Il presidio
Massa, case popolari: tensione in aula ma poi ventisei sì e un solo no
Interviene Elia Buffa di Usb, prima allontanato dalla sala
MASSA. Chiusura ad alta tensione, lunedì sera in consiglio comunale, per l’ultimo punto all’ordine del giorno relativo al Piano di vendite degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Questo perché, su richiesta della consigliera Daniela Bennati del Polo Progressista (che poi alla fine è stata l’unica a votare contro), è stata data la parola ad Elia Buffa, sindacalista Usb-Asia e delegato dal comune per le domande di accesso alle case popolari; in precedenza, era stato allontanato dall’aula. Ad avviso di Elia Buffa, tra l’altro, «Mentre le condizioni di vita non fanno che peggiorare e l'emergenza abitativa esplode, il Comune assesta il colpo di grazia agli ultimi. Il diritto a un tetto sopra la testa per chi rischia di ritrovarsi, o già si ritrova, per strada non vale un granché per chi governa come non valgono molto le loro vite. Il Comune, già incapace di soddisfare le tantissime richieste, anziché adoperarsi nelle ristrutturazioni e messe in sicurezza necessarie ad aumentare la disponibilità di case richiedendo fondi extra a Regione e governo batte cassa sul patrimonio pubblico. Ci si nasconde dietro al fatto che i soldi verranno utilizzati per comprarne di nuove. E con quale rapporto, ci viene da chiedere? 4 case vendute 1 comprata? E in quanto tempo? Dove? Lo capirebbe anche un bambino se vendo una casa per ristrutturarne una, di fatto sto diminuendo il numero di alloggi». Ancora secondo Buffa, «il meccanismo è semplice e il risultato è una diminuzione del patrimonio pubblico, dunque il restringimento di un diritto che già viene disatteso. La stessa ricetta che il Partito democratico propone da anni e che oggi sposa anche la Lega nord, ma che abbiamo già visto essere fallimentare da troppi anni», ha poi commentato il giorno dopo.
Il dibattito
Nel corso del dibattito, sia l’assessore Mercanti che i consiglieri di maggioranza (Frugoli, Bordigoni, Ortori) hanno ribadito che non è che si va a vendere in automatico 156 alloggi; nel rispetto della legge regionale, si fa un conteggio complessivo - come spiegherà poi il presidente Erp - tra alloggi ristrutturati e rimessi in circuito e a quel punto si sa quanti materialmente saranno ceduti. «Ma nessuna speculazione, si cedono a chi vi abita da anni», spiegano dalla maggioranza. Ma a parte Daniela Bennati del Polo Progressista, secondo la quale bisognerebbe semmai chiedere risorse a Regione e governo per ristrutturare il patrimonio edilizio, e rispolverare il Piano Casa, anche il Pd, pur con dei distinguo, anche perché si tratta di una legge regionale voluta dal Pd stesso, ha come detto votato a favore. «Con difficoltà - ha ammesso Daniele Tarantino - perché i dubbi espressi da Buffa li comprendiamo», ma insomma, hanno ricordato Enzo Romolo Ricci, Stefano Alberti, Giovanna Santi (che ha spiegato di avere lei stessa riscattato una casa popolare), indubbiamente l’ideale sarebbe poter rimettere a posto le case ora inutilizzabili, ma le risorse realisticamente potranno arrivare solo da queste cessioni al momento, e si dà comunque l’opportunità a famiglie di migliorarsi e diventare proprietarie. Morale: 26 voti a favore e solo Daniela Bennati contraria.
Il punto dell’Erp
Domanda d’obbligo, emersa anche nel dibattito. Ma di che cifre si sta parlando. Lo abbiamo chiesto all’Erp, che così ci ha risposto. Dal 2015 al 2020 Erp di Massa-Carrara ha alienato in provincia 45 immobili dei 459 inseriti nel piano vendita approvato dal Lode e dal consiglio regionale toscano nel marzo di 9 anni fa (11 ad Aulla, 208 a Carrara, 1 a Casola, 1 a Comano, 5 a Filattiera, 12 a Fivizzano, 8 a Fosdinovo, 1 a Licciana, 179 a Massa, 2 a Montignoso, 3 a Mulazzo, 14 a Pontremoli, 3 a Tresana, 11 a Villafranca). Come mai non sono stati alienati tutti? «Innanzitutto va chiarito che in base alla legge regionale toscana del 22 gennaio 2014 le quote degli alloggi alienabili anno per anno - spiega Luca Panfietti, presidente di Erp di Massa Carrara - vengono comunicate dalla Regione alle varie aziende provinciali che gestiscono le case popolari in base a una media ponderata calcolata sul numero degli alloggi costruiti a livello regionale. La stessa legge all’articolo 5 precisa che per il mantenimento della disponibilità del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e dell'economicità della sua gestione si può vendere ogni anno un numero di alloggi non superiore a quello degli alloggi realizzati o recuperati nell’anno precedente. Nei cinque anni compresi tra il 2015 e il 2020 in base a questa legge nei Comuni della nostra provincia sono stati acquistati 45 su 92 alloggi alienabili».
Nel dettaglio: 26 erano alienabili nel 2015, 20 nel 2016, 18 nel 2017, 10 nel 2018, 12 nel 2019, 6 nel 2020. Per quanto riguarda l’aggiornamento del piano vendita che riguarda la provincia apuana, ancora in corso di approvazione da parte della Regione Toscana, gli alloggi alienabili inseriti sono 494. Nel piano ci sono tutti gli alloggi dei condomini misti a maggioranza di privati. In particolare: 68 ad Aulla, 194 a Carrara, 1 a Casola, 2 a Comano, 5 a Filattiera, 13 a Fivizzano, 23 a Fosdinovo, 156 a Massa, 7 a Montignoso, 2 a Mulazzo, 8 a Pontremoli, 3 a Tresana, 12 a Villafranca. Il piano vendita è stato approvato da tutti i Comuni della provincia tranne che da quello di Fivizzano.
Il presidente Panfietti, infine, tiene a precisare che «dai dati sui piani vendita e tenendo conto che negli ultimi 5 anni sono state riconsegnate ad Erp 515 case che necessitano di lavori per metterle in sicurezza si capisce chiaramente che si farebbe del rumore per nulla se si pensasse di poter risolvere il problema delle case popolari da ristrutturare con le vendite di alloggi alienabili. Per risolvere il problema delle case vuote da ristrutturare servono finanziamenti regionali e nazionali. Qualcosa si è fatto perché con il Piano nazionale complementare del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) abbiamo finanziamenti per ristrutturare 137 alloggi e sono a disposizione altri finanziamenti per realizzare altri 150 alloggi in provincia».l
M.B.
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