimo dal 2023. Navi che soccorrono naufraghi nel centro del Mediterraneo, solitamente più prossime all’Africa che all’Italia, che poi vengono obbligate a risalire tutto lo stivale per le regole sul porto d’assegnazione.
«Vediamo un accanimento contro le ONG. Si vuole fermare chi al contrario degli stati costieri cerca di garantire la vita delle persone in mare e cerca di garantire missioni di ricerca e soccorso, tra l'altro testimoniando la costante e deliberata violazione del diritto internazionale e di quegli stessi trattai che anche l'Italia ha firmato», accusa Fulvia Conte di Msf.
Martedì, poi, si è toccato il picco di questo guazzabuglio burocratico-dissuasivo: una gran parte dei migranti, appena sbarcati sono stati presi e portati nei centri d’accoglienza straordinaria nel sud Italia. Lazio, Puglia, Campania e Basilicata. Basilicata, eccoci.
L’incognita: “x”
Non si possono quantificare gli abbracci di ricongiungimento tra parenti in attesa che uno dei loro cari arrivasse dopo un viaggio nel mar Mediterraneo. Di troppi non se ne sa nulla, si sono stretti lontani dalle telecamere, dallo strano show che è diventato l’arrivo di persone che stanno, alla fin fine, semplicemente muovendosi da una terra all’altra. Sono un numero che non sappiamo definire: x.
Uno di questi abbracci però lo abbiamo visto. In quel tempo tra l’arrivo a terra dei naufraghi sbarcati a Marina e il sequestro della Geo Barents. In quelle ore di equilibrio, l’incognita “x” per noi è diventata uno. Un abbraccio.
L’incontro straziante e delicato tra un uomo che attende la madre e la sorella. Arrivate con la nave di Msf, si guardano intorno nei padiglioni di Carrarafiere dove l’imponente macchina di accoglienza di prefettura, Croce Rossa, protezione civile e Comune organizza gli arrivi. Si riconosce e si corrono incontro. L’uomo ha viaggiato dalla Germania per accoglierle, ha vegliato notti di terrore sapendola in viaggio per il mar Mediterraneo. La madre piange, ringrazia il suo dio.
Non potranno stare molto insieme la macchina burocratica non vede il numero uno. Non vede nemmeno l’incognita. Smista.
E così la madre viene destinata alla Basilicata. A oltre 700 km da Carrara, il bus ha gli orari e deve partire. Deve staccarsi dall’abbraccio del figlio. Che la seguirà, in auto, in questo secondo, insensato spostamento verso sud.
Quell’abbraccio avrebbe potuto rimanere solo un sogno. Un dolore. C’è stato invece. Perché qualcuno - l’equipaggio della Geo Barents - ha recuperato quella gente in mare. Ma la Geo Barents ora dovrà stare ferma per 20 giorni a Carrara.
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