Il Tirreno

«Accademia di Carrara grande realtà, peccato per l’ambiente avvelenato in città»

«Accademia di Carrara grande realtà, peccato per l’ambiente avvelenato in città»<br>

Il bilancio del presidente Antonio Passa, vicino alla scadenza

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Carrara Nei suoi 255 anni di attività culturale dalla sua fondazione, l’Accademia di Belle Arti di Carrara ne ha vista di acqua scorrere sotto i suoi ponti, e molte delle rotte prese sono dipese da chi si è alternato nella sua gestione, come Direttore o Presidente. Dopo il passaggio di testimone l’anno scorso da Luciano Massari a Silvia Papucci nella Direzione, a maggio 2024 scade il secondo mandato del presidente Antonio Passa, già in grado di fare un bilancio dopo quasi 6 anni dal suo primo incarico nel maggio 2018. Artista anche lui, Antonio Passa è nato a Cava Dei Tirreni nel 1939, compiendo poi gli studi all’Istituto di Belle Arti di Napoli e al Dams di Bologna, diventando esponente di punta della pittura analitica ed esponendo il suo lavoro in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Ex-direttore dell’Accademia di Belle Arti di Roma, dal 2006 fa parte del Comitato Nazionale per la valutazione del sistema universitario e dal 2012 è nominato in qualità di esperto presso l’Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca).

Un bilancio sull’attività dell’Accademia sotto il suo mandato?

«Il bilancio si vede dai fatti: abbiamo ampliato l’offerta didattica, abbiamo ottenuto degli spazi per puntare su un programma molto più ampio, grazie alla Camera di Commercio di Carrara che ci ha dato in comodato d’uso i due palazzi, uno l’ex-Isr, già funzionante, e uno da ristrutturare, per il quale abbiamo già partecipato a un progetto con il Ministero per ottenere i fondi necessari. Siamo in trattativa per l'acquisto del Palazzo delle Cariatidi e poi ci sono da definire con il Comune gli spazi che ci ha dato in convenzione, Padula e Monterosso, che vengono usati per la scultura. È una questione che si affronta ogni volta con le nuove amministrazioni».

Riguardo alla didattica?

«C’è stato un incremento di offerte formative molto importanti perché abbiamo all’interno professori altamente qualificati. Grazie a loro, Carrara, che è una piccola città, si presta proprio per diventare punto di riferimento anche per gli stranieri, che producono un indotto per tutto il tessuto economico. Nel passato l’Accademia contava 300 studenti, oggi 1350 ed è una delle Accademie più vecchie d’Italia. I corsi nuovi proposti sono in linea con le richieste del mercato e consentono agli studenti di trovare subito un impiego. Riguardo alla scultura, gli studenti lavorano già nei laboratori durante gli stud;, ma sono anche la comunicazione, il design, la fotografia, il cinema che offrono la possibilità di un lavoro contemporaneo e richiesto. Quello che i nostri docenti insegnano principalmente è l’atto creativo, che va al di sopra di ogni abilità tecnica. Progettualità e una ricerca creativa costante sono gli ingredienti per una formazione perfetta».

Progetti futuri?

«Dipenderà dalla programmazione del nuovo Direttore, che proseguirà nell’offerta degli eventi importanti come sono stati fatti in questi anni».

Cosa si porta dietro come ricordo di questi anni?

«Il ricordo di un ambiente avvelenato nella città. Si critica ogni cosa si faccia ed è il dispiacere più grosso che ho avuto nell’organizzare le cose; ci sono lotte intestine, nell’ottica sempre di demolire piuttosto che costruire. La città doveva puntare molto su questo tesoro locale. Trovo stupido combattere un sistema che ormai si è evoluto a tal punto, con una identità precisa anche nel sistema delle Accademie Nazionali, una istituzione prestigiosa e con un corpo docente fantastico. Abbiamo avuto negli anni dei problemi nel comparto amministrativo, ma ora è stato tutto sistemato, con persone qualificate nei ruoli chiave».l

Daniela Marzano

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