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Carrara, il basket piange la morte di Leo Costi: il suo gancio mancino era inarrestabile
Icona e leggenda della pallacanestro carrarese, arrivò fino alla serie B. E fu anche coach
CARRARA. Il mondo dello sport è in lutto per la scomparsa di una delle icone degli anni d’oro del basket cittadino, Leonardo “Leo” Costi, 75 anni. Giocatore straordinario, per qualità tecniche e grinta, inserito in una squadra forte di individualità ma soprattutto di grande carattere, cuore, determinazione feroce. L’Audax lo ricorda «colonna portante dell'Audax nei primi anni Settanta dopo una storica fusione tra Amatori e Carrara Basket protagonista di una scalata dalla serie C fino alla serie B negli anni in cui là Dogali era una bolgia di tifosi. Finita la carriera da giocatore si rituffa nel basket con il ruolo di coach, a lui si deve una storica promozione dalla D alla C nei primi anni 90». I funerali saranno al la chiesa della Perticata martedì 19 alle ore 10. Leo Costi lascia un figlio, Emiliano. La moglie era deceduta pochi mesi fa.
Lo ricorda con affetto anche Mario Simoncini: «A nome di tutto il Cmc Centro Minibasket Carrara esprimo le mie più sentite condoglianze per la scomparsa del grande Leonardo "Leo" Costi, leggenda del basket carrarese, giocatore di grandissima qualità, famoso per le sue doti realizzative, soprattutto con il suo gancio mancino, praticamente immarcabile». E i Carrara Legends: «Leo, leggenda del basket carrarese, ha condiviso lo spogliatoio e gran parte della sua vita con tante persone del nostro staff, a partire dal Presidente Benfatto fino all'attuale staff tecnico con i Coach Fiorani e Rossi, passando per gli ex compagni di squadra Coach Paolo Gallerini e Gianni Ghio. Noi Legends vogliamo ricordarlo con una frase: eri e sarai sempre "Uno di Noi"». Antonio Fiorani, attualmente coach dei Legends, lo ha allenato dal 76 al 79, proprio quando il Carrara Basket sfiorò la A2, negli anni dei derby infuocati con Livorno: «Leo Costi è stato un grande attaccante e grande realizzatore, aveva questo gancio mancino immarcabile che gli permetteva di eludere anche avversari più prestanti. Soprattutto, è stato un grande amico, c’era sempre nei momenti importanti. Rimarrà nella storia insieme ai tanti protagonisti di quelle stagioni indimenticabili, giocatori ma soprattutto uomini super».
Il Pri lo ricorda come «Uomo autentico e di grande spessore, ha coltivato nel mondo dello sport e della politica i valori più alti che possedeva e che stimolava in chi ne ha condiviso il percorso. Il grande insegnamento che resta e non sbiadirà mai è credere nei valori, combattere per quelli e portarli sempre alti: nella competizione sportiva come nella partecipazione alla politica». l
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