Il presidio
Carrara, per l'incendio di via Pucciarelli è prevista una super perizia
Intanto Andrea Marchi è alla Don Gnocchi in riabilitazione
Carrara Andrea Marchi "Tersilla", il carrarese di 57 anni rimasto ustionato e ferito nell’incendio della sua casa popolare, dopo quasi quattro mesi da quel sabato 18 novembre è stato trasferito dal Noa (dove era ricoverato dopo un primo periodo a Cisanello) alla Don Gnocchi per la riabilitazione. A quanto emerge, non avrebbe ancora ripreso conoscenza, ma evidentemente, per fortuna, il quadro clinico è migliorato e già questo è motivo di sollievo. Difficile pronosticare i tempi della riabilitazione, sta di fatto che anche il giudice Dario Berrino allo stato in qualche modo crede alla possibilità che, prima o poi, Andrea Marchi possa sostenere un processo, perché non è stato concesso un “curatore speciale”, cioé una figura che in qualche modo lo potesse sostituire nelle varie fasi del procedimento penale avviato a suo carico.
Nell’ultima udienza, lo psichiatra Mauro Mauri, perito incaricato dalla procura, ha spiegato che al momento Marchi non è in grado di rispondere a domande e quindi non può fornire indicazioni su quanto davvero avvenuto il 18 novembre in via Pucciarelli; ma la prossima udienza sarà l’11 luglio, e quindi in altri quattro mesi la situazione potrebbe evolvere in senso favorevole, e pertanto, ad oggi, il ferito e indagato non avrà un “alter ego” a fare da interfaccia con la giustizia; ha però ovviamente un avvocato difensore, l’avvocato Francesco Barsotti.
L’accusa
Il tifoso della Carrarese è sotto accusa per le ipotesi dell’articolo 423 del codice penale, incendio (chiunque cagiona un incendio è punito con la reclusione da tre a sette anni. La disposizione precedente si applica anche nel caso d’incendio della cosa propria, se dal fatto deriva pericolo per la incolumità pubblica) e dell’articolo 586, lesioni come conseguenza di altro delitto (o anche morte, ma per fortuna non ci sono state vittime).
La magistratura aveva messo sotto sequestro l’appartamento dal quale era partito l’incendio, oltre al cellulare di Marchi e i resti della tanica rinvenuti dai vigili del fuoco, tanica dalla quale presumibilmente sarebbe partito il rogo, con una dinamica ancora da decifrare. Sono cinque le persone che erano dovute ricorrere alle cure dei sanitari, oltre a Marchi stesso, e cioé tre inquilini dello stabile (uno di origini straniere, e due signore carraresi), e due agenti di polizia; sono le parti lese nel procedimento avviato a seguito di quell’incendio doloso.
La super perizia
Solo Andrea Marchi, come detto altre volte, potrebbe (e si spera che lo possa fare prima o poi) spiegare cosa è davvero accaduto, se le fiamme sono partite accidentalmente oppure se voleva in qualche modo scaldarsi (in casa le utenze erano tutte staccate) oppure se voleva fare un gesto distruttivo. O chissà cos’altro. Ma solo un perito tecnico esperto potrà spiegare la dinamica del rogo e dello scoppio.
Il giudice Dario Berrino ha deciso di affidarsi in realtà a due esperti per provare a capire la dinamica dell’accaduto, e ha così affidato una consulenza di parte agli ingegneri Binardi di Torino e Sartini di Genova; l’avvocato Barsotti da parte sua ha nominato come consulente l’ingegner Silvia Pieruccetti di Viareggio. L’inizio delle operazioni peritali è fissato per il prossimo 14 marzo, è stato indicato un periodo di 90 giorni, con udienza, come accennato, già fissata per l’11 luglio; la perizia si svolge quale incidente probatorio, ovvero come atto irripetibile, che farà poi parte del fascicolo del procedimento. Il quesito riguarda, oltre alla dinamica dell’incendio, anche una valutazione strutturale dell’immobile.
Una perizia utile alla giustizia ma che in prospettiva servirà anche per pote dissequestrare l’appartamento e così permettere una sua risistemazione, il che contribuirà a poter tornare gradualmente alla piena normalità.
Ricordiamo che grazie ai lavori svolti da Erp e all’impegno del Comune e della parrocchia di San Pietro, i disagi erano stati ridotti al minimo. Sono rimasti due gli appartamenti inagibili, oltre ovviamente a quello di Marchi, cioé quello soprastante e quello di sotto.
L’evento
Quella di sabato 18 novembre era stata una mattinata d’angoscia per gli abitanti delle case di via Pucciarelli, alle prese prima con un boato, poi con il rogo. Tanta paura, i vigili del fuoco, le forze dell’ordine; cinque i feriti più Andrea Marchi, il più grave. Inizialmente gli evacuati erano 27, adesso sono rimasti cinque. Sono passati circa quattro mesi ma è ancora viva la memoria di quel drammatico sabato, quando a causa del rogo molti condomini anche dei piani superiori erano affacciati alle finestre poiché la nube di fumo aveva invaso i loro appartamenti ed erano impossibilitati ad usare il vano scale, e solo l’intervento dei vigili del fuoco era valso al salvataggio delle persone. E come osservato altre volte, sia l’amministrazione comunale con l’assessore al sociale Roberta Crudeli che don Marino Navalesi, parroco di Avenza - San Pietro, si erano messi in azione per garantire un tetto agli evacuati, con grande umanità e solidarietà.
Adesso, come detto, grazie agli sviluppi giudiziari, si intravvede il traguardo della normalità in via Pucciarelli, e c’è anche la buona notizia che Andrea Marchi è in riabilitazione.l
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