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Rosita, dal volley d’oro alla nuova sfida che parla di comunità: con un’amica riapre un’antica bottega
L’ex capitana della pallavolo carrarese insieme a un’amica ha coinvolto un piccolo paese per riaprire l'attività
CASTELUOVO MAGRA. stata una delle regine della pallavolo carrarese: una delle protagoniste di quella gloriosa squadra azzurra che, in meno di 10 anni, dal 1982 al 1993, ha raggiunto il traguardo della serie A.
Lei, Rosita Bellocchio, era la “capitana di ferro” e giocava a fianco di Maurizia Cacciatori, le sorelle Guendalina e Veronica Buffon e Francesca Piccinini.
Adesso Rosita è da tempo lontana dai campi da gioco ma non ha perso il gusto delle sfide. Una in parte l’ha gà (quasi) vinta. Il terreno di gioco, per dirla in termini sportivi, è quello di un borgo: Castelnuovo Magra, 370 residenti in inverno, 700 nella bella stagione.
Il team con cui “gioca” Rosita è in realtà un sodalizio con l’amica Maria Ida Bibolini, proprietaria dell’unico ristorante che insiste sul borgo, l’Armanda, la cui fama ha travalicato da tempo i confini della vallata del Magra.
Insieme le due donne hanno avuto una idea semplice ma che parla tanto di comunità, di valori e di valorizzazione dei piccoli paesi.
A Castelnuovo Magra manca dal dicembre del 2022 la “bottega” , quel piccolo negozio di vicinato che non è solo la vendita di un pezzo di pane e un etto di prosciutto. È un punto di riferimento. È il dna di una comunità.
Rosita e Maria Ida il paese lo vivono da tempo e un giorno è successa una cosa.
«Ci siamo guardate negli occhi e abbiamo detto – spiega Rosita – riapriamola noi la bottega e coinvolgiamo tutto il paese».
A tessere le fila di questa bella storia di rinascita ci ha pensato un sindaco, Daniele Montebello , che si è dato da fare per reperire i finanziamenti legati ai bandi regionali, che aiuteranno il percorso della bottega.
L’idea di Rosita e Maria Ida così ha preso gambe: è stata creata una cooperativa di comunità che riaprà il negozio assumendo un socio lavoratore». Per fare tutto questo servono almeno 20mila euro per comprare frigo, banchi e tutto quel che serve per riaprire.
« Abbiamo deciso di chiedere un contributo agli abitanti del borgo e alle aziende per aprire questo che più che un negozio è un presidio di comunità – continua Rosita – siamo già arrivati a quasi 17mila euro, contiamo di aprire per Pasqua. La nostra idea è vendere prodotti quotidiani necessari, diventare vetrina per le produzioni del territorio, ma anche offrire servizi essenziali come il dispensario medico, il punto per le consegne, ma anche la spesa».
Quella luce spenta, la strada deserta, erano un problema per la sopravvivenza del paese: due donne coraggiose e piene di inventiva, un paese e un sindaco collaborativo hanno fatto il resto.
La bottega di Castelnuovo Magra rialzerà la serranda.
Rosita e Maria Ida sono più che felici della strada intrapresa: perché i piccoli Comuni – di questo sono convinte- «se non si danno da fare in prima persona i cittadini, muoiono».
Un segnale, quello di una vetrina che si riaccende, che non guarda solo a eliminare i disagi delle persone anziani, costrette altrimenti a muoversi per le esigenze quotidiane della spesa, ma anche l'ennesima dimostrazione di come una comunità possa far fronte a un problema.
Una storia piccola, che arriva da un paese che non raggiunge nemmeno i 400 abitanti. Una storia piccola, che alimenta però una grande speranza: quella di una comunità che resiste.
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