Carrara, la scuola annulla lo stage in Spagna. Gli studenti dello Zaccagna protestano
Gli studenti: occasione persa. La preside: non c’erano garanzie
CARRARA. Lo stage linguistico non si farà. Era previsto per la metà di febbraio in Spagna e precisamente a Bilbao e coinvolgeva una cinquantina di studenti della scuola dello Zaccagna.
Ieri mattina lo scontento degli alunni dell’istituto di viale XX Settembre ha preso forma in una protesta cominciata dalle 8, all’ingresso della scuola.
La protesta
“Lo stage linguistico non si fa non è una soluzione”, “Esploriamo il mondo non le delusioni”. Così recitano alcuni dei tanti striscioni che esibiscono i ragazzi.
Sono proprio loro a raccontare che un paio di giorni fa le famiglie degli studenti che hanno aderito al viaggio si sono viste recapitare a mezzo mail la comunicazione che annunciava che lo stage di tre giorni era stato cancellato. Con allegato un modulo di rimborso da compilare.
«Non ci sembra giusto, -ha voluto dichiarare Jacopo Grassi rappresentante d’istituto- il costo del viaggio ammontava a circa mille euro, hanno chiesto alle famiglie il 75% circa 750 euro, privando le famiglie di una cifra nel periodo delle festività di natale». Non solo una questione economica tengono a precisare gli studenti. La cancellazione dello stage ha inciso sul budget familiare, ma a detta dei ragazzi è venuta meno un’opportunità formativa indispensabile per apprendere e confrontarsi con i madrelingua spagnoli. Proprio Grassi riferisce che a metà novembre era uscita una circolare che spiegava nel dettaglio la dinamica del viaggio e in seguito c’era stata una riunione insieme alla vicepreside e alla professoressa di spagnolo,ma poi c'è stato un silenzio assoluto.
Le voci degli studenti
Le famiglie e gli studenti hanno sollecitato per avere informazioni al riguardo ci riferisce Alessia Gatti, inviando una richiesta a mezzo pec alla dirigenza e alla dsga per organizzare un incontro chiarificatore previsto per il 18 gennaio e rinviato al 25 gennaio.
Angelica Badano incalza: «Noi siamo l’unica scuola cliente dell’agenzia che doveva organizzare questo tipo di viaggio scolastico che non è partita. Il Montessori è partito, se non sbaglio lo stesso vale per le scuole medie del Taliercio».
Tiene anche a evidenziare che questa situazione di disservizio si è verificata anche l’anno scorso per un viaggio in Irlanda. Anche Grassi ricorda la stessa esperienza per una visita guidata a Milano in occasione di una mostra di Goya, i 15 euro dei biglietti non sono ancora stati rimborsati. Anche Irene Fiasiello ha voluto aggiungere: «Le famiglie lo sanno che quando danno la possibilità di fare questi viaggi ai loro figli corrono dei rischi, però bastava fare una polizza o posticipare, ma non annullare».
«Se la pubblica amministrazione non paga prima, -ha voluto ribadire Jacopo Grassi-ma in una fase successiva- doveva essere comunicato in anticipo alle famiglie con più chiarezza. Si giustificano dicendo che se c’è uno sciopero dei voli non è rimborsabile e i soldi vanno persi».
Quasi all’unisono i ragazzi tengono a rimarcare la mancanza di comunicazione, si poteva ovviare anche con un gruppo chat su whatsApp per ottimizzare il tutto e non solo: «Si è parlato di un viaggio ad aprile a Berlino, ma ora le famiglie ci penseranno due volte prima di aderire. Qui siamo a rimarcare che non era solo la spesa importante ma anche l’idea del viaggio per tutti noi era fondamentale». In definitiva, aggiungono i ragazzi, le famiglie attendono speranzose il rimborso di quanto anticipato, (di una certa entità) per un viaggio che è stato soppresso per questioni di carattere amministrativo, lasciando tanta delusione e sconcerto nell'animo degli studenti.
La preside
La preside Ilaria Zolesi ha motivato che non c’erano garanzie adeguate da parte della ditta che aveva partecipato alla gara d’appalto per andare avanti con la gita.
«Per andare all’estero – spiega la preside – le agenzie pretendono dalle scuole un impegno senza alcuna garanzia che non possiamo dare, non possiamo mettere a rischio i soldi dei genitori».
All'affermazione degli studenti che la loro scuola è stata l’unica a non partire la preside ha tenuto a rispondere: «Assolutamente no, non è vero, in Italia ci sono state altre scuole che hanno avuto problemi dello stesso tipo»
In ultima analisi abbiamo provato a chiedere spiegazioni anche alla dirigente del dsga ma non ha rilasciato dichiarazioni.
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