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Carrara, la nave Geo Barents fermata in porto: blocco di 20 giorni. Ha salvato 249 persone, tra cui una minore incinta – Video
Per le autorità italiane non avrebbe rispettato le indicazioni della guardia costiera libica. Ma per Medici senza frontiere i libici hanno messo a rischio la vita di tutti
CARRARA. Tre salvataggi in mare, 249 persone salvate dal tratto di mare più pericoloso del mondo, non sono bastate a mettere al riparo la Geo Barents dallo stop alle operazioni: le autorità italiane hanno deciso di applicare un fermo amministrativo alla nave in porto a Carrara per 20 giorni. E da Medici senza frontiere annunciano l'intenzione di fare ricorso.
Secondo le autorità italiane la Geo Barents non avrebbe rispettato le istruzioni della guardia costiera libica durante le operazioni di soccorso di sabato 16 marzo e così facendo avrebbe messo in pericolo la vita delle persone soccorse. Si tratta del ventesimo caso di una nave umanitaria bloccato dopo per effetto del Decreto Piantedosi sulle Ong.
I recuperi in mare: la retta e le curve
Il cammino più breve per congiungere due punti è una retta, almeno nella geometrie euclidea. In fatto di migranti invece il governo Meloni ha optato per un arzigogolo tutto curve, deviazioni e fughe. Quando c’è da preoccuparsi di salvare vite umane però sarebbe meglio mettere mano a un manuale di etica piuttosto che a uno di geometria. Ed è così che ieri, a bordo della Geo Barents di Medici senza frontiere, al porto di Marina di Carrara sono sbarcati 249 migranti recuperati al largo delle coste libiche. Il più numeroso sbarco in città di persone soccorse, che dal molo sono subito ripartite (quasi tutte) per i Centri di accoglienza straordinari su tutto il territorio nazionale. Altro che retta.
Rettitudine. La radice è la stessa, ma il concetto appartiene alla sfera etica. La dirittura morale di chi ha deciso che ogni vita valga la pena di essere salvata dai flutti di un Mediterraneo ormai da anni distesa di speranza e orrore per chi fugge in cerca di una vita migliore.
I numeri: propaganda e realtà
Una certa retorica vorrebbe che dai paesi africani e mediorientali arrivino in Europa solo uomini, giovani e con una certa disponibilità per il viaggio. Che parlino i numeri. Dei 249 migranti sbarcati ieri, 139 sono uomini, 30 donne, 80 minori (femmine e maschi, di cui 47 non accompagnati e 10 hanno meno di 3 anni). I dati certe volte hanno con la retorica l’atteggiamento impietoso che l’insegnante può avere con l’allievo: impongono applicazione.
Sono arrivati dalla Siria, dallo Yemen, dall’Egitto, dal Sudan, dall'Eritrea, dal Bangladesh, dal Marocco. L’assessora regionale alla Protezione Civile Monia Monni, che li aspettava in porto insieme alla collega delle Politiche Sociali, Serena Spinelli, fa notare: «Tra loro ci sono bambini che portano addosso i segni delle torture».
Non molti di loro rimarranno sul territorio apuano. Pochissime, alcune ragazze sotto i 14 anni. Tre, che sono state prese in carico dal Comune. Una di loro è una minorenne incinta, l’altra ha un bambino di pochi mesi. E c’è un ragazzo che è dovuto andare in ospedale per i traumi successivi a una caduta. In totale sono 55 quelli che si fermeranno in Toscana. In provincia di Massa-Carrara saranno sette, stando ai dati della Prefettura. Per gli altri già ieri è partito un altro viaggio.
30 migranti adulti sono stati accompagnati nel Lazio, 36 in Campania di cui 18 minori non accompagnati, 50 in Puglia di cui 15 minori non accompagnati, 50 adulti in Piemonte ed infine 28 migranti adulti in Basilicata.
I controlli a bordo
Le operazioni di sbarco si concludono prima delle 20 di martedì 20 marzo, ma Geo Barents rimane attraccata al molo di Marina nonostante l’intenzione sia di ripartire verso nuove operazioni di ricerca e soccorso. A bordo, intorno a quell’ora, sale un mediatore culturale insieme ad alcuni agenti. Il suo intervento è richiesto per parlare con alcuni membri dell’equipaggio di lingua araba. Gli agenti vogliono capire di più sulle operazioni di soccorso. Il decreto Piantedosi sulle Ong vieta i soccorsi multipli e da sabato a domenica la nave di Medici senza frontiere ne ha fatti tre. Il rischio in questi casi è un fermo amministrativo dell’imbarcazione e multe fino a 10mila euro.
Alla fine arriva la conferma la mattina dopo: la Geo Barents è in fermo amministrativo per 20 giorni. Non avrebbe rispettato le indicazioni della guardia costiera libica.
La versione di Msg
E ci sono le parole di Fulvia Conte, responsabile dei soccorsi di Medici Senza Frontiere. «Sabato (16 marzo, ndr) abbiamo effettuato un soccorso di un barchino con 25 persone a bordo, successivamente (lo stesso giorno, ndr) un secondo soccorso di 143 persone a bordo di un barchino di legno: per oltre due ore la guardia costiera libica è intervenuta durante le operazioni impedendoci di completarle, separando le persone, rischiando un respingimento e minacciando costantemente le persone sul barchino e il personale di Msf. E ci hanno anche minacciato di portare via uno dei nostri gommoni. Come sempre la Geo Barents stava operando in costante contatto con le autorità interessate, quelle libiche, quelle maltesi e quelle italiane».
Arrivati per la mamma
I migranti arrivati sono stati accolti da un’imponente macchina organizzativa ai padiglioni di CarraraFiere. Nutriti, visitati e identificati, per poi andare nei Cas. Ad aspettare una delle migranti, una donna di mezz’età di origine araba, ci sono i figli e i parenti arrivati dalla Germania. La vedono arrivare nel padiglione, fremono per abbarcciarla, sono quasi increduli. Quel viaggio che è una lotteria lo hanno fatto anche loro e finalmente possono rivedersi e sciogliersi in un abbraccio in lacrime. Che scioglierebbe il più rigoroso degli euclidei. l
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