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Salute

A Massa il primo ambulatorio per la menopausa oncologica

di Ilenia Reali
A Massa il primo ambulatorio per la menopausa oncologica

Uno staff multidisciplinare prende in carico le donne operate

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«Quando incontravamo le donne operate di un tumore, parlavamo degli esami, delle terapie. E al momento in cui tutto sembrava andare per il verso giusto arrivava sempre la domanda legata ai disagi derivanti dalla menopausa indotta. Eravamo consapevoli che quell’esigenza doveva essere presa in carico». A raccontare della nascita del primo ambulatorio per la menopausa oncologia al nuovo ospedale delle Apuane è la responsabile, la ginecologa Nicoletta Spirito.

L’ambulatorio entrato in funzione da pochissime settimane grazie alla collaborazione con il gruppo regionale coordinato dalla ginecologa Angelamaria Becorpi è il primo in Toscana, insieme a quello capofila di Careggi. «Quando abbiamo cominciato a pensare a strutturare una rete a livello regionale – spiega Becorpi – dall’ospedale di Massa è arrivata subito una risposta. È una grande soddisfazione vedere la prima creatura che nasce dal nostro gruppo. Lo scopo era quello di creare una rete multidisciplinare nell’ambito della rete oncologica regionale coordinata dal professor Amunni».

«La nostra – racconta Becorpi – è una paziente sempre più giovane e con una aspettativa di vita sempre più lunga grazie all’efficacia delle terapie dopo il tumore e grazie alla diagnosi precoce, è una paziente che deve fare i conti però con una menopausa che interviene in modo brusco e spesso precoce».

L’esigenza dell’ambulatorio è nata dalle pazienti che sono state prese in carico in poco più di un mese. «Abbiamo incontrato 12 donne, tra cui una ragazzina di 14 anni operata di un raro tumore alla vagina», riferisce Nicoletta Spirito. «In media a Massa ci sono un centinaio di donne operate di tumore ginecologico e tante pazienti sappiamo arriveranno dall’area senologica».

I problemi da affrontare sono vari, le donne riferiscono di problemi sessuali, di vampate, di difficoltà a dormire, di secchezza vaginale. Le richieste delle donne sono varie e sapere di avere un luogo nato per dare risposta a queste esigenze le pone già in una situazione di maggiore serenità nell’approccio. A Massa l’ambulatorio è stato aperto grazie anche alla donazione di un ecografo acquistato dalla Fondazione Marmo. «È stato un fondamentale punto di partenza», dice Spirito che non nasconde l’esigenza di poter avere anche del laser per l’atrofia vaginale. Attualmente da Massa ci si appoggia a Pisa. Purtroppo ci sono liste d’attesa un po’ lunghe per l’unico strumento a disposizione nell’area.

Le pazienti possono contare su una rete strutturata di medicina integrata con l’agopuntura, la fitoterapia, le tecniche di aghipulce che vengono garantite dal personale dalle ostetriche, coordinate da Veronica Giacchè, sistematicamente in appoggio all’ambulatorio di cui si occupano le ginecologhe Claudia Sergiampietri e Cinzia Russo.

Attualmente l’ambulatorio è aperto una volta al mese ma l’orario sarà esteso in base alle esigenze.

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