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Il rugby apuano è senza campo: «E allora ci alleniamo in strada»
Cento tesserati e nessuno spazio: «Questa è una scuola di vita»
MASSA. Il rugby apuano cerca casa e, in assenza di uno spazio dove allenarsi gli atleti sono pronti a fare del cuore della città la propria palestra.
La vicenda
«Ogni società sportiva che muore è un fallimento per l’intera comunità». È la triste considerazione del presidente Davide Bernabei presidente degli Apuani Rugby asd. «Da mesi abbiamo chiesto ufficialmente di poter avere a disposizione una struttura per poterne fare una casa del rugby – spiega Bernabei – Sappiamo bene cosa voglia dire essere considerati uno sport minore e quanto sia difficile riuscire a sopravvivere in una società votata esclusivamente alla palla rotonda». «Un’altra stagione sportiva si avvia al termine e ancora ci troviamo fermi al palo, in attesa di risposte che tardano ad arrivare e che vengono rimandate costantemente – prosegue il presidente Bernabei – Quella che era una speranza sta lasciando il posto a un senso di frustrazione che non riusciamo più contenere, perché ormai il vaso è colmo. La pazienza è terminata, non possiamo attendere oltre: serve una soluzione subito! Serve una risposta concreta, basta prese in giro! I nostri bimbi, le nostre ragazze e ragazzi, le nostre famiglie meritano rispetto».
I numeri
Ma quali sono i numeri che ruotano attorno al mondo del rugby apuano? «Si tratta di una “società minore” che ha oltre 100 tesserati e che viene lasciata abbandonata a sé stessa da un’amministrazione latitante – prosegue Bernabei – La nostra richiesta è semplice: uno spazio destinato alla squadra di rugby di Massa, dove poter far crescere i nostri bambini e bambine, ragazzi e ragazze, e l’intera società. Una società che, pur senza una struttura ad essa dedicata e senza alcun supporto da parte della pubblica amministrazione, è riuscita nei tre anni dopo il Covid a ripartire da zero, arruolando tra le sue fila persone entusiaste ed appassionate di qualunque età».
L’appello
«L’amministrazione conosce le nostre necessità; il 22 dicembre del 2022 abbiamo presentato domanda regolarmente protocollata al comune per una struttura purtroppo abbiamo un chiaro sentore di quello che parrebbe essere il suo interesse a riguardo – aggiunge Bernabei – Chiediamo alla comunità di aiutarci a dare voce alla nostra protesta. Il sostegno è uno dei principi fondanti e fondamentali dello sport del rugby. Così come in campo si deve sempre dare sostegno al compagno di squadra, chiediamo ora alla nostra città, alla nostra comunità, di darci il loro sostegno. Trovandoci dunque sprovvisti di un apposito spazio dove poter praticare la nostra disciplina, a partire da mercoledì prossimo i Magnaorecchi e le Lupe Apuane faranno allenamento congiunto in giro per la città». «Cara amministrazione – si chiude l’appello del presidente del rugby apuano – tu non ci dai un campo, noi ci prendiamo la città».
Il presidente
«Crediamo che il rugby non sia solo pratica sportiva, ma una scuola di vita – conclude il presidente Bernabei – vogliamo solo la possibilità di creare una realtà duratura in grado di dare molto al territorio».
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