Il Tirreno

Il dramma

Quarantenne in arresto cardiaco alla partita del figlio: «Rianimato per tre volte, ecco come l’abbiamo salvato»

di Alessandra Vivoli
Un’ambulanza del 118 (foto d’archivio)
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Un’ambulanza del 118 (foto d’archivio)

L’uomo, militare nella Marina di Spezia, si è accasciato su una panchina. All’Opa è stato sottoposto a un delicato intervento: le sue condizioni sono gravi ma non è più in pericolo di vita

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CARRARA. Paura al campo di calcio del Fossone, ieri mattina intorno alle dieci, durante una partita dei ragazzini classe 2013. Il padre di uno di loro ha accusato un malore ed è entrato in arresto cardiaco.

È stato defibrillato a bordo campo, in una zona per fortuna lontana dalla visuale dei ragazzini che stavano giocando, poi è intervenuta l’ambulanza che lo ha portato in codice rosso all’Opa dove è stato sottoposto a un delicato intervento.

Le sue condizioni sono gravi ma non è più in pericolo di vita: ci sono stati momenti di panico quando, durante il viaggio verso l’ospedale, il mezzo del 118 per ben tre volte ha dovuto rianimarlo. Grazie a questi interventi e alla tempestività dei soccorsi il padre quarantenne si è salvato la vita.

Il malore

Lo hanno visto sbiancare e portarsi la mano alla bocca dello stomaco. Fino a qualche minuto prima era a bordo campo, insieme agli altri genitori, intento a seguire le gesta del figlio e della squadra.

Si è presentato al bar del campetto di Fossone, davanti fra gli altri a Michele Orsini, consigliere della società padrona di casa e allenatore dei ragazzi classe 2011 con scritto in faccia che qualcosa non andava.

«Abbiamo capito subito – racconta Michele – che quel papà non stava bene. Era pallidissimo e tutti abbiamo chiesto se stava male. Ha risposto che aveva mal di stomaco e forse aveva preso una congestione. Per questo motivo ha chiesto un caffè molto caldo. Una volta fuori dal bar, insieme a un amico, si è seduto sulla panchina, vicino alla biglietteria, e ha cominciato a stare male».

L’uomo, militare nella Marina di Spezia, è stato rianimato con il defibrillatore e sono stati chiamati immediatamente i soccorsi.

Sul campo continuava la partita: i ragazzini non si sono accorti di nulla perché quanto accaduto era fuori dalla loro visuale. È arrivata una ambulanza della pubblica assistenza che come prima cosa ha provveduto a stabilizzare il quarantenne, per fare in modo che fosse in grado di affrontare il tragitto fino all’ospedale.

Rianimato tre volte

Una volta a bordo dell’ambulanza, la situazione del padre colpito da arresto cardiaco è peggiorata. Racconta le fasi concitate del soccorso il volontario, e ieri autista dell’ambulanza, Vittorio Menconi.

«Ci siamo fermati all’altezza di Turigliano per il rendez vous con l’automedica – spiega – le condizioni del paziente erano critiche e si è dovuti intervenire tre volte per rianimarlo. Su indicazioni della centrale ci siamo diretti all’Opa e una volta arrivati le condizioni del quarantenne erano lievemente migliorate». Un viaggio difficile, ma a cui i volontari sono abituati. Un viaggio che, grazie anche in questo caso alla tempestività degli interventi, si è rivelato fondamentale per la sopravvivenza del padre quarantenne.

L’intervento

Una volta arrivato all’Opa il giovane padre è stato sottoposto a un intervento che si è concluso nelle prime ore del pomeriggio. Le sue condizioni restano serie ma non è più in pericolo di vita anche se resta in terapia intensiva.

Squadre sotto choc

Nei momenti delicatissimi del malore a bordo campo la priorità è stata da una parte prendersi cura del quarantenne, dall’altra fra in modo che il figlio non si accorgesse in modo traumatico di quanto stava accadendo.

L’uomo si è accasciato in una panchina fuori dalla visuale del campo da gioco ed è lì che ha cominciato a peggiorare. Non ha però perso i sensi fino a quando non è stato sistemato nella barella dell’ambulanza, ma fin dalle prime fasi si è capito che si trattava di qualcosa di grave. Non, insomma di un semplice mal di stomaco.

Le società delle squadre in campo hanno fatto quadrato intorno al figlio del quarantenne colpito da arresto cardiaco e subito dopo la partita hanno accompagnato il figlio a casa di un compagno, per fare in modo che rimanesse tranquillo e che fossero la madre e i familiari a informarlo di quanto era accaduto.


 

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