Il Tirreno

La nomina

Carrara, Bartolini nuovo segretario di Sinistra Italiana: «Basta con la subalternità all’imprenditoria del marmo»


	Bartolini e l'assemblea provinciale di Sinistra Italiano che lo ha eletto segretario
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Bartolini e l'assemblea provinciale di Sinistra Italiano che lo ha eletto segretario

La riflessione: «In Toscana se il centrosinistra si presenterà in continuità con le politiche della giunta Giani che aumenta l’Irpef, mentre i cittadini percepiscono i tagli alla sanità, se non si terrà fermo il punto della contrarietà alla quotazione in borsa dei servizi pubblici locali, se non si lavorerà ad una programmazione territoriale che dalle Apuane al litorale metta al centro l’ambiente come valore per tutti, aldilà delle formule elettorali, non riusciremo questa volta a evitare di perdere»

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CARRARA. Si è svolto sabato 3 febbraio il congresso provinciale di Sinistra italiana di Massa-Carrara. Presenti gli iscritti e le iscritte in provincia del partito, che è guidato da Nicola Fratoianni a livello nazionale e diversi ospiti alla presenza della responsabile regionale dell’organizzazione Anna Piu. Dopo la relazione iniziale, sono intervenuti la sindaca di Carrara Serena Arrighi, la consigliera comunale di Carrara Rigoletta Vincenti e rappresentanti del mondo sindacale e delle forze politiche Pd, 5 Stelle, Europa Verde e Rifondazione Comunista. Molto apprezzato il saluto dell’Accademia Apuana della Pace. Al termine del dibattito congressuale è stato eletto segretario provinciale Matteo Bartolini e tesoriera Dorina Tole.
«Lavoriamo per un’alleanza con le forze progressiste, sia a livello nazionale che nel territorio – ha dichiarato Bartolini – che sia capace di battere la destra di Giorgia Meloni e di farlo a partire da politiche di cambiamento capaci di parlare a quelle migliaia di lavoratori e lavoratrici che non credono più nella politica come strumento di cambiamento della loro vita. Per le prossime elezioni europee Sinistra Italiana e l’alleanza Verdi Sinistra metteranno al primo posto la questione della pace e del disarmo, perché se proseguiranno le politiche di guerra che vediamo in Ucraina e in Medio Oriente, ma non solo, non c’è nessuna speranza di poter dedicare le risorse necessarie alle politiche di giustizia ambientale e sociale. Per quello che riguarda le elezioni amministrative, dove siamo presenti lavoreremo per verificare le condizioni di accordi con le altre forze per proporre un’alternativa alle destre, ma solo se avranno al centro punti qualificanti come la difesa della sanità pubblica, la transizione ecologica e nuovi modelli di sviluppo. Non siamo interessati ad accordi puramente elettorali che gli elettori stessi hanno dimostrato di non ritenere più credibili».
I temi locali
Bartolini ha ricordato che «La disinvoltura con cui la giunta di Massa a trazione leghista ha garantito la rendita alle cave di marmo senza nessun passaggio in consiglio, la vicende della variante Sogegross, il progetto scellerato al parco Ugo Pisa, l’inconsistenza sulle vicende delle bonifiche dei siti Sin/Sir e sulla questione dei ripascimenti delle spiagge, solo per citare alcuni titoli, meritano un giudizio sul piano politico amministrativo totalmente negativo. A queste azioni e inazioni la giunta di destra sovrappone però, come accade con Meloni a livello nazionale, tante iniziative ideologiche che di fatto puntano a normalizzare eventi e comportamenti che normali non dovrebbero essere. Episodi come le svastiche in città, la concessione di una sala pubblica per la presentazione del libro di Vannacci, lo sgombero di spazi popolari, la competizione tra Fdi e Lega a chi è lo sceriffo più cattivo disegnano scenari preoccupanti. L’opposizione alla Giunta Persiani a Massa è per noi un impegno fondamentale, nella collaborazione con le forze politiche e con i movimenti che vi si oppongono. Però, così come a livello nazionale, anche a livello locale è necessario che la nostra proposta di alternativa si caratterizzi sì per l’unità, ma anche e soprattutto per una reale risposta ai bisogni sociali dei molti e non dei pochi».
Il caso Carrara
Matteo Bartolini ha ricordato che «Siamo stati tra coloro che maggiormente si sono spesi perché al secondo turno alle elezioni comunali di Carrara la nostra coalizione, che sosteneva Rigoletta Vincenti, desse un segnale alla città con un appello al voto a favore di Serena Arrighi e per battere le destre. Con la stessa trasparenza diciamo oggi che non siamo soddisfatti di come sono stati trattati alcuni dei temi fondamentali. A partire dalla questione delle cave: mentre l’amministrazione e la macchina comunale mettevano il massimo sforzo per garantire agli imprenditori il prolungamento delle autorizzazioni senza gare, quegli stessi imprenditori si facevano beffe – anche pubblicamente – dell’impegno alla lavorazione del 50% del materiale estratto e nel frattempo proseguivano la loro strada nei tribunali per mettere in discussione il diritto della collettività carrarese a decidere sulle Apuane. Sarebbe stato necessario che si chiedesse almeno la reciprocità a coloro a cui si sono assegnate le cave per i prossimi 20 anni! Se vuoi che io ti riconosca la continuità caro imprenditore, tu almeno ritira il ricorso contro il Comune e riconosci la natura pubblica del bene che ti viene concesso. Ed invece siamo andati alla firma delle convenzioni senza che questo accadesse».
Subalternità

«Più complessivamente – afferma il riconfermato segretario – ci aspettiamo da Serena Arrighi e dalla sua maggioranza, il Partito Democratico in primis, un segnale di uscita dalla subalternità nei confronti del mondo imprenditoriale del marmo e delle sue Fondazioni più o meno benefiche. Se la politica e l’amministrazione vogliono praticare un percorso di autonomia dai poteri economici della città devono mettere in campo un’idea di sviluppo culturale e tenuta sociale che non debba dipendere dalle concessioni economiche dei signori del marmo».
Verso il voto
«In Toscana, ad esempio – ha aggiunto – se il centrosinistra si presenterà in continuità con le politiche della giunta Giani che aumenta l’Irpef, mentre i cittadini percepiscono i tagli alla sanità, se non si terrà fermo il punto della contrarietà alla quotazione in borsa dei servizi pubblici locali, se non si lavorerà ad una programmazione territoriale che dalle Apuane al litorale metta al centro l’ambiente come valore per tutti, piuttosto che lo sfruttamento delle risorse a vantaggio di pochi, noi, aldilà delle formule elettorali, non riusciremo questa volta a evitare di perdere la regione».

 

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