Il Tirreno

Carrara, «Dal 1980 scrivo libri su quei marmi antichi ritrovati alle cave»

Carrara, «Dal 1980 scrivo libri su quei marmi antichi ritrovati alle cave»<br>

Il professor Enrico Dolci, ideatore del Museo del Marmo, e il “censimento” illustrato al mudaC: «I miei libri sono testi facili da trovare»

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Carrara Il professor Enrico Dolci, fondatore del Museo del Marmo, archeologo, in una nota osserva che «Nella recente conferenza tenutasi a Carrara presso il MudaC a cura di Stefano Genovesi (direttore del Museo del Marmo) e di Giulia Picchi (Soprintendenza Abap per le provincie di Lucca e Massa-Carrara) è stato comunicato che dallo scorso anno Soprintendenza e Comune di Carrara stanno portando avanti un censimento dei blocchi di età romana presenti nelle cave di Carrara e in depositi privati i cui “primi risultati” sono stati illustrati in quella sede. Si tratterebbe di “circa un centinaio di blocchi” per un lavoro finalizzato alla conoscenza di questo importante patrimonio». Ma, prosegue, «Colgo l’occasione per ricordare che lo scrivente (nella sua quarantennale opera di ricerca, censimento e studio marmologico sul territorio tuttora in corso) ha iniziato a pubblicare questi materiali a partire dal lontano 1980 nel volume “Carrara Cave Antiche” (opera nota a livello internazionale per la sua specificità) e successivamente in molte altre pubblicazioni specialistiche tra le quali il volume “Archeologia Apuana” (pubblicato come “service sul territorio” nel 2003 dal Lions Club Massa e Carrara Host); i “Quaderni del Centro Studi Lunensi”; gli “Atti e Memorie della Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi”. Si tratta di pubblicazioni facilmente reperibili anche nelle biblioteche pubbliche del territorio. In questa sede faccio notare che la marmologia archeologica è una scienza relativamente recente, nata con lo sviluppo delle ricerche sulla “cultura materiale” e su tutto ciò che strutturalmente può permettere una conoscenza più ampia del fenomeno artistico nel corso della storia e delle sue interconnessioni con il contesto socio-economico». Non solo: «Bisogna anche dire che in tema di marmologia storica i veri esperti non sono ancora molti per la specificità della conoscenza della materia che impone un contatto quotidiano col marmo e con le sue molteplici attinenze col mondo della produzione e del lavoro. Un contatto che diviene assai difficile ad attuarsi per chi non risiede nei luoghi di produzione e di lavorazione del marmo stesso e di impiego nelle sue varie forme. Se poi affrontiamo il tema nel settore archeologico, il peso specialistico delle conoscenze necessarie per sviluppare i vasti temi della ricerca in una scienza come l’archeologia diviene ancora più ampio e circostanziato». E conclude: «Per quanto riguarda la mia esperienza personale e i molti lavori da me pubblicati, la vicinanza di Carrara sia con i siti antichi di escavazione nelle cave che con la città romana di Luna (dove molti di questi marmi risultano applicati) ha favorito tutta una serie di verifiche sul campo che diversamente sarebbe stato molto difficile effettuare. Questo sia nella fase degli studi che mi hanno portato ad acquisire la specializzazione universitaria in tema di marmi antichi che anche per quanto riguarda le successive ricerche e gli studi effettuati su questi temi».l

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