«Spariti gli animali dal lago di Porta»: l’esposto in procura dei fotografi
Montignoso, Bonuccelli: «Vengano analizzate le acque per capire se sono inquinate»
MONTIGNOSO. La sua preoccupazione per quel lago che è sempre stato una sua seconda casa, ma ancora di più da quando è andato in pensione e ha iniziato a fotografarne la fauna, l’aveva già espressa anche con una lettera alla Regione. Adesso Antonio Bonuccelli, un passato come operatore ecologico e adesso fotografo naturalista, ha presentato un esposto in procura sul lago di Porta. Il motivo è «la crescente preoccupazione per la situazione di degrado in cui versa il lago negli ultimi anni, e che si è dimostrata sempre più visibile attraverso i nostri obiettivi».
La flora e la fauna, scrive Bonuccelli nel suo esposto parlando anche a nomi degli altri fotografi del lago, «negli ultimi anni si sono ridotte e in gran parte del lago hanno cessato di vivere. Nella zona adiacente la ferrovia, la vegetazione si è ritirata ed è in gran parte morta, non si hanno più presenze di acquatici, come evidenziato da ornitologi di Pisa, Livorno e Firenze venuti in visita nella prima decade di gennaio 2022».
Durante la scorsa primavera, ricorda Bonuccelli, «non si è verificata la normale presenza di uccelli migratori, si è avvistato il sorvolo della zona del lago ma non la consueta sosta. Appare evidente che la flora, sia immersa che emersa, è assente, ed è altrettanto evidente la mancanza di fauna che rappresenta il cibo per gli uccelli acquatici». Il cannetto, inoltre, spiega, «si sta ritirando o sta morendo, lasciando zone sempre più ampie di chiaro, con acqua maleodorante. In sintesi: la biodiversità del lago sta sparendo». Le specie che hanno nidificato come l’Airone rosso, i Tarabusini, le Folaghe, secondo il fotografo, «sono minacciate per la mancanza di biodiversità della flora con cui si nutrono, mentre l’Airone cenerino è obbligato a reperire il cibo al di fuori del lago per mantenere le sue nidiate».
Per questo chiede alla procura di indagare sulla qualità delle acque e del suo emissario con la finalità di verificare se sussiste il reato di inquinamento. Chiede quindi che vengano analizzati chimicamente i fanghi e le acque a intervalli regolari e che, nel caso venga riscontrato l’inquinamento, l’area venga bonificata.
Nell’introduzione del suo esposto, Bonuccelli fa notare la vicinanza del lago con la discarica Fornace ma anche la presenza di «una strada altamente trafficata come l’Aurelia» che, dice, «è causa di un forte impatto ambientale, agendo come disturbo uditivo e luminoso, producendo inquinamento dagli scarichi automobilistici, polveri e vibrazioni dei mezzi pesanti».
In generali, i fotografi hanno notato: «Uno spopolamento della componente faunistica, drastica diminuzione delle covate, zona a ridosso della discarica completamente priva di presenza animale, notevole diminuzione della componente floristica acquatica, aggravata dalla presenza di specie invasive alloctone, moria di pesci, aumento della presenza di alghe nel letto del lago che hanno soppiantato qualsiasi altra pianta acquatica favorevole, fondale coperto da una patina grigia».
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