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A Massa via i cassonetti nei paesi a monte: parte la differenziata, ecco l’idea di Asmiu

di Ivan Zambelli
A Massa via i cassonetti nei paesi a monte: parte la differenziata, ecco l’idea di Asmiu

L’annuncio dell’amministratrice della società che si occupa della gestione rifiuti, Sabrina Boghetti: foto trappole mobili per incastrare i “furbetti” dei cassonetti

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MASSA. La raccolta differenziata sta per arrivare anche nei paesi a monte, cosicché possa servire anche a contenere il fenomeno degli sversamenti abusivi sempre più frequenti.

Differenziata al monte
L'ha reso noto l'amministratore unico di Asmiu Sabrina Boghetti, in commissione Affari Istituzionali. Modalità e soluzioni sono ancora allo studio di Asmiu, seguiranno incontri con i residenti per capire quale sarà la strada migliore da intraprendere. Ma almeno, oltre a portare avanti la svolta “green” nella gestione dei rifiuti, questo consentirà di contrastare i tanti sversamenti a bordo strada o nei cassonetti nelle zone montane, spesso asserragliati non solo da rifiuti domestici ma anche da inerti, scarti dell’edilizia, meccanici.

Le foto trappole
A questo, poi, si accompagna l'introduzione delle "foto trappole" nei punti più critici, così da iniziare già da subito a sanzionare queste persone, garantendo pulizia e decoro. Queste devono ancora essere introdotte, perché il Comune sta ancora aggiornando gli strumenti legati alla normativa sulla privacy; ma ormai è solo questione di tempo prima che queste entrino in vigore, dalla montagna alla costa o laddove si rendano necessarie per contrastare gli sversamenti abusivi. Partendo dalla raccolta differenziata, Boghetti ha spiegato che l'azienda sta valutando la zona montana, «che sta subendo l’impatto del porta a porta in città e lungo la costa. Stiamo mappando la zona per quantificare l’effettivo numero di cassonetti, e sulla base di questo fare un sistema di raccolta. Non porta a porta, perché è difficile in paesi dove le strade sono strette come a Forno». Sulle modalità, rispondeva alla domanda della consigliera Giovanna Santi, «io sarei per un incontro con i cittadini, per capire le varie necessità o problematiche del territorio».

Via i cassonetti
Ma l’idea, ha spiegato Boghetti, «è di togliere i cassonetti. Perché c’è un grande problema di conferimenti, spesso di inerti; ovvero, di società che non fanno i formulari e vanno a sversare in montagna. Non è possibile andare avanti in questo modo, perché è un continuo di segnalazioni e si tratta anche di persone che vengono da fuori Comune». E a tal proposito, ha fatto sapere Boghetti, «con la polizia municipale stiamo cercando di creare un sistema di vigilanza che riesca a garantire decoro, ma anche di sanzionare i trasgressori». Questo attraverso le “foto trappole”, ovvero un sistema di videosorveglianza mobile che, dispiegato nelle zone più critiche, può servire ad identificare i responsabili di certi sversamenti. Ne è certo anche il sindaco Francesco Persiani, contattato nei giorni scorsi a seguito della pubblicazione di una delibera sulle foto trappole, nello specifico l'affidamento della redazione della documentazione ai fini della privacy: «La determina intensifica l'attività di controllo a tutela del territorio, sanzionando i comportamenti contrari al decoro urbano. Lo strumento delle foto trappole permetterà all'amministrazione comunale di identificare in modo indiscriminato il comportamento irrispettoso di un nostro concittadino o di un turista di passaggio, con l'obiettivo di garantire il mantenimento della pulizia della nostra città».

La videosorveglianza
Su questo sistema comunque si attende un passaggio ulteriore. Perché trattandosi di videosorveglianza, si pone un tema di privacy. Per questo il Comune ha intanto affidato le attività di supporto e di redazione della necessaria documentazione ai fini della normativa sulla privacy. La società incaricata dal Comune di Massa è la Etruria PA spa per un totale di 3.600 euro compresa l'Iva al 22%. Del resto non si tratta solo di rifiuti domestici. Spesso gli operatori rinvengono rifiuti pericolosi, quali fusti di olio, vernici, solventi, lastre di fibrocemento amianto, i quali oltre a costituire un pericolo per la salute e l’incolumità dei cittadini, rappresentano una fonte di inquinamento per il suolo e le acque superficiali e profonde. Insomma, è una situazione che non può più andare avanti.

La commissione
Di questo ne aveva parlato in commissione anche Simone Ortori, consigliere comunale ma anche residente in zona montana. «Qui le direttrici sono due, via Bassa Tambura e via dei Colli, dove migrano i rifiuti e gli effetti li vediamo tutti i giorni. Auspico che le attività di controllo oggi in capo alla polizia municipale possano essere estese anche agli operatori, così da poter sanzionare le violazioni di legge. Perché -rincara il consigliere Ortori- se conferisci abusivamente in montagna o peggio sversi materiali edilizi non è più solo un errore. Siamo in balia di pochi maleducati, delinquenti dal punto di vista ambientale che vanificano il lavoro del 90% della popolazione».

 

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